21 ottobre 2026

Cinque anni di Giardino Druidico - Capitolo 1: la linfa nelle radici














 

Da alcuni anni ho un piccolo spazio verde che ho deciso di chiamare Giardino Druidico. È curato da me, che sono sempre stata un “Druido in progress” senza saperlo e che ora, a cinquant'anni – e dopo venticinque di approfondimenti legati alla crescita personale, alla spiritualità del mondo antico e alle leggende nordiche a me tanto care – so di essere diventata davvero.


Un Druido femmina, sì, che ora mette in pratica gli insegnamenti che ha ricevuto ed appreso. La società celtica teneva in grandissima considerazione la figura femminile e le storie di donne che svolgevano ruoli analoghi a quelli dei Druidi ricorrono sia nei testi irlandesi più antichi, sia negli scritti storici di Pomponio Mela o di Tacito. 


Il giardino è stato, ed ancora oggi è, per me un laboratorio alchemico a cielo aperto: lo spazio sacro che mi ha distillata, purificata e riportata alla vita dopo le diverse, pesanti fatiche di questi ultimi anni. In questo lungo periodo l’ho sempre condiviso sul mio profilo Instagram, perché la natura di quel canale me lo rendeva più facile e leggero. Ora però desidero dare a questo racconto un posto degno anche qui, affinché resti a memoria in questo blog che, da sempre, è il custode del mio viaggio di vita.

Percio iniziamo e buona lettura!











 

🌱Maggio 2026 - Primavera 🌱

Il Giardino ha compiuto 5 anni.

L’area verde che lo ospita era stata concessa in uso gratuito a mio papà nel lontano 1994. Lui ne aveva fatto una legnaia che poi, nel 2021, insieme, abbiamo trasformato in ciò che è appunto adesso.



 

 

 

 

 

 

 

 

A Febbraio di quest’anno, mio papà é stato contattato dalla Fondazione proprietaria del terreno su cui sorge - e di cui il giardino rappresenta davvero una briciola poiché ci sta dentro almeno 100 volte - ed é rientrato a casa con una notizia importante:
“tutto il terreno è stato venduto in blocco”.

Per un momento ho trattenuto il fiato, ignara del futuro del mio piccolo spazio verde e ben consapevole della possibilità di perderlo poiché concessoci solo in prestito, ma poi é arrivata la seconda news:
“nel vendere, la Fondazione ha previsto una clausola specifica: poiché abbiamo ricevuto la possibilità di usare quel pezzetto di terra direttamente dal proprietario originale, il Giardino viene lasciato liberamente a te finché avrai vita e tutto ciò verrà inserito ufficialmente nell’atto notarile"

Credetemi se dico che, per un momento, mi son dovuta reggere al tavolo perché mi girava la testa; ed anche se aggiungo che i giramenti non erano finiti lì poiché altre news stavano per arrivare una in fila all’altra.
La Fondazione stabiliva infatti che al Giardino sarebbero spettati alcuni metri in più, per sistemare meglio l’area adiacente che avevo sempre curato e tenuto pulita, anche se non era compito mio.
Il risultato finale: ci attendeva un vero e proprio ampliamento, con tanto di recinzione nuova a stabilirne il confine.
A cascata arrivava poi un'altra bellissima notizia: il terreno tutto intorno, che fino ad allora era stato un cantiere e un deposito di materiale edilizio, sarebbe stato interamente ripulito e trasformato in un’area verde privata, destinata ad alberi da frutto o simili. Il nuovo proprietario, infatti, era un giardiniere ed io, a quel punto del tutto seduta, ben appoggiata tra il tavolo e il muro, perché il processare tutte quelle informazioni nuove mi toglieva il fiato.

Come un fiume che ha ormai rotto gli argini, mio papà andava snocciolando i lavori pesanti da fare. Quelli per cui c’era da scavare, preparare cemento, spostare pali e recinzioni in metallo, tirare reti a copertura, smuovere cisterne d’acqua e dissodare la terra lavorando di pala e piccone, prevedendo modifiche alla struttura esistente.


E mentre una parte della mia mente tentava di assorbire e organizzare le idee – considerando una grande scorta di Brufen e diversi ottimi guanti da carpentiere in misura S – l’altra si perdeva già in sogni di piante nuove da posizionare in posti che, fino a quel momento, non erano stati accessibili.











 

 

 

Fatto sta che da allora ad oggi ci siamo tirati su le maniche come mai prima ed io mi sono ritrovata a lavorare sodo e a pensare molto. 

Pensare a quanto potenziale giaccia nascosto nell’essere umano, anche nel più minuto e delicato come quello di una donna, e a quanto la volontà ed il mindset possano fare, in negativo ma anche e soprattutto in positivo, quando ci si concentra su qualcosa.

Quella dell’Amore e della Dedizione è una forza propulsiva infinita e molto potente, esattamente quanto quella dell’odio, ma con la grande differenza che se la seconda distrugge ecco invece che la prima costruisce, edifica e crea.
Entrambe producono energia, che oltretutto si propaga e penetra, ma la prima ha il beneficio di risanare i dintorni umani quasi senza muovere un dito. Accade e basta.

Noi di dita e muscoli ne abbiamo mossi in termini pratici, è ovvio, ma intendo dire che quel lavoro fisico ha prodotto un parallelo lavoro energetico che non è costato alcuna fatica ulteriore e che ha avuto un impatto rigenerante anche su ciò che ci circonda e che non si può toccare con mano.

Discorsi filosofici a parte, la “magia” di questo fare si é mostrata nuovamente a me e tra un lavoro e l’altro molte mie idee che avrebbero richiesto gran dispendio economico si sono risolte con grande facilità poiché abbiamo ricevuto in dono diverso materiale. Certo ci sono voluti giri, tempo e fatica fisica per andare a recuperarlo ed una parte ho dovuto anche dissodarlo a mano perché nascosto sotto terra depositata da anni, ma vedere la facile manifestazione concreta di certe cose pensate solo poco prima mi ha lasciata più volte a bocca aperta e piena di gratitudine e gioia.

Dopo un mese e mezzo circa di lavori non avevamo certo finito ma direi che eravamo a buon punto e stava per arrivare la parte più bella: quella delle finiture e soprattutto della messa a dimora di nuove piantine.
A quel momento ne ho comprate alcune, mentre altre sono venute con Aprile e Maggio.
Nel frattempo, necessitando di molto meno Brufen ed avendo perso qualche altro chilo grazie all’allenamento, ho ripreso fiato alzando il naso da terra e scoprendo i primi alberi in fiore.
Che Primavera potente, quest’anno.











 

Senza più paura di perderla -perché in realtà ho capito averla da sempre nascosta dentro - oso dire che mi ha restituito tutto in una volta quel che gli ultimi anni si erano presi di me.
La vita che nel 2022 sembrava aver lasciato le mie mani e la mia mente é tornata a me stessa come la linfa nelle radici di un albero.













 

 

Non mentirò. 

Ci sono voluti dolore, fatica, resilienza, tempo, pazienza, lavoro personale concreto e quotidiano e qualcosa si è perso lungo la strada, poiché così era giusto che fosse, ma quel viaggio nel buio é stata la via per la rinascita più vera ed autentica che potessi sperimentare - anche vissuta attraverso la cura di uno spazio verde.

Ora porto diverse cicatrici, alcune pure invisibili all’occhio, ma la saggezza che mi è stata offerta come ricompensa per la strada percorsa senza mai cedere mi ha cambiato l’esistenza. 

Adesso ho imparato a fare in modo diverso, a riposare quando occorre, a scegliere meglio le battaglie, a godermi la gioia senza sensi di colpa, a fluire con la vita, a vedere le tempeste prima che arrivino e ad accucciarmi con i piedi piantati per terra come un Ent per non esserne travolta e portata via.

Ho imparato ad accogliere gli attacchi di panico e l’ansia senza farmi togliere da questi il sonno, letterale e figurato, ma soprattutto ho imparato ad invecchiare restando bambina e a fare tutto questo potendo ancora godere della compagnia e del supporto dei miei genitori.

E per tutto ciò sono profondamente grata.













 

 

Questo racconto è solo il primo germoglio di un viaggio più lungo. 

Ho deciso di raccolgiere la storia, i ricordi e le trasformazioni di questo spazio in una piccola rubrica permanente del blog: si chiama Giardino Druidico.
Se ti va di leggere i prossimi capitoli, o di ritrovare questo in futuro, ti basterà guardare la colonna di sinistra dello schermo e lì troverai il widget dedicato. 

Un piccolo clic sulla parola "Giardino Druidico" e tutte le storie si disporranno davanti a te, una in fila all'altra, pronte per essere sfogliate in tutta tranquillità.


A presto!

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