22 ottobre 2026

Elevazione, Frequenza, Risonanza: la scienza vibrazionale delle Cattedrali Gotiche

 















Hai mai visto una cattedrale gotica? 
È magnifica. 
Si staglia con eleganza verso il cielo come se non avesse peso, eppure è fatta di tonnellate di pietra e vetro. La Francia ne è piena, ma se ne trovano moltissime in tutta Europa, e non a caso. 
La sua struttura s’innalza con una leggerezza architettonica che la fa sembrare l’opera di un illusionista e maestranze di carpentieri e scalpellini dotati di antica conoscenza le hanno volute così, tutte nella stessa epoca ed in luoghi sparpagliati, per un motivo più che valido: la necessità di spingere l’Uomo alla sua Evoluzione Verticale. 
Verso l’alto, appunto; ma da dentro.










Il filosofo e mistico Gurdjieff ha ripreso spesso questo tema nei suoi scritti, parlando dell’Uomo e del profondo lavoro su se stesso che questi deve compiere per ritornare alla sacralità della vita invece di continuare a dormire nel freddo consumismo moderno. Ebbene, le cattedrali cercavano di comunicare la medesima cosa, ma in un modo più adatto ai tempi storici. 
In una chiesa si va per pregare, per mandare un messaggio "verso l’Alto" e allora, quale miglior invito se non farlo in un luogo che aiuti questa comunicazione in termini puramente strutturali? 
Quando una massa di persone si ritrova e concentra il proprio pensiero verso un punto comune, quel punto diventa un focus preciso; e se la struttura architettonica lo porta a convergere meglio, ecco che il processo diventa più facile. Ai tempi del Medioevo gran parte della gente era semplice e non sapeva leggere, perciò si doveva parlare loro con altrettanta immediatezza visiva.
Oggi noi possiamo comprendere meglio spiegazioni più complesse e così eccone una: le cattedrali gotiche, come ampiamente dimostrato e approfondito negli scritti di Louis Charpentier, furono costruite a quel modo per fungere da cassa armonica della frequenza emessa dall’Uomo, per elevarne la qualità, affinché lo spirito umano trovasse più facile il tornare alla sua fonte, e per risollevarlo dal periodo buio in cui era caduto.
È stata un’opera su larga scala, compiuta con la giusta semplicità di fruizione da chi sapeva esattamente cosa fare e come farlo, e nessuno ha potuto sottrarvisi - neanche il Clero stesso.
Oltre ad averci donato dei capolavori immortali, questo sapere ha permesso loro di sopravvivere nel tempo ed arrivare fino a noi, ed anche se talvolta le guerre ne hanno distrutto o rovinato alcune ci si è subito premurati di ricostruirle o restaurarle con devozione. Perché questi non sono semplici monumenti godibili, ma veri e propri luoghi pregni di quella magia che in realtà è alta scienza: quella legata alla vibrazione. 
E quando la vibrazione è giustamente alta, ben allineata con quella più profonda, vera e sincera della Terra, si può comunicare bene e molto lontano - ma c’è prima da creare un’adatta risonanza.
Cosa che, nel mio piccolo e con tutta l'umiltà del mio cammino, cerco di fare anche qui.
Se ami il fascino di queste storie ti invito a seguire il blog.
Più avanti infatti racconterò di una delle cattedrali più preziose e ricche di mistero: Chartres.

Un abbraccio e buon cammino verticale.

21 ottobre 2026

Cinque anni di Giardino Druidico - Capitolo 1: la linfa nelle radici














 

Da alcuni anni ho un piccolo spazio verde che ho deciso di chiamare Giardino Druidico. È curato da me, che sono sempre stata un “Druido in progress” senza saperlo e che ora, a cinquant'anni – e dopo venticinque di approfondimenti legati alla crescita personale, alla spiritualità del mondo antico e alle leggende nordiche a me tanto care – so di essere diventata davvero.


Un Druido femmina, sì, che ora mette in pratica gli insegnamenti che ha ricevuto ed appreso. La società celtica teneva in grandissima considerazione la figura femminile e le storie di donne che svolgevano ruoli analoghi a quelli dei Druidi ricorrono sia nei testi irlandesi più antichi, sia negli scritti storici di Pomponio Mela o di Tacito. 


Il giardino è stato, ed ancora oggi è, per me un laboratorio alchemico a cielo aperto: lo spazio sacro che mi ha distillata, purificata e riportata alla vita dopo le diverse, pesanti fatiche di questi ultimi anni. In questo lungo periodo l’ho sempre condiviso sul mio profilo Instagram, perché la natura di quel canale me lo rendeva più facile e leggero. Ora però desidero dare a questo racconto un posto degno anche qui, affinché resti a memoria in questo blog che, da sempre, è il custode del mio viaggio di vita.

Percio iniziamo e buona lettura!











 

🌱Maggio 2026 - Primavera 🌱

Il Giardino ha compiuto 5 anni.

L’area verde che lo ospita era stata concessa in uso gratuito a mio papà nel lontano 1994. Lui ne aveva fatto una legnaia che poi, nel 2021, insieme, abbiamo trasformato in ciò che è appunto adesso.



 

 

 

 

 

 

 

 

A Febbraio di quest’anno, mio papà é stato contattato dalla Fondazione proprietaria del terreno su cui sorge - e di cui il giardino rappresenta davvero una briciola poiché ci sta dentro almeno 100 volte - ed é rientrato a casa con una notizia importante:
“tutto il terreno è stato venduto in blocco”.

Per un momento ho trattenuto il fiato, ignara del futuro del mio piccolo spazio verde e ben consapevole della possibilità di perderlo poiché concessoci solo in prestito, ma poi é arrivata la seconda news:
“nel vendere, la Fondazione ha previsto una clausola specifica: poiché abbiamo ricevuto la possibilità di usare quel pezzetto di terra direttamente dal proprietario originale, il Giardino viene lasciato liberamente a te finché avrai vita e tutto ciò verrà inserito ufficialmente nell’atto notarile"

Credetemi se dico che, per un momento, mi son dovuta reggere al tavolo perché mi girava la testa; ed anche se aggiungo che i giramenti non erano finiti lì poiché altre news stavano per arrivare una in fila all’altra.
La Fondazione stabiliva infatti che al Giardino sarebbero spettati alcuni metri in più, per sistemare meglio l’area adiacente che avevo sempre curato e tenuto pulita, anche se non era compito mio.
Il risultato finale: ci attendeva un vero e proprio ampliamento, con tanto di recinzione nuova a stabilirne il confine.
A cascata arrivava poi un'altra bellissima notizia: il terreno tutto intorno, che fino ad allora era stato un cantiere e un deposito di materiale edilizio, sarebbe stato interamente ripulito e trasformato in un’area verde privata, destinata ad alberi da frutto o simili. Il nuovo proprietario, infatti, era un giardiniere ed io, a quel punto del tutto seduta, ben appoggiata tra il tavolo e il muro, perché il processare tutte quelle informazioni nuove mi toglieva il fiato.

Come un fiume che ha ormai rotto gli argini, mio papà andava snocciolando i lavori pesanti da fare. Quelli per cui c’era da scavare, preparare cemento, spostare pali e recinzioni in metallo, tirare reti a copertura, smuovere cisterne d’acqua e dissodare la terra lavorando di pala e piccone, prevedendo modifiche alla struttura esistente.


E mentre una parte della mia mente tentava di assorbire e organizzare le idee – considerando una grande scorta di Brufen e diversi ottimi guanti da carpentiere in misura S – l’altra si perdeva già in sogni di piante nuove da posizionare in posti che, fino a quel momento, non erano stati accessibili.











 

 

 

Fatto sta che da allora ad oggi ci siamo tirati su le maniche come mai prima ed io mi sono ritrovata a lavorare sodo e a pensare molto. 

Pensare a quanto potenziale giaccia nascosto nell’essere umano, anche nel più minuto e delicato come quello di una donna, e a quanto la volontà ed il mindset possano fare, in negativo ma anche e soprattutto in positivo, quando ci si concentra su qualcosa.

Quella dell’Amore e della Dedizione è una forza propulsiva infinita e molto potente, esattamente quanto quella dell’odio, ma con la grande differenza che se la seconda distrugge ecco invece che la prima costruisce, edifica e crea.
Entrambe producono energia, che oltretutto si propaga e penetra, ma la prima ha il beneficio di risanare i dintorni umani quasi senza muovere un dito. Accade e basta.

Noi di dita e muscoli ne abbiamo mossi in termini pratici, è ovvio, ma intendo dire che quel lavoro fisico ha prodotto un parallelo lavoro energetico che non è costato alcuna fatica ulteriore e che ha avuto un impatto rigenerante anche su ciò che ci circonda e che non si può toccare con mano.

Discorsi filosofici a parte, la “magia” di questo fare si é mostrata nuovamente a me e tra un lavoro e l’altro molte mie idee che avrebbero richiesto gran dispendio economico si sono risolte con grande facilità poiché abbiamo ricevuto in dono diverso materiale. Certo ci sono voluti giri, tempo e fatica fisica per andare a recuperarlo ed una parte ho dovuto anche dissodarlo a mano perché nascosto sotto terra depositata da anni, ma vedere la facile manifestazione concreta di certe cose pensate solo poco prima mi ha lasciata più volte a bocca aperta e piena di gratitudine e gioia.

Dopo un mese e mezzo circa di lavori non avevamo certo finito ma direi che eravamo a buon punto e stava per arrivare la parte più bella: quella delle finiture e soprattutto della messa a dimora di nuove piantine.
A quel momento ne ho comprate alcune, mentre altre sono venute con Aprile e Maggio.
Nel frattempo, necessitando di molto meno Brufen ed avendo perso qualche altro chilo grazie all’allenamento, ho ripreso fiato alzando il naso da terra e scoprendo i primi alberi in fiore.
Che Primavera potente, quest’anno.











 

Senza più paura di perderla -perché in realtà ho capito averla da sempre nascosta dentro - oso dire che mi ha restituito tutto in una volta quel che gli ultimi anni si erano presi di me.
La vita che nel 2022 sembrava aver lasciato le mie mani e la mia mente é tornata a me stessa come la linfa nelle radici di un albero.













 

 

Non mentirò. 

Ci sono voluti dolore, fatica, resilienza, tempo, pazienza, lavoro personale concreto e quotidiano e qualcosa si è perso lungo la strada, poiché così era giusto che fosse, ma quel viaggio nel buio é stata la via per la rinascita più vera ed autentica che potessi sperimentare - anche vissuta attraverso la cura di uno spazio verde.

Ora porto diverse cicatrici, alcune pure invisibili all’occhio, ma la saggezza che mi è stata offerta come ricompensa per la strada percorsa senza mai cedere mi ha cambiato l’esistenza. 

Adesso ho imparato a fare in modo diverso, a riposare quando occorre, a scegliere meglio le battaglie, a godermi la gioia senza sensi di colpa, a fluire con la vita, a vedere le tempeste prima che arrivino e ad accucciarmi con i piedi piantati per terra come un Ent per non esserne travolta e portata via.

Ho imparato ad accogliere gli attacchi di panico e l’ansia senza farmi togliere da questi il sonno, letterale e figurato, ma soprattutto ho imparato ad invecchiare restando bambina e a fare tutto questo potendo ancora godere della compagnia e del supporto dei miei genitori.

E per tutto ciò sono profondamente grata.













 

 

Questo racconto è solo il primo germoglio di un viaggio più lungo. 

Ho deciso di raccolgiere la storia, i ricordi e le trasformazioni di questo spazio in una piccola rubrica permanente del blog: si chiama Giardino Druidico.
Se ti va di leggere i prossimi capitoli, o di ritrovare questo in futuro, ti basterà guardare la colonna di sinistra dello schermo e lì troverai il widget dedicato. 

Un piccolo clic sulla parola "Giardino Druidico" e tutte le storie si disporranno davanti a te, una in fila all'altra, pronte per essere sfogliate in tutta tranquillità.


A presto!

17 ottobre 2026

L’Anamcruth di Incantamenti - cap.1

il mio Intento e la mia Visione
















Ci ho messo del tempo a condividere ciò che racconterò qui, perché temevo di essere fraintesa e risultare saccente quando invece sono in viaggio nella vita come tutti.

Poi ho pensato che fosse ora di aprirmi, per far tornare a scorrere il mio fiume interiore e dargli nuovo modo di bagnare la terra. Non per inondarla di semi ma per far sí che quelli già presenti possano bere e svilupparsi, dentro e fuori di me.
















Il mio Intento più vero è di condividere ciò che apprendo tramite l’esperienza pratica e gli studi, al fine di essere utile agli altri oltre che a me stessa.

Quando scrivo, racconto e suggerisco, sono seduta accanto a te, senza giudizio, e con la memoria dei miei errori e della mia naturale ignoranza ancora intrecciata fra le dita.
So bene che nessuno può insegnare a un altro a vivere — e sarebbe, secondo me, limitante e non corretto farlo — ma ho capito che l’esperienza altrui è un valido tassello per imparare a percorrere meglio la strada mentre la si viaggia.

È per questo che sperimento, studio, sbaglio, riesco, traggo riflessioni e le condivido insieme a parole che a volte stimolano domande.
Perché desidero che chiunque mi legga impari a riscoprire la propria forza interiore, la sua stella polare e il vero centro, e capisca come farne buon uso anche quando, un giorno, camminerà da solo.


























La mia Visione é quasi un sogno.


Io sogno un mondo in cui la serenità si trovi nella vita di ogni persona e che non corrisponda per forza ad un traguardo da raggiungere stravolgendo la propria vita.

Io sogno un mondo in cui le persone sono capaci di costruire una quotidianità più autentica e profonda partendo da piccoli gesti pratici e da atteggiamenti mentali consapevoli, un luogo dove il beneficio che il singolo trae da questo fare si riflette poi naturalmente sulla vita di tutti; come un cerchio che si allarga sullo specchio d’acqua di una fonte naturale.


Oh, ma guarda, l’ho detto tutto d’un fiato, mica pensavo di riuscirci!


























Molti pensano che per ritrovare se stessi serva impacchettare la casa e partire, dimenticare il passato o partecipare ad un ritiro in Tibet. Io credo invece che la vera “alchimia della trasformazione” avvenga qui, nel confronto con il quotidiano, imparando di nuovo ad ascoltare se stessi, i ritmi della Terra e la voce del silenzio; imparando a sedersi a tavolino con ciò che pare metterci i bastoni fra le ruote poiché in realtà quello è il nostro miglior alleato, ma va prima conosciuto bene ed accolto.


È questa l'utopia concreta che muove le mie mani ed il mio cuore ogni volta che scrivo, disegno, ricamo o suggerisco un buon libro.


In ogni mio post, che sia di giardinaggio o d’altro, racconto sempre come mi metto in gioco per dare vita a questo sogno. Perciò prova a leggere due volte e a farlo con calma, cogliendo le metafore ed i significati nascosti, perché le buone chiavi non sono sempre facili da integrare e di fronte ad esse noi umani siamo come bambini, per nulla stupidi ma bisognosi di spiegazioni semplici per coglierle in profondità.



Se vuoi, raccontami qualcosa di te o com'è il mondo che sogni tu.

Oppure lascia una 🌿 come segno della tua presenza, mi farà lo stesso molto piacere. Sappi che ti leggo volentieri, come una betulla che ascolta i discorsi delle cinciallegre.


A presto e Buon Cammino 🤗


NOTA:Anamcruth è una parola che ho creato io unendo due termini gaelico-irlandesi: Anam (Anima) e Cruth (Forma Fisica). Anamcruth significa quindi sposare le due parti di me, Spirito e Corpo, e lasciare che si esprimano al meglio qui attraverso foto e parole.

Se ti va di percorrere questo viaggio t’invito a seguire il blog per non perderne i vari capitoli e per ritrovarli tutti racchiusi sotto l'etichetta cliccabile ANAMCRUTH che vedi in alto, nella colonna di sinistra.

14 ottobre 2026

Chi sono











 

 

 Ciao, mi chiamo Simona e questo blog è il diario del mio viaggio di vita.


Per molti anni il disegno ed il lavoro come illustratrice per l’infanzia hanno riempito quasi tutte le mie giornate, costituendo un passato che ha forgiato una parte importante di chi sono ed alla quale voglio ancora molto bene, ma poi d'improvviso la rotta è cambiata. 
Una tempesta profonda è stata la trasmutazione alchemica che mi ha portata dal piombo del burnout all'oro di una nuova quotidianità più stabile, serena ed anche interiormente ricca; e così oggi posso a tutti gli effetti dire di essere un druido donna che mette in pratica gli antichi insegnamenti della Terra.
Ora l'illustrazione cammina con più equilibrio accanto ad altre attività che mi portano gioia come cucito, giardinaggio urbano, l’amore per le leggende nordiche, il celtismo e quel richiamo atlantico verso la Bretagna, vera casa della mia anima.   
Nel frattempo approfondisco sempre più lo studio della spiritualità antica e della filosofia, cercando d'inserirle con grazia e pratica funzionalità nel contesto moderno, e sono qui per far trasparire sotto forma di semi gli insegnamenti raccolti, affinché possano tornare utili a chi ancora si trova nel buio e non sa come uscirne, o semplicemente per offrirli a chi cerca un sostegno sincero mentre procede sul suo sentiero.
Nel punto massimo di pressione, anni fa, quando per me tutto si è fatto pesante e nero, ho percepito la vita come un’esclusiva serie di doveri senza gioie, solo obblighi e fatiche. Mi sentivo come un ceppo di legno chiuso nel cuore profondo e scuro della Terra, imprigionata ed immobile. Una sensazione orribile per me che ero abituata a vivere di creatività e ad esprimermi liberamente.
Allora non capivo – era ancora troppo presto per riuscirci, ma quella che io ritenevo una prigione era invece il posto perfetto per me: il punto esatto in cui il legno, pressato da un peso quasi insostenibile, inizia prima a diventare friabile carbone e poi un diamante purissimo, allo stato grezzo e perciò davvero capace di brillare di luce propria.
Per cinque anni ho vissuto una vera e propria magia della trasformazione, un processo che si fonde con il suo stesso fine, ed ora sto facendo del mio meglio per raccoglierne un distillato capace di portare qualcosa di buono anche ad altri.
Lo troverete presto in una piccola rubrica in sette capitoli che presenterò qui sul blog. 
Si chiamerà Opus Quotidiano e sarà una sorta di racconto in stile alchemico, semplice poiché fatto d’esperienza reale ma anche profondo come un testo antico, perchè anche i momenti più bui nascondono un po’ di poesia.
 
Benvenuti nel luogo della magia possibile poiché umana. 
 

Ti piace leggere? Benissimo, a me piace scrivere!


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
🍃 Amo profondamente leggere, ma mi piace altrettanto scrivere.
E più di tutto, amo scrivere di ciò che vivo e creo ogni giorno per rendere il quotidiano un posto più sereno, tranquillo e sostenibile in mezzo alla frenesia del mondo moderno 🌿

Perciò, se oltre a leggere ami curiosare tra storie di erbalismo, botanica, artigianato, leggende antiche, tarocchi e la magia profonda della Terra... 
benvenuto/a!

Sappi che questo è lo spazio in cui puoi rifiatare. 
 
Perché qui sei a Casa.

💫
Se preferisci Instagram sappi che puoi trovarmi anche lì come " incantamenti 💫" - oppure puoi  comodamente arrivarci tramite il tasto che vedi qui sul blog in alto a destra .

9 ottobre 2026

Lo Shop è aggiornato: benvenuti!












 

 

La tecnologia moderna corre veloce ma ogni tanto perde l’equilibrio. 

Giorni fa, mentre stavo aggiornando lo Shop, Blogger ha deciso di scombinarmi i widget ed ancora non trovo modo di sistemarli. 
Ci sorrido su. I codici digitali si rompono con un nulla ma almeno i punti di cucito sulla stoffa restano al loro posto. 

La terra mi ha insegnato ad amare l’imperfezione del momento ed il Wabi-Sabi dopotutto è anche questo: accogliere l’imprevisto con un respiro.

Ad ogni modo, il post che raccoglie tutto il mio artigianato si legge comodamente ed è intatto. 
 
Se ti va di sbirciare tra le nuove creazioni – e magari scendere in fondo alla pagina a salutare i miei widget scivolati – sappi che la vetrina è aggiornata e che puoi richiedere tutto l’handmade che più ti piace lasciandomi un semplice messaggio.
 
Grazie mille.

🌿

Clicca QUI per arrivare facilmente allo Shop. 
 

1 ottobre 2026

L'Anamcruth di Incantamenti: introduzione

L'Anamcruth di Incantamenti:
Spirito e Materia di chi cura queste pagine.

l'impalpabile ed il visibile:



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

🍃Questo blog è come un antico Nemeton: il sacro bosco celtico che accoglie ed invita alla riflessione.

É un luogo aperto e quieto, uno spazio che stimola l’ascolto e suggerisce l’elaborazione di concetti ancestrali che io per prima cerco di applicare ogni giorno per vivere meglio e con più consapevolezza. 

I popoli antichi trovavano in natura tutto il sacro di cui avevano bisogno e così accade anche lì e qui, dove trovi apertura ed accoglienza.

Nei boschetti, in special modo accanto alle fonti naturali, v’erano spesso piccoli altari in pietra o pozzi per ringraziare Terra ed Acqua della loro presenza e chiamarla a partecipare alla vita comune. Il Fuoco e l’Aria erano invece riveriti tramite falò ed il quinto elemento, la Quintessenza o Spirito, scorreva libero in qualsiasi cosa.

In questi boschi sacri, i Druidi, sacerdoti dei Celti, raccoglievano le persone per condividere rituali ed antica sapienza. Per loro lo spazio verde era sinonimo di unione e libertà. 

Lì la mente trovava il giusto ritmo con cui accogliere i pensieri e lasciarli depositare, senza fretta o disturbo. Il corpo, altresì libero da costrizioni, veniva rigenerato dalle energie terrene.

La forza del pensiero, concentrata ed amplificata dal collettivo e dalle celebrazioni comuni, favoriva l’unione del Cielo e della Terra che a sua volta permetteva un continuo rinnovo del Soffio Vitale, il quale infine rigenerava la vita stessa.

A volte i confini del Nemeton erano cintati e prevedevano una sola entrata. 

Non per escludere ma per ricordare a chi superava la soglia che quell’apertura è un dono prezioso e che come tale va custodito.

🌿

Quello che segue è l'indice del breve viaggio in cui racconterò frammenti di me nella speranza che vi risuonino dentro. Se anche voi cercate pace, forza interiore e gioia, allora sedetevi qui e dategli una prima occhiata:

Capitolo 1- il mio Intento e la mia Visione: 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

" In un mondo che corre e dimentica, ho scelto di rallentare per custodire le storie della terra. Questo è lo spazio in cui ricordare insieme la saggezza antica, per rendere la vita più autentica e fiera."

 

Capitolo 2- il mio Perchè:


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

" Non sono qui per insegnare nulla di nuovo ma solo per ricordare ciò che forse è stato dimenticato. Creo e racconto per aiutare le persone a risvegliare la potente meraviglia che già custodiscono in sè e che va solo riscoperta, insieme."

 

Capitolo 3- la mia Creatività:


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

" Cucito, disegno e parole sono i modi che scelgo per dare forma alla sottile alchimia fra Spirito e Materia e grazie ai quali pongo nelle vostre mani gli stessi strumenti preziosi che hanno a suo tempo curato me."

 

Anamcruth è una parola che ho creato io unendo due termini gaelico-irlandesi: Anam (Anima) e Cruth (Forma Fisica). Anamcruth significa quindi sposare le due parti di me, Spirito e Corpo, e lasciare che si esprimano al meglio qui attraverso foto e parole.



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Benvenuti tutti 🍃 


E se vi va di continuare il viaggio trovate gli altri capitoli qui:

-Capitolo 1: il mio Intento e la mia Visione 

21 settembre 2026

Felice Equinozio d'Autunno!


foto d'altare di casa decorato in stile autunnale, con ruota dell'anno in legno inciso, statuina del celtico albero della vita, triskell e pietre naturali








Oggi la Ruota dell’Anno si ferma su una soglia sacra: 
l’Equinozio d’Autunno, che gli antichi I druidi chiamano Alban Elved -la Luce dell’Acqua- ed il mondo pagano Mabon.

È l’istante esatto in cui il giorno e la notte hanno la stessa identica durata. Un momento di perfetto equilibrio, prima che il Sole si immerga nell’Oceano Cosmico per andare a riposare lasciando spazio alla stagione interiore.
Per noi uomini moderni questo istante sembra aver perso valore, eppure, sotto pelle, i nostri corpi avvertono il mutare dei ritmi naturali. E questo perché somigliamo alle piante ed alla terra molto più di quanto vogliamo ammettere.

Invece di prendere di petto l’Autunno che giunge, spaventati dal buio, possiamo scegliere di aprire un sorriso all’altro lato della vita: quello nascosto e profondo che richiede il coraggio di guardarsi dentro.

Con Mabon si chiude il tempo dei raccolti. È il momento di ringraziare la Terra per ciò che ha edificato e di intrecciare la nostra “bambolina di grano”, custode della fertilità che tornerà a germogliare in primavera.

Oggi rallenta. Corri a tirar fuori dall’armadio il tuo capo autunnale preferito, anche se ancora non fa molto freddo, accendi una candela e concediti il lusso di fluire con il cambiamento.

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Qui nel blog trovi un mio vecchio articolo dedicato proprio ai miti, alle piante sacre e ai piccoli rituali di questo magico passaggio. 
Se ti va di sederti a leggere nel silenzio, ecco il link per aprirlo con facilità:



Felice Equinozio 🧡