22 settembre 2017

Equinozio d'Autunno: la celtica Mabon

L'Equinozio d'Autunno cade tra il 20 ed il 23 Settembre e celebra la discesa del Sole ed il tramonto dell'anno verso la stagione autunnale, la quale porterà nel buio dell'inverno ed al riposo della Terra.














E' perciò un momento critico, un po' come il suo riflesso ,l'equinozio primaverile, e si pone come rito di passaggio, un nuovo attimo in cui il mondo visibile ed invisibile si avvicinano in quel magico istante in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata.

Per noi uomini moderni questo istante non ha più la valenza che aveva nell'antichità ma a ben pensarci conserva realmente in sé qualcosa di magico che influisce sul nostro umore e che, sotto pelle, ci fa avvertire il cambiamento ed il mutare dei ritmi naturali.
In fondo, che lo si voglia ammettere o meno, i nostri corpi somigliano moltissimo alle piante o agli animali e sarebbe sciocco dirsi distaccati dall'ambiente stesso che ci ha generati.
Perciò, invece di prendere di petto l'autunno che giunge, forse conviene curiosare nelle tradizioni ed aprire un sorriso all'altro lato della vita, quello oscuro e che fa comunque parte di noi.
E badate bene che con "oscuro" non intendo negativo ma solo "nascosto/interiore", quello che spesso si tende a non voler guardare proprio perché profondo e quindi più faticoso da affrontare.


Anticamente, il 21 Settembre si festeggiava Mithra, signore del Cosmo e mediatore fra gli Dei e gli Uomini, il quale divenne ,per la tradizione cristiana, San Michele, l'arcangelo di fuoco e luce contrapposto al suo gemello Lucifero.
Nei paesi anglosassoni, infatti, l'equinozio d'autunno è detto ancora oggi Michaelmas e viene celebrato con rievocazioni che ricordano il famoso scontro.
















Questa festa ,che in realtà copriva tutto il mese di Settembre e che era dedicata anche agli altri due arcangeli ,Gabriele e Raffaele, era anticamente anche il periodo dei rituali eleusini, i quali portavano avanti le celebrazioni in onore del Grano, di Demetra e di Persefone, già iniziati ad Agosto con la precedente festa celtica di Lughnasadh.
L'Equinozio d'Autunno è difatti la festa di chiusura dei raccolti e vede il simbolico completamento degli stessi nella maturazione della frutta, soprattutto dell'uva.

Proprio in settembre, infatti, un po' in tutte le zone rurali si svolgono le feste del raccolto ( o feste dei pagliai ) per ringraziare la terra per ciò che ha offerto tramite la sua collaborazione con il lavoro dell'uomo, e proprio tali festeggiamenti sono il retaggio delle antiche usanze celtiche che con Mabon chiudevano i temi cerimoniali iniziati a Lughnasadh.

Mabon, il corrispettivo celtico dell'Equinozio d'Autunno, è l'ultima festa che troviamo nella metà luminosa dell'anno secondo la ruota dell'anno prende anche il nome di Alban Elved, ossia "Luce dell'Acqua".














Per il Celti essa cade tra il 20 ed il 29 Settembre e secondo la tradizione gaelica questo è il momento in cui il Sole cala per immergersi nell'Oceano Cosmico, scuro e profondo come il buio invernale, dal quale rinascerà rigenerato a Primavera.
Da qui già s'intravede il significato purificatorio dell'Autunno che grazie all'elemento Acqua, simbolo della stagione, pulisce e lustra dagli eccessi estivi e ci invita a guardare dentro di noi, nello specchio delle emozioni e dei ricordi che costituiscono la vita che abbiamo vissuto fino ad ora.

L'Acqua spinge all'interiorità, a quel sonno che pur spaventando o rattristando molte persone dovrebbe essere semplicemente visto come periodo di riposo poiché, in sostanza, tutta la Vita si prepara al ritorno verso la Madre Terra e verso il suo abbraccio che proteggerà dal freddo invernale.














Come abbiamo visto la festa di Mabon è diventata nel tempo la celebrazione di San Michele che sconfigge il drago (l'oscurità) con la sua lancia.
Anticamente però essa era in parte ancora dedicata al suo predecessore pagano Lugh, (già festeggiato a Lughnasadh), il quale ,utilizzando una lancia luminosa, sconfiggeva i Fomori, ugualmente simbolo di oscurità.
Difatti, se a Michele sono dedicate le Sacre, poste in alto sui colli e dette anche tumuli di San Michele, queste stesse alture erano un tempo associate a Lugh, il campione che era riuscito a stringere un accordo fra Tribù e Terra (per maggiori info vi consiglio di leggere il post sulla festa di Lughnasadh qui).


Con Mabon i Celti ringraziavano ancora una volta la Terra per aver sopportato, oltre alla semina,
anche il taglio del raccolto.














Questo atto infatti, considerato duro nei confronti della Dea, richiedeva un rituale appropriato, affinché la terra si disponesse positivamente alla semina futura, e perciò il mietitore dell'ultimo covone poneva gran cura nel suo svolgimento.
Nell'ultimo covone si credevano potenzialmente concentrate sia fertilità che carestia e perciò il mietitore, scelto a caso, lanciava sul campo il falcetto voltato di spalle, così che il taglio delle piante risultasse un atto prescelto dagli Dei e non dall'Uomo e così da non fare alcun dispetto alla Terra.

Dopo il taglio ed il raccolto, al mietitore dell'ultimo covone spettava il compito d'intrecciare con esso una "bambolina di grano", da custodire come spirito fertile della Dea/ Terra.




















La bambola si conservava fino al raccolto successivo ,quando veniva bruciata per tornare alla Terra e per essere sostituita dalla successiva alla fine della nuova mietitura.
Nel frattempo, però, si teneva in luoghi particolari, come un albero (simbolo della sua restituzione alla Terra), una cucina o una chiesa (in cui spesso si custodivano gli strumenti agricoli) o ancora in una dispensa di semi per la primavera successiva.
In quest'ultima, la bambolina avrebbe insegnato loro il potere di una buona crescita, fungendo così anche da ulteriore buon augurio.

Tutto ciò si faceva se il raccolto era stato buono.
Invece, se era andato male, si dava alla bambolina il nome di Cailleach, la sterile megera che, non essendo legata alla fertilità ,veniva di solito seppellita nel giardino di qualche persona non desiderata oppure utilizzata in rituali di magia nera.

Durante le celebrazioni di Mabon, si usava preparare torte da condividere come cibo rituale accompagnato da canti e da particolari rappresentazioni.

In alcuni paesi queste tradizioni sono vive ancora oggi e mostrano gli uomini (simbolo del Dio) mentre fingono di distruggere gli strumenti agricoli (simbolo della Tribù) che vengono invece salvati dalle donne (simbolo della Dea), le quali festeggiano la vittoria preparando del cibo da condividere (simbolo della Terra).















Tramite ciò si riporta in vita lo schema mitologico della Triade celtica, la quale collega fra di loro gli elementi Dio-Tribù-Dea e li unisce ulteriormente alla Terra, alla quale spetta il post d'onore della festa.
Con Mabon l'energia oscura di Giamos riprende il sopravvento, i ritmi cambiano nuovamente e l'uomo deve faticare per riallinearsi con essi.
Cambia la stagione e si ritorna al periodo in cui raccogliersi in casa e guardarsi dentro diventano le occupazioni principali a livello biologico e naturale e per tale motivo si può provare turbolenza fisica e psichica o qualche sbalzo d'umore più forte del normale.
L'Estate lascia il posto all'Inverno, all'aria più fredda ed alle ore di buio più lunghe, creando in alcuni un senso di chiusura, malinconia o tristezza.
Tutto ciò però rappresenta un ritmo naturale, un ciclo di riposo dopo l'intensa attività estiva, ed è importante rendersene conto ed interiorizzare la cosa, così da non dissipare in tristezza l'energia rimasta e convogliarla invece in maniera positiva verso le attività che ci attendono.

Proprio a questo proposito, presso i Celti s'inscenava la rituale caccia al Cinghiale Cosmico, il quale, dopo aver portato l'Estate, ora uccide Maponos per lasciare spazio alla sua versione di consorte invernale.














La caccia, che ora conduce al regno della quiete e all'arrivo del nuovo anno, è quindi l'espressione del cambiamento che non si può evitare e diventa perciò anche uno dei tre temi principali della festa:

-la preservazione della fertilità della Terra grazie alla conservazione della bambolina di grano
(la considerazione di ciò l'anno ha portato e che ,si spera, ancora porterà durante la prossima primavera)

-la chiusura del raccolto con una festa
(il festeggiamento per ciò che abbiamo ottenuto da un altro anno di vita)

-la preparazione, mentale e fisica, all'imprescindibile ritorno della stagione buia
(la consapevolezza dell'esistenza del ciclo vitale e la predisposizione verso il cambio stagionale)

Il Cinghiale, inoltre, è l'archetipo della distruzione proveniente dall'Altromondo, qualcosa d'inevitabile poiché non governato da mano umana ma divina, e come tale dovrebbe essere accettato, senza connotazione negativa o positiva ma solo come ciò che ciclicamente deve essere:
un equilibrio che si alterna ad un altro poiché la vita non è statica.

Nel racconto mitologico il Cinghiale si scontrerà con il Signore dell'Estate, coperto dal verde mantello che rappresenta la Dea/Terra, e nonostante tutte le nostre speranze contrarie lo sconfiggerà, trasformandolo in un mulinello di foglie gialle arancio e rosse, simbolo dell'autunno in arrivo.
Quella del Signore non sarà però una morte ma solo un lungo sonno, un ritorno all'Oscurità della Terra che lo accompagnerà verso una nuova rinascita.

Visto in questa ottica, il cambio stagionale dovrebbe risultare quindi più normale e perciò più facilmente accettabile come semplice processo di ricambio naturale.




















Gli equinozi sono periodi in cui tutto pare sospeso, proprio perché in attesa di un cambiamento, e  questo spinge alla fatica interiore e al senso di confusione dati dalla consapevolezza inconscia, la quale si attiva maggiormente in questo periodo.
Proprio per tale motivo possono risultare utili piccoli rituali celebrativi volti al rafforzamento del legame con la Terra e quindi utili per restare ancorati all'importanza del cambiamento stesso.

















Per festeggiare Mabon si possono fare delle passeggiate nel verde osservando il mutare della natura stessa e ringraziandola per ciò che ci ha concesso fino ad ora.
Inoltre, ci si può prendere del tempo per riflettere sul da farsi, per fare il punto e per riprendere in mano qualche progetto.
Anche meditare è un bel rituale da compiere ora ,per rigenerare se stessi ed affacciarsi pian piano verso il proprio Sè interiore.

Abbiamo già detto che l'Autunno è il periodo dell'Acqua, dell'elemento femminile che contiene la Vita ,che spinge all'elasticità e all'adattamento "dolce", senza scosse, e che rimanda al contatto con l'interiorità. Perciò si può accompagnare la meditazione accendendo una candela blu e visualizzando il suo colore che rimanda all'Oceano, al mare in cui il sole tramonta prima del riposo notturno.
Con tale visualizzazione in mente, poi, si può infine cogliere l'occasione per salutare la Luce e pensare alla sua futura rinascita nella prossima primavera.


L'Equinozio d'Autunno è un momento di quiete e transizione da vivere con gioia, assaporando il fresco in arrivo e godendo delle cioccolate calde o delle torte di mele che la stagione estiva non concedeva. E' il momento perfetto per far sì che la positività di queste piccole cose si convogli all'interno di noi ,per scaldarci quando verrà l'inverno, ed è anche il periodo ideale per trasformarla in energia da utilizzare come combustibile per le idee che dormiranno al caldo dei colorati tappeti di foglie autunnali in attesa della primavera.














Se volete qualche ulteriore suggerimento per affrontare il cambio di stagione potete rileggere questo post ma prima correte a tirar fuori dall'armadio il vostro foulard o golfone preferito e fate una bella scorta di noci e nocciole che serviranno per qualche gustosa ricetta :)

Non dimenticate poi di portare in casa o in giardino un tocco d'Autunno, magari grazie ad una delle tre piante sacre e dedicate alla festa di Mabon quali Mora Selvatica, Vite ed Edera.



























La prima si trova più facilmente nei paesi nordici ed è generalmente considerata come offerta lasciata alle divinità dopo il raccolto e, per questo motivo, la tradizione vuole che essa non venga più mangiata dopo la fine di Settembre.
Quanto alle altre due, più facilmente trovabili nelle zone mediterranee, si tratta di piante che crescono a spirale doppia e che perciò simboleggiano la rinascita, tema centrale della festa di Mabon. Ancora, il verde che in certe varietà della pianta accompagna l'Edera durante tutto l'inverno assume il significato della vita che continua, rafforzando ancor più il senso ciclico della festa.

Un abbraccio e felice passaggio equinoziale !












Nota personale:

Ultimamente si sono diffuse moltissimo le mode sul genere "meditazione-yoga" e dato che a breve ripartiranno i corsi, più che seguirle per fare come fa la vicina di casa, sarebbe bene soffermarsi a riflettere sul perché di tale diffusione, così da seguire poi le lezioni con la giusta consapevolezza.
La società moderna si sta perdendo nel consumismo e nella frenesia del lavorare per poi comprare quasi esclusivamente con l'intento di compensare delle mancanze e ,per tale motivo, molto probabilmente a volte anche molto inconsciamente, si fa prendere dalla moda d'inseguire una qualche disciplina di tipo "spirituale" come appunto lo yoga, la meditazione, il corso di respirazione, la mindfulness o un'arte marziale.

Ora, tutte queste esperienze sono bellissime ed utili ma lo sarebbero ancor più se ,prima ancora d'iscriverci, ci fermassimo un momento a considerare il fatto che tutto inizia nella nostra testa e che la disciplina che stiamo per seguire non deve essere ripetuta solo come un esercizio fisico.
Questo significa che prima di comprare il tappetino o gli yoga pants pieni di stelline c'è bisogno di prendere carta e penna, anche solo mentali, e di decidere che è ora di cambiare stile di vita interiore, iniziando dal comprendere che il cambiamento ciclico fa parte della vita e che perciò è necessario, non per moda.

Quindi ,adesso che riprendono le attività ,e se deciderete di seguirle, fate qualche compito a casa ritagliandovi del tempo per leggere un testo relativo alla disciplina o di qualche autore che affronti l'argomento "spiritualità", vedrete che sarà utile, che vi aiuterà a lasciar cadere dal vostro albero quelle foglie autunnali che non servono più e che il corso darà molti più frutti.

Accogliete l'esercizio del guardarsi dentro ,caratteristico dei mesi freddi, ed utilizzatene la fatica per conoscervi e per imparare ad elaborare il concetto di cambiamento.
E soprattutto imparate a farlo con il sorriso, per vivere bene ogni singolo giorno.

Qui sul blog ci sono diversi post dedicati alla serenità mentale, e potete trovarli cliccando sull'etichetta "la maison zen", ma sono sicura che anche i centri che tengono i corsi sapranno proporvi qualche bella lettura o conferenza a tema. Magari chiedete all'insegnante ed apritevi alla possibilità di seguire qualche seminario extra, così da confrontarvi anche con altre persone.

E' vero che oggi il tempo è poco ma è ugualmente vero che la qualità della nostra vita è importante.
Per questo bisognerebbe imparare a fare delle scelte consapevoli ,al fine di sfruttarla nel modo migliore, per esserne felici e per trasmettere quella stessa felicità a chi ci vive accanto.
Lavorare su se stessi apporta benefici a 360 gradi ed avere intorno specchi che riflettono sorrisi interiori è il modo migliore per vivere serenamente nonostante tutto.

Iniziate a cambiare fin da ora qualche piccolo atteggiamento fisico/mentale poiché l'autunno è davvero il periodo giusto. 

Settembre è il mese della Vergine, del segno zodiacale che spinge al rispetto dei ritmi e della ciclicità e che invita a volgere lo sguardo verso ciò che conta davvero: ogni più piccolo momento della quotidianità e dell'interiorità.
Sarà per questo che ,essendo io nata in Settembre, avverto una profonda connessione con tali argomenti e provo piacere nel condividerli qui sul blog ?
Sarà così. O forse, più semplicemente, sarà che sono solo una persona che cerca d'imparare a vivere meglio ogni giorno e che ci tiene a prendere appunti lungo il tragitto :) 

A presto,
Simona

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2 commenti:

  1. Ecco, dovevo passare di qui, per ricongiungermi col senso di addormentamento iniziato con settembre e con le diverse temperature!
    Ero convinta di essermi iscritta alla tua newsletter per ricevere i tuoi post, ma vedo adesso che ne ho perso diversi, forse ho sbagliato qualcosa... mm.. Ho visto altrove, infatti, nominato questo Mabon e quando ho capivo che si trattava di storia celtica son venuta a vedere qui, perché sei tu il mio riferimento celtico ;)
    Come sono andate le tue vacanze? Magari ho perso anche il post del tuo ritorno con resoconto, ecco! Intanto grazie per il racconto sull'arrivo dell'autunno, che è esattamente quello che mi ci voleva per ricordarmi che è tutto secondo natura, non sono io quella pigra, ma è l'universo intero che va così, e la voglia di raccoglimento e meditazione non è una scusa per non fare niente! :))
    Adesso provo a riscrivermi alla newsletter, ciao buona serata!

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    1. Ciao Elle :) bentornata da queste parti!
      La newsletter…lasciamo stare. Sto avendo dei problemi con il servizio e mi sa che a breve lo cambierò quindi ,per favore, nel frattempo porta pazienza e torna qui sul blog ogni tanto, quando ti ricordi o quando l'energia ti chiama come stavolta ;)
      Mi fa piacere sapere che il post su Mabon ti abbia riportato in pari con l'autunno e la sua naturale lentezza e spero che tu stia bene. In questo momento ci sta bene anche qualche pisolino se ne senti il bisogno perché, pur non andando in letargo, anche noi abbiamo bisogno di recuperare dalla baldoria estiva ^^

      Le vacanze sono andate super bene (grazie) ma ancora non ho avuto modo di scrivere il post relativo al giro bretone di quest'anno.
      Recupererò appena possibile e farò in modo di avvisarti, anche solo per email in privato :)
      E la tua d'estate? com'è andata?

      Un abbraccio grande e a presto!

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Ciao :)
Sembra che blogger abbia risolto il problema relativo ai commenti, perciò lascia pure il tuo se ti fa piacere. A presto e grazie :)