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22 settembre 2020

Mabon 2020: le gioie equinoziali ed il Reviresco celtico

Rieccoci. 

Nuovamente Settembre e nuovamente Equinozio,  Alban Elfed o neopagana Mabon.







La ruota dell'anno gira e ci riporta qui, a questo Autunno che desideriamo trascorrere all'aperto, per recuperare la mancata libertà della scorsa Primavera, e al correlato timore di ripetere faticose quotidianità affrontate nei mesi che ci hanno visti chiusi in casa.

Però, a differenza della Primavera che è d'Aria, l'Autunno è una stagione d'Acqua e porta con sé una pulizia più profonda, diversa da quella primaverile che rimescola tutto con grandi turbinii, e perciò tenete a mente che si vivrà certamente qualcosa di diverso, anche solo nelle condizioni con cui tutto verrà affrontato, e che quindi il miglior suggerimento che potete darvi è quello di ridimensionare le preoccupazioni e le paure e di guardare ad esse con occhi nuovi,  più esperti e dotati dell'esperienza vissuta fin qua.

Se prima qualcosa ci aveva preso alla sprovvista, ora non sarà così. 

Se prima non consideravamo a dovere salute, affetti, rapporti, desideri e finanze, abbiamo avuto di certo mesi durante i quali riflettere, rivedere, iniziare a riprogrammare e quindi prepararci a vivere nuovamente, in modo diverso e, mi auguro, anche più profondo e volto alla valorizzazione del positivo nascosto nelle piccole cose e nei piccoli gesti quotidiani.

Se prima correvamo come matti, ora abbiamo imparato a rallentare, che lo si voglia o meno, e andar più piano aiuta a concentrarsi e a mantenere meglio il focus sul lungo cammino.



Insomma, nulla si ripeterà in maniera identica e fare come l'Acqua, cioè scorrere ed adeguarsi con intelligenza e buon senso alle asperità o conformazioni del nuovo terreno, sarà, insieme ad uno spirito fiducioso, la maggior fonte d'aiuto che potremo dare a noi stessi ed agli altri.


Se volete approfondire il discorso sull'Acqua in quanto Elemento vi consiglio di leggere questo post precedente e poi, se ancora non conoscete questa festa equinoziale, di leggere qui ciò che la riguarda. Avendone scritto a lungo in precedenza, oggi vi faccio i miei auguri di Buon Equinozio d'Autunno raccontandovi del Reviresco celtico, che mi sembra calzare perfettamente con il periodo e che serve anche a riportare al blog un po' della sua aria magica in attesa di nuovi post espressamente celtici.









Reviresco è un termine latino che si ritrova come motto di due antichi clan scozzesi, MacEwens e Maxwells, sul cui stemma è rappresentata una Quercia con i rami recisi e dai quali stilla il potere della nuova linfa.

La parola in sé viene tradotta in inglese come "we grow again" o "we grow green" ed in italiano suona come ricrescere/rinascere/rigenerarsi e una volta legata alla raffigurazione presente sugli stemmi sta a significare la rinascita ancor più forte dello spirito celtico dopo le mutilazioni delle foreste, e quindi dell'animo stesso del popolo, causate dai Romani.

Studiando un po' la storia, infatti, si scopre come gli eserciti romani, terrorizzati dal buio e dalla profondità delle estese e sacre foreste celtiche, finirono per disboscarle totalmente e non solo per recuperare legna da ardere o accamparsi ma anche per tentare di indebolire i rifugi delle forti credenze pagane contro le quali diventava sempre più difficile avere la meglio.

Peccato però per i Romani che la spiritualità celtica si fondasse ( e lo faccia ancora oggi ) sugli alberi in quanto presenze secolari, con radici profonde ed una capacità rigenerativa che va persino oltre gli incendi più neri, e che come tale avrebbe continuato a rinascere con rinnovata forza dalle sue stesse ferite, come mostrato appunto dagli stemmi e dal concetto stesso di Reviresco.


Un tempo, forse per maggior semplicità di vita ed essenzialità di ( veri ) valori, tale concetto rinverdiva da solo, poiché il voler ri-vivere oltre le difficoltà per la bellezza intrinseca della vita era il fondamento stesso dell'esistenza, ma anche se oggi si perde la rotta con più facilità ecco che il Reviresco può ancora essere evocato ed usato per la salvezza dell'anima in tempi difficili.

Per dargli vita non occorrono incantesimi di sorta ma basta seguire due fondamentali strade indicate dalla tradizione celtica :

-il cavalcare il vento, ovvero viaggiare verso il nostro centro per ri-trovare noi stessi 

e

-il danzare il sole, ossia seguire la propria chiamata interiore, fare qualcosa che si ama davvero e che è capace di portare buona energia alla persona e quindi anche al mondo che la circonda.


Seguire queste due strade permette di trovare il famoso "longing" ( il desiderio dell'anima ) e quindi di risvegliare lo spirito personale, oggigiorno spesso sopito dai falsi valori e bisogni suggeriti dalla società, permettendo così all'individuo di rinascere a nuova vita dopo un periodo difficoltoso, traendo forza dalle proprie ferite viste non come perdita ma piuttosto come fonte di potenziale rinnovo.










Io mi sono imbattuta nel Reviresco grazie al bel libro "The Mist Filled Path", di Frank MacEowen, e proprio con le parole tratte da questo testo concludo questa parentesi celtica, nella speranza che porti a tutti dei buoni e nuovi spunti sui quali riflettere :)

" Non importa quanto qualcosa possa aver subito un danno o una ferita, se davvero lo si vuole può sempre nascere da esso nuova vita, nuova bellezza e nuove connessioni, nuovi rami grazie a i quali curare il passato e ricominciare.

Perciò, possa tu trovare il luogo nel quale risorgere e credere che nel nuovo si celi ancora del buono.

Possa tu accogliere la saggezza che la nebbia insegna a proposito del fondersi, del trovare giusti compromessi nei nostri solidi e fissi stati mentali, e possa tu imparare ad aver fiducia nella sacralità di ciò che la tua anima desidera davvero.

Possiate, tu e la vita della tua anima, rinverdire nuovamente.

REVIRESCO. "















In chiusura infine, ed approfittando della ripartenza autunnale, ci tengo a farvi sapere che ho aggiornato lo Shop con il mio handmade/stampe e cartoline ( qui ) e che da un po' ha anche la sua pagina Instagram dedicata ( questa ).



A volte mi si chiede come si faccia ad ordinare sul mio Shop, dato che non possiede un vero e proprio carrello, e così ho pensato di rispondere qui a comodo uso di tutti.
In realtà è molto semplice e per farlo vi basta mandare una mail a tissi76@gmail.com indicando:

-il nome dell'articolo che volete
-il metodo di pagamento che preferite usare ( postepay o paypal )
-la modalità di consegna (ritiro a mano o spedizione) più il vostro indirizzo

Fatto ciò dovrete solo farvi un tea ed attendere un pochino.

Lo Snow Spirit controllerà la disponibilità dell'articolo e poi vi risponderà, indicando il totale del vostro ordine (comprensivo di costi di spedizione e dati per il pagamento online) e chiedendovi conferma del tutto prima di impacchettare.
Quanto a quest'ultimo punto sappiate che generalmente usa la carta nella quale ho fatto seccare le erbe estive e che sbadatamente ne fa cadere alcune nelle buste. Perciò, se siete allergici o non amate questo confezionamento naturale, fatelo sapere nella mail e provvederò io stessa ad impacchettare.

Quanto ai disegni ed al mio lavoro d'illustrazione v'invito a seguirmi principalmente su Instagram (qui) ,poiché è forse il social più aggiornato di tutti, ed a tornare sul blog di tanto in tanto poiché dedicherò un post all'argomento appena possibile.



Da poco ho consegnato un libro ed attualmente sto lavorando ad un nuovo titolo e di entrambi non posso dire molto di più se non quello che trapela da Instagram. Perciò attendo di raccogliere un po' di materiale extra, più personale e legato a nuove cards natalizie, per riempire la vostra giornata di colore :)


Nel frattempo ancora un abbraccio e che sia un Autunno di cambiamenti positivi e di nuovi sentieri da esplorare con fiducia.

Ancora una volta, Reviresco!








A presto,

Tissi.


* ---------------------- *

Nota Recap:

per chi fosse nuovo e volesse esplorare il blog senza scorrerlo all'indietro, qui ci sono le principali rubriche che, a seconda del tempo disponibile e delle risorse, porto volentieri avanti:

CELTICA  ( celtismo e feste della Ruota dell'Anno )

ARBOREA  ( giganti verdi e cenni di spiritualità )

LUNARIA  ( la Luna Piena, mese per mese, secondo il calendario celtico e non solo )

ELEMENTIA  ( gli Elementi ed il loro legame con le quattro stagioni, approfondimenti spirituali per il benessere quotidiano )

ERBALIA  ( fiori e piante nella tradizione e loro significato spirituale ) - rubrica in divenire

LA MAISON ZEN ( insieme di post correlati e legati fra loro dall'esplorazione del Sè in quanto strumento di crescita personale positiva ) - ricordate di cliccare l'etichetta "maison zen" situata al fondo del primo post

VIAGGI E SCOPERTA DEL TERRITORIO FRANCESE, in prevalenza Bretagna - non trattandosi di una rubrica vera e propria vi consiglio, se interessati, di consultare la colonna "viaggi" posta a sinistra

MESTIERE ILLUSTRATORE ( cenni riguardanti questo folle ma bellissimo circo che ho trasformato nel mio lavoro quotidiano ) - anche questa non è una rubrica vera e propria ma un insieme di post che parlano delle mie esperienze lavorative, della formazione e di tanti aspetti legati al mondo dell'illustrazione. Per leggerli tutti ricordate di cliccare sull'etichetta "mestiere illustratore" che trovate al fondo del primo post.

20 marzo 2020

Equinozio di Primavera - Ostara 2020





















Essere felici in questo momento non è semplice e lo comprendo benissimo poiché come tutti voi sto sperimentando anche io gli effetti della reclusione in casa unita ai timori ed alle ansie riguardo ciò che accade, potrebbe accadere o accadrà.

Ma se adesso siete a casa insieme ai vostri cari e state tutti bene avete già un ottimo motivo per gioire dell'arrivo della Primavera che, a dispetto di tutto, oggi è nuovamente qui con i suoi germogli verdi ed i suoi fiori a mostrarci quanto la Natura non si fermi davanti a nulla.

E lo stesso siamo invitati a fare noi, a nutrire il nostro giardino interiore di buoni pensieri cercando di lasciare in parte le paure per il futuro e concentrandoci sul presente e su ogni singolo giorno, apprezzandolo con il sorriso e la gratitudine adesso più di prima.

Un forte abbraccio a chi adesso sta, purtroppo, perdendo le persone amate ed un caloroso supporto emotivo a chi combatte, per la propria vita e per quella degli altri.

Grazie a chiunque vorrà unirsi a me nel ringraziare e continuare a supportare un mood positivo anche se il periodo non è semplice, perché, come penso umilmente io, solo chi sarà in grado adesso di serbare da parte una buona dose di energia, evitando di sperperarla in polemiche o astio generale, potrà dopo averne una scorta utile per affrontare il "rientro", purtroppo altrettanto faticoso.

Cercate quindi di tenere l'umore alto, che leggerezza non significa non seguire le news e non pensare al futuro ma solo farlo con sangue freddo e cuore caldo, covando nella mente il pensiero di un nuovo futuro ancora possibile e pieno di nuova vita, esattamente come la Primavera.

A tutti voi i miei auguri per un buon Equinozio di Primavera e di una Ostara colma di fiori dell'anima.













Se vi fa piacere, QUI trovate il post relativo alla Festa di Ostara/Equinozio scritto da me in precedenza oppure potete continuare a seguirmi su Facebook ed Instagram dove, compatibilmente con il lavoro da portare avanti ed il presente da gestire e tenere insieme al meglio, cercherò di condividere, come sempre, stralci di costruttiva positività.

A presto e grazie a tutti per i vostri messaggi o email, risponderò pian piano a tutti :)
Intanto coraggio e forza, passerà e ne usciremo.
Diversi e, mi auguro, anche migliori di quando ne siamo entrati.

Simona

31 gennaio 2020

Felice Imbolc, araldo della Primavera :)

















Ecco, ci siamo.
La Ruota dell'Anno sta girando e nuovamente siamo alle porte d'Imbolc, araldo celtico della Primavera, primo germoglio della stagione luminosa che con fiducia si fa strada nel buio invernale ormai alla fine e che invita a mettere il naso fuori, in ogni senso :)

Se ancora non conoscete le origini ed il significato della Festa d'Imbolc potete leggerle QUI, dove ne ho parlato in precedenza e nel dettaglio, e scoprire in generale, grazie anche ad altri post correlati,  il bello del vivere seguendo il ritmo naturale delle stagioni ormai spesso bistrattato.

Quest'anno, per l'occasione, ho realizzato una card dedicata, con la quale vi saluterò a fondo post, ma nel frattempo ne approfitto anche per aggiornarvi un po' su tutti i fronti poiché Febbraio sarà nuovamente ricco di lavoro e so già che mi mancherà il tempo per scrivere a dovere.


Come sempre Gennaio è stato un mese lunghissimo, quasi ne covasse due al suo interno, ed io, dopo l'ultima febbrile consegna post natalizia ed un paio di influenze belle forti, ho avuto modo di sfruttarlo creando nuove illustrazioni per il portfolio e per l'agenzia che con Marzo inizieranno il giro delle fiere :)










A loro ho già mandato parecchio materiale e pian piano lo condividerò anche sulle mie pagine social Facebook, Linkedin, Instagram, Twitter ma soprattutto Behance, dove c'è la possibilità di mostrare un lavoro in maniera professionale e molto più godibile, perciò se volete gustarvi qualcosa di nuovo vi consiglio di fare un salto.

Il link alla pagina Behance è QUESTO ma se siete affezionati ad Instagram ed alle sue foto "square- shaped" potete trovarmi QUI e lasciare un saluto o un like, che saranno sempre molto apprezzati ed ai quali risponderò con piacere :)

Inoltre lì potrete vedere i w.i.p. del mio Handmade e scoprire la nuova pagina a lui dedicata su Facebook che, per quanto ormai penalizzante a meno che non si ceda alle sponsorizzazioni a pagamento, resta cmq una buona vetrina sulla quale proporre belle foto ma anche dilungarsi un pochino nei testi, cosa che io amo poiché, personalmente, trovo più ricca d'animo.





















E parlando di sponsorizzazioni e quindi supporto, v'invito a seguire la pagina e a lasciare anche lì un like oppure un saluto, così da aiutare lei a crescere e me a continuare a seminare il bello, principio base sul quale nasce tutto ciò che realizzo a mano, anche quando scelgo di collaborare con altri bravissimi creatori come nel caso di "lebiancolatte".
Sono sue, infatti, le bellissime rune che accompagnano la mia bustina con Huginn e Muginn e di cui vi lascio scoprire di più proprio QUI sulla pagina :)























Inoltre, restando in tema hand&home-made, so che a molti fa piacere gustarsi le foto del pane che finalmente riesco a fare settimanalmente e con un buon risultato, perciò ecco qui le le ultime, accompagnate anche dalla pasta fresca alla zucca fatta insieme al Mago :)











































Spero vi siano d'ispirazione e che anche voi possiate trovare del tempo per provare lo stupore nel veder lievitare la pasta ed apprezzare il profumo del pane mentre cuoce riempiendo la casa di un calore tutto suo, così come ritrovare il piacere di cucinarvi qualcosa di buono.

Perché in questa vita così frenetica la miglior cura all'ansia è sempre quella i fermarsi, respirare e fare piacevolmente qualcosa con le proprie mani :)

Ora torno alle mie illustrazioni e vi saluto augurandovi di trascorrere un felice Imbolc accompagnati dalla forza interiore di Brigid, triplice dea celtica della poesia, forgia e buona salute, nonché simbolo del ( ri ) sorgere dell'energia.





















(cliccate qui per vederla in full size)


Noi ci risentiremo ad Ostara per il vero proprio equinozio primaverile ma intanto abbiate cura dei primi germogli e lavorate su di voi per creare una vita il più possibile in sintonia con il vostro io interiore ed il pianeta che vi ospita, e se vi va di ascoltare qualcosa a tema ecco QUI un brano molto bello :)

Un abbraccio,
Tissi.

3 maggio 2019

Arborea#09 Douna, la foresta profonda, Merlino ed il culto degli alberi ( parte prima )

Nel cuore dell'Armorica ,in Bretagna, la Foresta di Broceliande è uno dei più famosi esempi di ciò che resta dell'antico "bosco sacro" ai Celti: il Nemeton.












Broceliande, così come Paimpont, è infatti quel che rimane dell'estesa Douna, la "foresta profonda" dell'antichità bretone in cui i rifugiati provenienti dalla Gran Bretagna portarono gli echi delle gesta inglesi di Re Artù e continuarono praticare il culto degli alberi.
(nota: in riferimento a quest'ultima frase, e in caso v'interessasse un po' di storia relativa ai Celti, vi invito a leggere i post precedenti qui e qui).

Oggi a Broceliande si possono visitare siti naturali dai nomi che ricordano la storia di Merlino e Viviana, come la Fontana di Barenton o la Valle senza Ritorno, e dopo averli visitati più volte in prima persona non posso che confermarne il fascino e la bellezza, ma prima di perderci nelle leggende facciamo un passo indietro e torniamo al concetto di "bosco sacro" per cercare di comprenderlo meglio.














Nemeton era il termine con cui i Celti indicavano un bosco, a volte molto esteso altre invece solo una porzione, in cui i druidi, i sacerdoti della tribù, si ritiravano per officiare riti o comunicare con gli dei.

Il Nemeton sorgeva solitamente intorno ad un albero "particolare", nel quale si pensava riposassero l'anima di un dio o di una dea, che potevano manifestarsi tramite espressioni come il frusciare delle foglie, e, proprio accanto all'albero scelto, si costruiva un piccolo altare in loro onore, delimitando poi la zona tutto intorno.
Solo ai druidi era concesso d'entrare nell'area sacra poiché essi avevano le conoscenze per comprendere il linguaggio delle divinità e fare da tramite con la tribù ed infatti la parola Nemeton, come Nemus in latino e Nemos in greco, deriva dalla radice "nem", (la stessa che ha dato origine a Nemi, altro bosco sacro dell'antichità), che racchiude il concetto di "separare/abitare/occupare uno spazio riservato".

Nel Nemeton nasceva e si sviluppava la vita psichica della tribù, poichè i drudi vi studiavano anche 20 anni per imparare e tramandare oralmente le conoscenze affinché non andassero perdute, e perciò veniva utilizzato anche come luogo in cui "conservare la memoria", un po' come fanno gli alberi con i loro cerchi.

Una volta delimitato, il bosco sacro non doveva in alcun caso essere alterato e le leggi che lo proteggevano erano talmente ferree da chiedere, nei casi migliori, il risarcimento in bestiame (molto prezioso all'epoca) nel caso in cui un albero fosse stato abbattuto senza regolare rito o permesso.
Molto spesso, inoltre, le leggi che regolavano, e che regolano ancora oggi certi boschi sacri in alcune zone del mondo, erano accompagnate persino dal divieto di raccolta di frutti, ghiande o legna, o ancora di pascolo degli animali, il che li rendeva veri e propri santuari a cielo aperto.

E proprio questa scelta di riunirsi all'aperto ci riporta ancora una volta alla radice "nem", che secondo alcuni studiosi indicherebbe anche il cielo, portando così il Nemeton a simboleggiare il divino sulla Terra, ossia quel famoso "frutteto meraviglioso /paradiso" nel quale abitano gli dèi e che avrebbe successivamente preso il nome di Eden.
















Una delle figure più famose legate ai boschi sacri, celtici ma non solo poiché i nomi cambiano a seconda dei luoghi e delle leggende pur lasciando invariata la sostanza, è certamente quella di Merlino, il vecchio con la barba bianca ed il cappello da eremita/viaggiatore e dotato di capacità assimilabili a quelle di un dio.

Su Merlino ci sarebbe da raccontare all'infinito, perdendosi appunto nei racconti leggendari di popoli diversi, ma dato che il post è dedicato in primis all'area bretone di Broceliande per stavolta restiamo prevalentemente in ambito celtico ed analizziamo la sua figura in linea generale, ponendo quindi l'accento sull'antica tradizione anglo/francese .




















Si dice che Merlino fosse per metà umano e per metà figlio degli dei, o comunque di persone dal sangue misto, particolari e legate in qualche modo alle divinità, e che per tale motivo avesse, tra le altre, la capacità di mutare a piacimento la sua forma così come quella di spostarsi molto velocemente nello spazio e nel tempo.

A volte indovino, altre veggente, mago o sciamano, Merlino compare nelle leggende inglesi come il bardo che combatte accanto ad Artù per liberare l'Inghilterra dagli invasori sassoni e che, una volta "importato" in territorio bretone come dicevamo poco sopra, si sarebbe ritirato nella Foresta di Broceliande per allontanarsi dalle bassezze della società umana di cui era profondamente stanco.


Dal folto della foresta ed ormai preda del male dovuto alla sua lunga e travagliata vita da mezzosangue, secondo alcune leggende figlio di un demone e di una vergine, si racconta pronunciasse profezie colto dal delirio.
Ma si narra anche di come il bosco stesso l'abbia guarito mandandogli Viviana, la dama del lago conosciuta anche come Nimue o Nyneve di cui si sarebbe innamorato ed alla quale avrebbe permesso di  rinchiuderlo nella "casa di vetro" in fondo alla foresta per il resto della sua (eterna) vita.













Di Merlino si parla quindi anche come di un "iniziato",un druida profeta e solitario che nel nemeton trova la sua dimensione e la propria salvezza, e tramite lil suo personaggio si racconta di una sorta di rinascita che inizia dall'incontro di due anime, simili e stanche della decadenza del mondo, che nel bosco si ritrovano ed insieme possono ritornare all'origine.

Infatti la "casa di vetro" altro non sarebbe che il simbolo del già accennato "frutteto primordiale" non più soggetto allo scorrere del tempo e capace di conservare in sé i semi, vegetali, animali e anche umano/divini, necessari alla rinascita dell'esistenza stessa.

E perciò ecco che Merlino diventa anche assimilabile alla figura del celtico Cernunnos, il Signore dei Boschi e delle creature nonché simbolo di rinascita verde (di cui raccontavo già qui ,o nei vari altri post di Celtica qui) , e che diventa quindi più facile comprendere quanta importanza avessero un tempo i boschi, prima ancora che venissero edificati i templi in pietra, e quanto fosse potente il culto dei giganti verdi per le popolazioni dell'antichità.












Il collegamento fra Merlino ed i boschi è dunque molto stretto e per quanto i racconti siano variegati e confusi si dice divinasse traendo presagi dagli alberi, principalmente betulle, sciamaniche per eccellenza come si raccontava qui , e meli, che per tradizione segnano il passaggio fra il nostro mondo e "l'altro" in cui le leggende pongono le fate ed il popolo dei Sidhe.

Secondo qualche racconto leggendario, inoltre, proprio sotto a tali alberi Merlino trasmetteva le proprie conoscenze ai futuri druidi ma vi sono alcune storie che narrano anche di un pino speciale, quello che veglia sulla Fontana di Barenton, da sempre residenza della ninfa ( dama o fata ) Viviana conosciuta anche come la guaritrice.

Associato alla sorgente ed alla ninfa che ne governava le acque con cui si alimenta, il pino di Barenton sarebbe infatti l'albero cosmico che lo sciamano Merlino scala al fine di ottenere la conoscenza e la rinascita dopo aver attraversato il buio delle proprie ferite interiori ma qui c'è linfa per altri post arborei più specifici e perciò mi fermo.



Per ora spero che questo tuffo nei santuari sacri a cielo aperto vi sia piaciuto e v'invito a tornare sul blog più avanti per la seconda parte :)


Un abbraccio verdeggiante e a presto!

Nota: Se volete leggere i precedenti post di Arborea, li trovate QUI-

30 aprile 2019

Beltane 2019, apriamo le porte alla luce estiva di Samos !

Come le altre celebrazioni celtiche, anche la Festa di Beltane è stata già raccontata nel dettaglio qui,  e perciò passo solamente a rinnovarvi i miei auguri per stasera e domani con qualche parola in merito al periodo.












Se Ostara aveva aperto le danze primaverili portando con sé accenni delle celebrazioni pasquali passate da poco, Beltane festeggia adesso il culmine di questo periodo di rinascita e ci ricorda le bellezze dell'abbondanza donateci dalla Terra tramite il Sacro Matrimonio fra Maponos e la Fanciulla dei Fiori.
















L'equilibrata unione fra maschile e femminile ha riportato ancora una volta la Vita, facendo rifiorire di germogli le piante e di vitalità gli animali, e lo stesso mi auguro che accada nella vostra vita, personale e, in caso, anche di coppia.

In questo momento le energie della Terra sono nel loro punto più vibrante e, nuovamente, il Fuoco e l'Acqua vengono celebrati insieme per festeggiare l'inizio della stagione luminosa dell'anno, ovvero l'istante in cui effettivamente si passa dall'Inverno ( Giamos ) all' Estate ( Samos ) poichè, come si diceva in precedenza, i Celti consideravano l'anno diviso in due sole stagioni (Vedi QUI per ulteriori dettagli).




















Certamente questo è un momento di particolare vitalità per la Terra ed alcuni potrebbero pensare che per risuonare perfettamente allineati si debba festeggiare animatamente, con canti e danze sfrenate o con super attività.












In realtà non è necessario e, soprattutto se caratterialmente tutto ciò non vi appartiene, ricordate che si può celebrare l'energia di Beltane anche in maniera più ritirata, richiamando a sè lo spirito della festa senza troppo chiasso o creando qualche ghirlanda di fiori da mettere intorno ad un albero nel vostro giardino ripensando all'Estate che ora nasce dalla Terra.

Beltane è anche il momento perfetto per ritrovare gli amici e condividere con loro qualche dolce o una bevanda, ma anche per stare di più all'aperto e realizzare ciò che durante l'inverno è stato il sogno sul quale avete lavorato. 

Infine, se avete un compagno/a, condividete con lui/lei una passeggiata nel verde tenendovi per mano e ripensando a Marian e Robin, una delle coppie che maggiormente ha ereditato il simbolo dello Sposalizio Sacro di Beltane, e ringraziate la Vita per l'energia vitale che vi scorre nelle vene.

Se poi vi trovate nei dintorni di Torino, ricordate che anche quest'anno al Parco Arcobaleno di Masserano si terranno tre giorni di festa dedicati a Beltane, seppure più avanti, a circa metà Maggio.

Io spero vivamente di poter fare un salto e in caso ci foste anche voi fatemelo sapere, così potremo condividere il pic nic raccontandoci leggende e facendo stese di tarocchi celtici :) 
Ovviamente non scordate di portarvi una coperta e qualche libro per pisolare al sole, aspettando insieme i falò ed i concerti serali, e di controllare la pagina Facebook della Festa di Beltane per orari ed aggiornamenti!

Infine ricordate che i fuochi di Beltane, parte centrale dei festeggiamenti di Masserano così come di altri ritrovi folkoristici, rappresentano semplicemente la passione, il sangue vivo ed appunto l'energia riuniti nel colore rosso.
Perciò fatene buon uso, divertitevi e certamente gioite, ma non scordate di conservare anche il sale che avete in zucca ;)

Un abbraccio e felice mese di Maggio!

20 marzo 2019

Ostara 2019, un nuovo Equinozio di Primavera















Della Festa di Ostara e dell'Equinozio di Primavera ho già scritto ampiamente in passato, qui e qui, dedicando anche un post all'Elemento della stagione, ovvero l'Aria, che potete trovare qui e che vi permetterà di capire i collegamenti fra la rinascita primaverile e le idee, l'intelletto, il desiderio di "ri-circolo" che il corpo, per quanto ancora stordito dal letargo invernale, inizia a percepire inconsciamente.

















Così, come già fatto lo scorso anno, passo a farvi gli auguri raccontandovi qualcosa di collegato al periodo e che spero possa farvi respirare di cuore ed aprirvi con energia alle novità ed ai progetti che avete in mente.

Ho iniziato da poco la lettura di un nuovo libro ( "Inanna, signora dal cuore immenso" di B. de S. Meador, ed. Venexia) e data la sua forza vorrei condividerne con voi l'essenza, capace di soffiare sul cuore e sull'animo come il forte vento di primavera.




















In questo testo la voce della sacerdotessa sumera Enheduanna, molto probabilmente una delle prime autrici donne della storia poiché vissuta nel 2300 a.C., racconta della dea Inanna, colei che in sé unisce Cielo e Terra, spirito guerriero ed amore, Fuoco ed Acqua, e che oltre ad essere più grande della volontà umana viene definita persino "il terrore degli dèi" per via della sua immensa forza vitale.

Molto simile per diversi aspetti alla celtica e triplice Brigid, già celebrata a febbraio con la festa d'Imbolc (qui) e collegata appunto alla Primavera, Inanna/Ishtar è al contempo Oscurità e Luce, morte e vita, l'intera esistenza insomma, nella quale il maschile ed il femminile si fondono e si esaltano a vicenda ricordandoci che in noi vive tutto, tutto il Cosmo di cui facciamo parte.

Il simbolo della dea era la stella ad otto punte, che raffigura, oltre a molte altre cose, anche il pianeta Venere al quale Inanna era associata, ed insieme alla falce lunare del padre ed al disco solare del fratello costituiva la Triade Sacra nel pantheon mesopotamico.












Inanna/Ishtar infatti era sorella di Utu/Shamash, il dio del Sole, e figlia di Nanna /Sin, il dio della Luna, creatore di tutte le cose, colui che governava i cicli e le maree ed al quale nella città di Ur era dedicato il tempio più alto.

E fu proprio qui che Enheduanna nacque, da madre sumera il cui nome è sconosciuto, e da suo padre Sargon, l'accadico re della città che credendo in lei la nominò grande sacerdotessa e le conferì il compito di riunire gli dèi sumeri e quelli accadici, così da portare stabilità nell'impero che egli stesso andava creando unificando il nord ed il sud della Mesopotamia.
Heduanna ricevette infatti il titolo di EN, moglie del dio Nanna, e grazie anche alla sua forte personalità si distinse come sacerdotessa, poetessa e principessa e da colta, creativa e portavoce della cultura e della letteratura dell'epoca quale era, diventò la personificazione di Inanna/Ishtar nonché simbolo di unione tra l'aspetto divino e quello politico, tra stato e religione, tra dèi e re/uomini.

Il libro racchiude gli inni dedicati alla dea e trasmette da subito, almeno a me personalmente, molta energia e vitalità, sinonimi della stagione che ci apprestiamo a vivere.
Tempo permettendo, più avanti, spero di poter dedicare più spazio a questo testo ma al momento mi auguro d'avervi "sanamente" incuriosito e vi rinnovo i miei auguri per un Felice Equinozio di Primavera ed una Gioiosa Ostara.

Nel salutarvi vi lascio una piccola curiosità riguardante Enheduanna che forse può aprire gli occhi e gettare, positivamente e spero anche pacatamente, i semi per un rinnovato futuro equilibrio fra uomo e donna, così come maschile e femminile all'interno di ciascuno di noi, foriero di collaborazione e vicendevole attivo sostegno.

Enheduanna aveva 4 fratelli eppure venne scelta dal padre come Somma Sacerdotessa e fu ricordata nei secoli anche come la prima principessa a rivestire il ruolo di anello d'unione tra il divino e l'umano.
Inoltre, fra tutti gli scritti anonimi provenienti dal biblioteca di Assurbanipal, quelli di Enheduanna sono gli unici a riportare il nome dell'autrice, una figura così forte da giungere fino ai nostri giorni con la stessa intensità con cui è giunta quella di Inanna/Ishtar, la dea "Regina del Cielo" che eclissò le altre divinità femminili adorate nel corso della storia sumerica.


Ed ora, che possiate godervi con gioia la metà luminosa dell'anno e magari anche qualche pezzetto di buona cioccolata :)



Se lo sentite risuonare in voi, decorate casa con qualcosa di verde e qualche uova, entrambi simboli di fertilità e rinascita primaverile, ed accendete una candela gialla per salutare il Sole e ringraziare la Terra per aver concesso un nuovo e vitale Giro di Ruota.

Per festeggiare "artisticamente " la Primavera, io, oltre a decorare un pochino la cucina, ho partecipato alla #CDChallenge sull'omonimo gruppo di Facebook che questo mese ha per tema l'Alebrije, realizzando questa illustrazione:



















e a parte il fatto che l'Alebrije sia una forma di Daimon  di cui dicevo qui , mi è piaciuta la particolarità del suo essere un animale totemico immaginabile come si vuole, pieno di colore e vitalità, caratteristica appunto perfetta per un'immagine primaverile.

Se volete partecipare anche voi, sappiate che avete tempo ancora fino al 2 Aprile :)


A presto!

9 gennaio 2019

Arborea#08 Fearn Alder, l'Ontano - il Ponte sulle Acque Agitate

Secondo il calendario celtico l'anno nuovo è iniziato con il primo di Novembre, illuminato dalla Luce della Betulla di cui ho già parlato ampiamente qui e qui.

Così stavolta, per inaugurare Gennaio e propiziare una seconda volta la rinascita solare invernale, ho pensato di dedicare un breve post al gigante verde che i Celti associavano a questo mese: l'Ontano.

Parlando in termini generali e non strettamente legati alla tradizione celtica, potremmo descrivere l'Ontano come un albero contorto e nodoso, legato all'Acqua (di cui raccontavo qui) ed alla Luna (della quale potete trovare informazioni relative ad ogni mese qui) , e che, per via di tali caratteristiche e dell'aria tetra che assume nella stagione invernale, si è guadagnato il soprannome popolare di Albero delle Streghe.
Secondo Jung esso rappresenterebbe la parte Ombra della vita, con tutto ciò che tendiamo a negare (o a non voler affrontare), e crescendo sulle sponde dei fiumi, terre senza tempo e luogo secondo la tradizione celtica, risulterebbe essere un accesso all'altromondo, alla parte invisibile dell'esistenza, e quindi strettamente collegato all'intuizione.
















Una leggenda, legata al fatto che la corteccia della pianta cambi colore dal bianco all'arancio facendo fuoriuscire una resina rossastra quando viene tagliata, narra di un Uomo Rosso che vivrebbe all'interno dell'albero e che avrebbe come compito il portare soccorso agli uomini che si smarriscono nell'aldilà, nella parte appunto ombra o invisibile, riportandoli infine nella realtà in cui devono vivere e tornando così a reiterare il significato di "passaggio" legato a questo albero.
Inoltre, questa caratteristica dell'Ontano veniva vista nell'antichità anche come un gesto protettivo che l'albero stesso faceva nei confronti di chi ne avesse bisogno, quasi ad esprimere il fatto di voler donare il proprio mana/sangue/energia vitale per difendere il territorio dagli intrusi o da potenziali attacchi.




















Ma la magia dell'Ontano non finisce qui, poichè con il suo legno si dice che maghi e streghe fabbricassero fischietti in grado di attirare Elementali dell'Aria, per poi piegarli alle proprie volontà, e che parti del suo tronco fossero utilizzate per costruire ponti, altra simbologia che riporta ancora una volta al discorso "passaggio" ed introduce il tema celtico.

L'Ontano veniva considerato dai Celti come un simbolo di protezione spirituale e difesa, fisica ed emotiva, e si parlava di lui come di un "solido ponte sulle acque agitate", inteso sia in termini fisici/pratici che emotivi/spirituali.












Il suo legno, infatti, molto oleoso e resistente all'umidità, veniva utilizzato per costruire veri e propri ponti, per l'attraversamento di fiumi impetuosi o per collegare due aree, per realizzare palizzate, entro le quali confinare prigionieri o con cui difendere i villaggi, e per creare fondamenta, di cattedrali o di edifici sull'acqua la cui stabilità era considerata importante.
Oppure, ancora, ci si rivolgeva spiritualmente all'Ontano quando si necessitava di porre limiti a situazioni o persone invadenti, che minavano lo spazio personale con la loro presenza.

Per tali motivi, quando in una lettura oghamica compare l'Ontano, viene suggerito all'interessato di "ripulire" lo spazio intorno a sé e creare qualche difesa a guardia del proprio territorio interiore, così da conservare ed avere cura della propria energia e non lasciare agli altri la possibilità di consumarla a loro piacimento.


Secondo la tradizione celtica, inoltre,  Alder sarebbe legato al dio Bran (Bran the Blessed o Bendegeit Bran), possessore di un magico calderone, capace di resuscitare ciò che è morto, e colui che usò il proprio corpo come ponte sul fiume Linon per aiutare i suoi seguaci a fuggire e mettersi al riparo.
Mortalmente ferito in battaglia con gli Irlandesi, Bran profetizzò poi gli eventi che sarebbero seguiti alla sua morte e, istruendo in tal senso i suoi fedeli, ad essi chiese di tagliare la sua testa e di portarla con loro, prima ad Harlech, poi a Gwales ed infine a Londra, dove fu sepolta a scopo difensivo sotto le pendici del Bryn Gwyn, l'antico White Mount che ora è il sito sul quale si trova la Torre di Londra.
La leggenda narra che lì rimase indisturbata, difendendo dagli attacchi che venivano dall'altra parte del mare, fino a quando Re Artù non la trovò e, poco saggiamente, la disseppellì causando così l'invasione dei Sassoni.


Oltre a ciò che raccontano le leggende e a quel che abbiamo già visto, dell'Ontano si può ancora dire che possegga un'energia maschile molto forte e che per tale motivo sia sinonimo di volontà, forza e spina dorsale e che inviti a chiedersi cosa si vuole veramente conoscere di Sé.
Difatti, solo ascoltandosi nel profondo e ritrovando il proprio centro è possibile capire cosa sia realmente capace di portare in noi gioia, cosa faccia letteralmente "cantare il nostro cuore", e quindi metterlo in atto.
Questo è infatti il suggerimento che l'Ontano offre a chi attraversa la sua strada, poichè egli fa da ponte tra la dimensione fisica e quella spirituale affinché le aspirazioni dell'anima vengano esaudite.














Anche per questo breve post di Arborea è tutto!
Io spero vi abbia tenuto compagnia e, in caso foste interessati alla ricerca delle aspirazioni della vostra anima, tenete d'occhio il blog perché si prepara un bel post a riguardo :)

Un abbraccio verde e buon Gennaio!


Nota: Se volete leggere i precedenti post di Arborea, li trovate QUI-

21 dicembre 2018

Felice Yule, Buon Solstizio d'Inverno :)


















Del Solstizio d'Inverno e della festività di Yule ho già raccontato lo scorso anno qui .

Così oggi passo solo ad augurarvi che questo breve giorno, con la sua lunga e buia notte, riporti in voi una nuova Luce, simbolo di un inizio positivo :)

L'anno nuovo, secondo la tradizione celtica, è iniziato al 31 Ottobre e ci sono stati donati quasi due mesi per mettere al caldo nuovi semi prima dell'arrivo del freddo.
Spero che anche voi abbiate avuto cura di scegliere cosa conservare e cosa no, quel che valeva la pena seminare nuovamente per tentare una nuova via e ciò che invece necessitava d'esser lasciato indietro, così d'alleggerire il carico e respirare nuovamente.

Ora l'Inverno è giunto e si può, a dispetto della frenesia delle feste, riposare interiormente e godere della guarigione portata dalla lentezza, dal momento in cui la Terra respira piano ed accumula energia.

Certamente faremo tutti le ultime corse, perché viviamo in questa realtà e bene o male ci tocca star dietro agli orologi della società e del lavoro, ma cerchiamo almeno di farlo con un animo diverso e considerando i valori che veramente contano per noi perché, come sempre, il meglio sta nell'equilibrio.

Perciò godetevi l'Inverno, anche con le sue nebbie e, si spera, tanta neve :) ma non dimenticate di vivere modellando intorno a voi la miglior realtà possibile, quella che più vi si addice, senza paura di scegliere o cambiare.
L'Inverno è pacato, certamente, e porta al ritiro ma ciò non significa non agire interiormente e non riflettere, ancora una volta, su cosa ci rende veramente sereni.

Buon Solstizio e che sia un Inverno ricco di opportunità coltivate a dovere!

Un abbraccio,
Tissi :)

25 settembre 2018

Amairgen e La Luna #13

Settembre...
quanta ricchezza vi sia nascosta in questo mese non lo saprò mai raccontare abbastanza :)














La chiusura dei raccolti, il vero distillato di un intero anno di vita che presenta conti e bilanci ma capace anche di portare con sè un piccolo tesoro, ossia quelle spighe messe da parte e che diverranno semi per l'anno a venire.
La fine delle vacanze ed il rientro a scuola o al lavoro, momenti in cui ancora una volta si chiude un ciclo e se ne apre un altro, ripetitivo ma al contempo denso di potenziale differente.
Un nuovo Autunno/Inverno d'Acqua e di Terra alle porte, ma da vivere con l'intensità e la gioia del Fuoco, interiore, allegro e creativo, nonostante le minori ore di luce.

E, per me, anche un altro compleanno. Stavolta in tanti sensi diversi che ,forse, man mano, traspariranno qui e là fra le pagine incantate di questo piccolo blog.

Purtroppo, e per fortuna ^^ , ho avuto una consegna proprio nei giorni scorsi e così stavolta non ho potuto salutare Settembre come si deve ma cercando a ritroso troverete certamente tanti consigli, vecchi ma sempre validi, per affrontare il cambio stagionale con il sorriso.
Che altrimenti già vi vedo io, a fare il broncio all'idea di mettervi i calzini e a disperarvi per il grigio delle nuvole.

Ma insomma...dei primi compratene alcuni carini e delle seconde soffermatevi a studiarne le sfumature :)
Perché sapete, il grigio può anche avere una componente blu, come nel caso del Grigio Payne, oppure, anche provenendo da una "sbiancatura" del Nero, può rivelarsi "colorato" a seconda dei colori dai quali è nato a sua volta.
Provate a mescolare un Quinacridone Red/Rose con uno Phthalo Blue ( green shade ) ed un Hansa Yellow Light in parti uguali e poi vedrete che bel nero ( e grigio ) colorato vien fuori ^^


Ma intanto, dato che stasera ci sarà la Luna Piena, torniamo a noi e dedichiamoci a lei affidandoci nuovamente alle parole del bardo Amairgen:

"Benvenuta, Luna della Collina dei Bardi!
Gli uccelli stanno volando a Sud verso le terre in cui svernare ed i bardi si recano alle assemblee sulle alture.
E' tempo di condividere con gli altri ciò che abbiamo fatto ed appreso ".



L'Autunno è giunto,  ed anche se le temperature a volte rendono ancora bizzarra l'idea della zuppa di zucca, ormai ci siamo!
Seguendo l'invito di Amairgen dovremmo sfruttare questa Luna per mostrarci al clan, alla tribù, condividendo con essa le nostre capacità creative.

In questo dodicesimo mese, infatti, il bardo parla di "persone capaci", di "abili genti", gli aes dana che in Irlanda rappresentavano i frequentanti delle scuole bardiche, coloro che studiavano, apprendevano e mettevano le proprie capacità al servizio della tradizione e delle comunità, ed il suggerimento che giunge a noi in questo senso è doppio, poiché invita a condividere in assemblea (in gruppo quindi) al fine di dare, certamente, ma anche ricevere, per evolvere e crescere insieme.

Solo così, tramite feedbacks come diremmo al giorno d'oggi, è possibile avanzare, migliorarsi, migliorare e fare in modo di non perdere il tesoro che vi è in ogni tradizione, anche la più semplice e manuale, e la gioia che questa porta con sé.

Al tempo di Amairgen, i mesi autunno/invernali, da trascorrere in compagnia attorno al fuoco, erano detti Cantlos e venivano appunto utilizzati per recitare pubblicamente le opere composte nel resto dell'anno, al fine di scambiarsi consigli, tecniche e critiche costruttive.
A Settembre, perciò, si conservavano i raccolti "fisici" ed indispensabili per l'Inverno ma, al tempo stesso, venivano messi insieme anche i risultati creativi, simbolo di un'altra ricchezza, quella spirituale, il cibo per l'anima, capace di far sopravvivere la tribù alla stagione buia.
















E badate bene che cantare, recitare, scrivere poesie, dipingere ,o svolgere qualsiasi altra attività creativa che faccia parte di quel qualcosa che nutre l'anima, non è necessario che sia per forza "professionale" per essere apprezzato.
Basta che venga dal cuore e basta conservare in esso il piacere del fare, insieme ad un aperto spirito di condivisione volto alla crescita ed al gusto di tramandare.

Quanto al salire sulle alture, luoghi dove solitamente in passato ci si riuniva per declamare ed ascoltare, oggi lo si potrebbe intendere in maniera più spirituale ed interiore, come una sorta di esposizione al vento lunare che in questa notte inspiriamo per prepararci all'apertura della condivisione, concetto chiave del plenilunio settembrino.


Nei calendari e negli almanacchi, questa Luna Piena è detta Full Harvest Moon, o Full Corn Moon, proprio ad intendere la chiusura dei raccolti che, a ridosso dell'Equinozio d'Autunno, sono accompagnati da una luce lunare che, come un enorme faro, un tempo illuminava il lavoro dei contadini nei campi.






















Infine, se la Luna d'Agosto era legata ai Pesci, questa di Settembre porta con sé la forza dell'Ariete, che con il suo Fuoco brucia tutto ciò che si trova sul vostro cammino e che vi separa dal raggiungimento dei vostri sogni.
L'Ariete "ha la testa dura" e la determinazione di chi corre verso il destino che ha scelto per sé.
Perciò, se ora vi sentite più stanchi del solito e/o più determinati nel raggiungere ciò che davvero conta per voi, significa che siete perfettamente allineati con lui e che tale segno è dentro di voi.

Ricordate però che il Fuoco dell'Ariete è sì una preziosa risorsa, piena di calore creativo, passione ed ardore utili a condurre il proprio Carro verso la meta desiderata, ma non scordate che con questa Luna si apre la stagione dell'Acqua, quell'opposto necessario a bilanciare il tutto affinché non si trasformi in un incendio devastante.

Quindi, ben consapevoli di ciò, viaggiate pure dritti verso il traguardo che amate raggiungere ma non scordate di tenere viva l'empatia per gli altri, soprattutto verso coloro che amate profondamente, senza spingere, opprimere, spaventare o procedere pensando esclusivamente a voi.
Imparate dall'Acqua e ,come lei, siate gentili, attenti, accorti ed adeguatevi dolcemente a ciò che ora vi accoglie.

















L'Equilibrio è sempre utile, ed il Fuoco creativo, che a volte giunge anche per fare pulizia e rimettere ordine, necessita poi della collaborazione dell'Acqua per rinverdire la Terra di fiori.
Ed i fiori, ho letto da qualche parte, sono simbolo di forza che si accompagna alla gentilezza, un altro binomio Fuoco ed Acqua, Sole e Luna.

Sfruttate questo grande apporto d'energia per superare le paure e datevi l'opportunità di crescere e guarire una volta per tutte dai traumi del passato.
Scegliete la vostra Via, quella che vi suggerisce il Cuore, e colmate dolcemente il divario fra le tensioni interne e le pressioni esterne. 
Scegliete la strada della comunicazione, aperta e ricettiva.
Scegliete d'incanalare positivamente la forza del Fuoco, affinché trasformi eventuali crisi in fonti e non in momenti di inaridimento.

Insomma, Settembre è pur sempre il mese di Virgo, il segno capace di tenere organizzati anche gli stati più creativi, perciò portate con voi i suoi effetti anche ora :)


leggendo qui e là ho trovato un articolo interessante riguardo all'Ariete di questa Luna ed alla forza della sua centratura. Ve lo lascio, chissà che non vi dia qualche spunto in più.
E' qui, tutto da leggere.



Per il blog, con questo post si conclude il ciclo dedicato ad "Amairgen e la Luna", aperto il 29 Settembre di un anno fa, ma ricordate che potrete tornare (qui) ogni mese a rivedere i pleniluni nella loro essenza celtica che, proprio come il magico cerchio di una luna piena, si rincorrono interminabilmente per tutto l'anno.

E suvvia non siate tristi, poiché per ogni fine vi è un nuovo inizio ed il blog non attende altro che avere del tempo libero per raccontarvi nuove piccole bellezze.

Un abbraccio e felice plenilunio settembrino!

PS: volete ritrovare dall'inizio tutti i post dedicati alle parole del bardo Amairgen ?
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