18 dicembre 2017

Solstizio d'Inverno: la celtica Yule

















L'avvicinarsi del Natale è sempre un momento particolare e forse alcuni, magari con l'animo più sensibile di altri, patiscono questa transizione sentendosi a tratti tristi o irritabili senza motivo apparente. Beh, sappiate che è tutto abbastanza normale ed accade semplicemente perchè, invece di seguire i ritmi naturali della stagione che invita al riposo, si viene chiamati ad un contrario ed eccessivo dispendio di energie dato dal mix di lavoro e di corse ai regali quindi  rasserenatevi poiché è solo una situazione temporanea che si smorzerà con il chiudersi delle feste, quando tutto riprenderà il suo equilibrio.
Anzi, approfittate dell'anno in arrivo per inserire fra i buoni propositi qualche momento di relax in più. In fondo ,ve lo siete meritato :)

Ora ,nella speranza che vi sentiate più tranquilli, vi racconto questo momento dell'anno secondo la tradizione celtica, così da farvi scoprire la base dei festeggiamenti natalizi che oggi conosciamo.

Come sempre, buona lettura!
















Il 21 Dicembre ci sarà il Solstizio d'Inverno, ovvero quel momento in cui il buio tocca il suo culmine per poi lasciare nuovamente spazio alle giornate più lunghe e luminose, e se avete seguito il blog fin qui vi sarete già tuffati un po' nella sua magia.
Come dite? Vi siete persi qualcosa? 
Beh, allora prima di continuare mettetevi un segno e recuperate leggendo anche la magia del Vischio e dell'Agrifoglio qui e qui.

Presso i Celti in questo giorno si dava inizio alla festività di Yule, la quale prevedeva dei rituali volti a salutare il buio e ad accogliere la nascita del nuovo sole (un po' come si fa quando si saluta l'anno vecchio in favore del nuovo) e siccome la religione pagana altro non è che una spiritualità di natura (dal latino "pagus" = abitante delle campagne) è con quegli occhi mi piace raccontarvi oggi il Solstizio d'Inverno. 















I festeggiamenti del Solstizio d'Inverno si protraevano fino al 25 Dicembre, e in alcuni casi anche fino al 6 Gennaio, così da comprendere tutte le festività natalizie che celebriamo oggi, e la giornata del 21 veniva detta dai Celti anche Alban Arthan o Alban Arthuan.

In gallese entrambe le versioni significano "la Luce dell'Orso", forse ad indicare il periodo invernale in cui l'orso, simbolo di fertilità, va in letargo per poi risvegliarsi a primavera e quindi a rappresentare simbolicamente la medesima questione: il risveglio solare.
Secondo alcune interpretazioni però, Alban Arthuan potrebbe anche significare "la Luce di Artù" ossia "l'orso" che ha liberato il regno dai Sassoni portando il ritorno della Luce in quanto Salvezza, cosa che ritroviamo anche in altre tradizioni come ad esempio in quella cristiana.














Presso la popolazione celtica tale momento era accompagnato dalla presenza di due piante importanti quali il vischio e l'agrifoglio, che, insieme all'abetesimboleggiavano la rigenerazione e l'immortalità proprie di questo rito di passaggio, ed avendoli trattati nello specifico in precedenza (qui e qui) non mi dilungherò oltre ma proseguirò invece a raccontarvi del tema principale della festa che, come credo abbiate capito, è la (ri)nascita del Sole Bambino.

La tradizione celtica "verde" lo racconta tramite la sconfitta del Dio Agrifoglio (anno calante, maschile, rappresentato dallo Scricciolo) da parte del Dio Quercia (anno crescente, femminile, raffigurato invece dal Pettirosso) ma altre sono le simbologie legate al Solstizio d'Inverno.
Vediamole insieme una per una.









L'essere umano, essendo per natura un "animale diurno", si sente maggiormente a suo agio durante i periodi di luce, perché può vedere cosa lo circonda, e quindi è abbastanza normale che reagisca con una sorta di depressione/tristezza/insicurezza quando si avvicina la stagione fredda con le sue tante ore di buio. 

I Celti sapevano bene tutto ciò e quindi, pur dando la stessa importanza sia ai mesi luminosi che a quelli bui, coglievano l'occasione per festeggiare il Solstizio d'Inverno e lo facevano con rituali e banchetti pieni di gioia, esattamente come facciamo noi nel periodo natalizio.
La psiche umana, infatti, pur sapendo che ci vorranno ancora molti mesi per giungere alla primavera ed alle giornate luminose, risente del cambiamento che avviene con il Solstizio ed inizia a percepire una sorta di fiducia nei confronti del nuovo che pian piano germoglia sotto terra. 
Ecco quindi che ci si ritrova riuniti in pranzi e cene pieni di ogni bontà, contornati di luci ed addobbi, e pronti a scambiarsi i regali festeggiando la nascita di un bambino speciale che nella tradizione cristiana si chiama Gesù.




















Secondo tale tradizione, infatti, nella fredda notte di Natale in una terra lontana, nasce un bambino (la futura redenzione del mondo) che, per sfuggire all'ira di un re (Erode) è costretto a rimanere lontano/nascosto fino a quando non sarà abbastanza cresciuto e potente per tornare e compiere il proprio destino.

Sapevate però che questo racconto affonda le sue radici nella stessa festa del Solstizio?
Eh sì perché in tutte le mitologie tale momento saluta la nascita di un "bambino speciale" (il Sole) ,venuto al mondo nella notte più lunga, e la celtica Yule celebra la stessa cosa ,anche se mitologicamente la racconta con nomi diversi.

Per i Celti infatti, colui che nasce a Yule come il nuovo sole è Lugh (il futuro campione della tribù di cui parlavamo qui), il quale viene rapito dopo tre giorni di vita e nascosto lontano da casa per sfuggire a Balor (il Gigante dei Fomori), che lo vuole uccidere perché già al corrente della profezia secondo la quale il bambino, una volta cresciuto, lo sconfiggerà per prendere liberare la tribù dai demoni fomoriani.

Come vediamo, quindi, le cose si somigliano poiché sia Gesù che Lugh non sono altro che rappresentazioni della salvifica luce capace di incoraggiare e di portare speranza, la stessa che noi inconsciamente richiamiamo a dicembre con l'accensione di candele o abeti luminosi.

















E a proposito di luce...

Sapevate che in latino Solstizio si dice sol stat (=il sole si ferma) poiché per ben tre giorni sorge sempre nello stesso punto? 
Quasi trattenesse il fiato e si preparasse a rinascere definitivamente per illuminare un intero nuovo anno.

E sapevate anche che deuoriuos (=grande festa divina) sembra essere l'antico nome del Solstizio d'Inverno derivato da riuros (=mese del gelo)? 
Questa parola ha infatti la stessa radice nel gallese rhew, nel gaelico reo e nel bretone riv e riporta essenzialmente al freddo della stagione.

Ma se la rinascita solare è la base della festa del Solstizio, non dobbiamo dimenticare altri due  temi ugualmente importanti e collegati fra loro quali la madre in esilio ed il sacrificio.

Come dicevamo, il piccolo Lugh viene rapito alla nascita e, allontanato dalla madre poiché figlia di Balor, viene affidato alle cure della regina Tailltiu nell'Altromondo dove crescerà ed apprenderà tutta la conoscenza necessaria a sconfiggere il gigante. Nel frattempo quindi, sua madre non gli potrà essere fisicamente vicino ma ciò non significa affatto che smetterà di cercare un contatto con lui.
Ed ecco così che prende vita la celebrazione della Mari Lwyd. 














Mari Lwyd, detta anche Maria la Grigia, è rappresentata da un teschio di cavallo posto su un palo che bussa a tutte le porte del villaggio come l'antica Epona, la dea che vaga alla ricerca del figlio rapito accompagnata dagli aiutanti dell'Altromondo, qui rappresentati da nastri colorati e campanelle che decorano le ossa dell'animale.

L'altra tradizione celtica, invece, quella che ci porta al tema sacrificale, è la Caccia allo Scricciolo, diffusa in Irlanda, Scozia, Galles, Isola di Man e Bretagna ed ancor oggi riproposta, fortunatamente in chiave meno brutale, nel Wren Day.














Questa cerimonia avveniva il 26 Dicembre e vedeva un gruppo di ragazzi inseguire uno scricciolo per poi ucciderlo e porlo in una gabbia finemente decorata, la quale girava di casa in casa accompagnata da danze e canti che chiedevano la carità per seppellire l'animale e neutralizzarne così ogni influsso.
( ricordate il Re Agrifoglio ed il suo legame con lo Scricciolo di cui dicevamo sopra? )

Certamente per noi oggi non ha nessun senso uccidere un animale ma se guardiamo questo gesto con occhi antichi possiamo capirne il significato ancestrale secondo cui in molte culture il Sole, per rinascere al Solstizio, aveva bisogno d'energia ed il sangue dello Scricciolo, animale divinatorio di una certa rilevanza, ne rappresentava in tal caso la fonte.

Lo Scricciolo rientra poi anche in molti racconti popolari secondo i quali, nonostante le sue piccole dimensioni e grazie alla sua astuzia, riesce a volare più in alto di tutti gli uccelli (persino più in alto dell'Aquila) assumendo così una certa somiglianza con il Vischio che, grazie alla sua "furbizia arborea" cresce sempre nel punto più alto e più vicino al cielo.
Scricciolo ed Aquila vengono infatti leggendariamente abbinati come Vischio e Quercia, riportando anche alla simbologia celtica secondo la quale l'uomo Lugh riesce a sconfiggere il gigante Balor grazie all'astuzia e nonostante la sua piccola statura.


Ecco, ora conoscete la tradizione celtica e se volete festeggiare il Solstizio d'Inverno in termini naturali sappiate che c'è una bella usanza ancora attuale chiamata "il ceppo di Yule" e praticabile se avete un camino.












Il ceppo è infatti un tronco di quercia, caduta naturalmente ed assolutamente non abbattuta, che va acceso ogni sera per dodici giorni ( quelli della canzone! ), preferibilmente insieme ad una parte del ceppo dell'anno precedente. Allo scadere dei giorni, ed avendo salvato una parte del legno per il prossimo Dicembre, la cenere viene raccolta e conservata fino a primavera, quando verrà sparsa sul terreno per propiziare una buona semina. In questo modo il sole nascente al Solstizio d'Inverno verrà simbolicamente distribuito alla Terra ed il ciclo potrà ricominciare positivamente.

Non avete la possibilità di bruciare il ceppo?
Ebbene non disperate ed optate invece per decorazioni natalizie luminose accompagnate da un sempreverde e da una bella candela, grande e bianca, da riaccendere ogni giorno fino alla chiusura delle feste. 

















Il bianco è simbolo di luce e purezza e, se vi fa piacere, potrete porvi dentro qualche rametto secco di rosmarino come ho fatto io per ulteriore gesto di purificazione.














Ancora, approfittate della sera del Solstizio per una piccola meditazione con la quale ringraziare la vita di tutto ciò che vi ha generosamente offerto perché l'amore della famiglia o la possibilità di avere una casa calda e pulita, come anche del cibo e dei vestiti, non sono affatto cose scontate.


Ora vi auguro una felice chiusura d'anno ed un inizio luminoso, pieno di bei progetti da realizzare.
Cercate di mantenere sempre uno spirito positivo e se anche voi volete fare come i Celti e banchettare con un piccolo sfizio, ecco qui una dolcetto semplicissimo ma molto goloso da condividere con gli amici.












Questi triangolini ripieni sono decisamente veloci nella preparazione e richiedono solo pochi ingredienti, tutti da sistemare su una pasta brisè tonda già stesa e tagliata in 4 grandi spicchi.
Oltre alla pasta procuratevi quindi della marmellata ,delle mele, del cioccolato fondente ,delle mandorle e dei frollini secchi semplici.























Una volta sbriciolati i biscotti, le mandorle ed il cioccolato, tagliate le mele e cospargetele di zucchero di canna e limone, poi mescolate. Ora dividete idealmente ogni spicchio di pasta in due e spalmate la marmellata sulla base versandoci sopra un po' di ciascun ingrediente. Infine ricoprite con l'altra metà dello spicchio chiudendo per bene i lati aperti .
Ora che il triangolino è pieno, fate qualche taglio per permettere alla marmellata di fuoriuscire un po' durante la cottura, che sarà più o meno sui 15 minuti a 180 gradi.
E se poi volete dare l'ultimo tocco goloso, conservate delle mele da una parte e fatele cuocere con un cucchiaio d'acqua per circa 10 minuti.
Quando saranno pronte, versatele sui triangolini verso fine cottura e preparatevi a leccarvi i baffi.

Come dite, siete ancor più golosi ed i triangoli non vi bastano?
Allora cercate online la ricetta del "Chocolate Yule Log" e sbizzarritevi!

















Abbraccio e felice Yule a tutti !
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