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6 dicembre 2018

Dicembre: handmade, disegno e consapevolezza





















Dicembre è arrivato e più che respirare atmosfera natalizia percepisco un corri corri generale, fonte di stress che rischia d'inghiottirmi in men che non si dica.

Così, nonostante il da fare dato dal nuovo libro da illustrare ( una volta tanto in tema con il periodo poiché si tratta di una storia sugli Elfi di Natale ^^ ) e la frenesia che mi circonda, scelgo di vivere le mie giornate in maniera un pochino più lenta, o per meglio dire più serena, alternando il disegno alla creazione di qualche handmade in linea con la stagione e dedicando almeno un po' di tempo alla presenza consapevole, per rendermi effettivamente conto del tempo che scorre e della natura che si prepara ad affrontare un nuovo ciclo.

E' un esercizio utile, che aiuta rimanere radicati nel Qui ed Ora, abbassa il livello di stress e permette di non lasciar volare via la mente dietro ai pensieri negativi che creano ansia verso il futuro, ed io cerco di metterlo in pratica sempre più spesso ed in svariati modi, principalmente legati alla creatività.

Così ecco che, tra un disegno e l'attesa di feeds dall'editore, continuo a lavorare la lana allargando la collezione di pettirossi, molto amati da me ma anche da tante altre persone a giudicare dagli apprezzamenti :)



























































Se ne volete uno da regalare o regalarvi in queste feste vi consiglio di ordinarli per tempo, evitando così l'ingorgo postale di fine mese, e lo stesso vale per l'acquisto degli articoli di cucito, di cui vi ricordo anche i Little Prices utili per donare piccoli pensieri senza spendere tanto:
















Di questi ultimi trovate i costi sullo shop (qui) mentre per i pettirossi vi chiedo gentilmente di contattarmi per scritto ,via email o sui social, poiché al momento, e dati i problemi di connessione che ancora persistono, non ho la possibilità di aggiornare tutto come si deve.
Portate pazienza con me :)

Ecco, anche per oggi il mio "tempo wi-fi" è terminato ma nel salutarvi con un abbraccio vi mostro l'ultima pochette piccolina, nata proprio ieri grazie alla collaborazione degli Elfi di Natale :)
Mi hanno consigliato la stoffa a righe, come quella dei loro calzini, e l'aggiunta di piccoli fiocchi di neve da mixare con qualche cuoricino ed il gingham.
Che dite, vi piace il risultato?

































Anche questa è in vendita e a breve ne arriverà una seconda, anche lei in tema e condivisa al volo sulla mia pagina Instagram, sempre che gli Elfi non mi scombinino un'altra volta il tavolo da lavoro sul quale ho appuntato le idee:
















Un abbraccio grande e godetevi ancora qualche raggio di sole mentre la Terra si ritira a riposare tranquillamente al buio.
E' il momento perfetto per preparare l'animo al giungere di Yule, possibilmente con il sorriso e con meno frenesia possibile :)

A presto,
Tissi.


29 novembre 2018

Autunno-Inverno di lana, calore e tenerezza



Oggi solo un post piccolino per ricordarvi che l'Autunno-Inverno è il periodo dell'anno nel quale riprendo in mano la lana per creare qualche piccolezza, calda e piena di tenerezza.
















Qualcosa è già sullo shop (qui) ma per ogni aggiornamento in tempo reale vi conviene fare riferimento al mio profilo Instagram ( tissi76 ).

Un abbraccio da me e dal Mini Spirit incantato :)

23 dicembre 2017

Buon Natale, Merry Christmas, Joyeux Noel 2017 !

Oggi solo un piccolo post per dirvi che il blog ed io ci prendiamo una breve pausa per goderci le feste :)
Per un po' mi perderò fra passeggiate nella neve, infornate di biscottini al burro, scambio di regali e pisolini e spero che anche voi avrete di meglio da fare che star lì dietro al monitor ;)

Questa è la cartolina augurale che ho realizzato per l'agenzia stavolta e la condivido anche con voi.
Rappresenta un Nisse, il piccolo omino barbuto della tradizione scandinava che spesso se ne sta nascosto nei fienili e che, se di buonumore, si prende cura del bestiame.
A me piace immaginarlo così, in sella ad un'oca, mentre vaga da una fattoria all'altra portando gioia ed assistenza agli animali durante il periodo di Yule.


Per i curiosi, è sempre colore digitale e potete vederlo meglio su Behance qui.

Ancora tanti auguri e, dato che IncantaMenti è sempre un pochino fuori dal coro, vi saluto con una canzone natalizia diversa dal solito.
Perché le feste son feste e son fatte per divertirsi :)
A presto!

Nota:
La canzone che avete appena sentito è cantata da Peter Hollens ,qui in collaborazione con Hank Green.
Personalmente amo Peter perché lo trovo molto bravo e perché tutto ciò che sentite nelle sue canzoni è fatto esclusivamente con la voce. Esatto, anche la musica.
Ogni suono viene "cantato" da lui con la voce e poi montato per creare la canzone.
Sul suo canale Youtube troverete molte altre bellissime canzoni come "Some Nights", "Song of the Lonely Mountain", "Loch Lomond" ,"Scarborough Fair", " I see fire", "The last goodbye", "The song of Durin" o ancora il magnifico "Skyrim Theme".
Provate, non ve ne pentirete :)

16 dicembre 2017

Arborea#04 Tinne-Holly, l'Agrifoglio

Dicembre prosegue e c'inoltriamo sempre più nella sua magia.
Così, dopo aver parlato del vischio, oggi vediamo l'altro simbolo delle festività invernali: l'Agrifoglio.














L'Agrifoglio è una pianta (in realtà un vero e proprio albero) presente tutto l'anno ma che durante l'inverno si rivela, si fa più viva e lucente, come se con la sua presenza volesse trasmettere a tutti il suo messaggio di difesa e resistenza nel periodo più oscuro e freddo dell'anno.
Come abbiamo visto per il vischio, infatti, anche l'Agrifoglio è segno di buon auspicio usato per decorare porte e finestre sul finire dell'anno e possiede una simbologia molto profonda.
Ma vediamo ogni cosa con calma.

L'Agrifoglio cresce all'ombra, spesso nascosto tra i boschi, ma avendo comunque bisogno di luce possiede delle foglie scure, che servono appunto a catturarne il più possibile.
















Queste, inoltre, sono lucide, per poter riflettere la luce anche nell'angolo più buio della foglia stessa e nutrirla a dovere, e posseggono delle punte che si fanno più spinose e dure nella stagione fredda.
Nella tradizione, le foglie difendono dalle energie negative ed al contempo, con il loro brillare verde, diventano simbolo di speranza.

Per tutte queste caratteristiche la pianta può definirsi strategica ma possiede anche una funzione di  sussistenza agli animali quando in giro è tutto coperto di neve e le provviste scarseggiano.












Essa infatti possiede delle bacche rosse come il fuoco, velenose per l'uomo ma ottime per gli uccelli, che rappresentano doppiamente un simbolo di vita nella stagione fredda e che figurano come promesse di rinnovo, il segno di quanto l'inverno sia solo un momento di passaggio da superare con pazienza e tenacia.

L'Agrifoglio, come il vischio, è quindi anche simbolo di Luce, di quella piccola scintilla luminosa che rinasce al Solstizio d'Inverno dopo la notte più lunga e buia e se guardiamo tutto ciò con occhi antichi assume un significato molto profondo e più concreto.
Gli antichi infatti non avevano case riscaldate da caldaie o cibo disponibile a piacimento per tutto l'anno e l'inverno diventava per loro davvero una grande prova da superare.

L'Agrifoglio aveva per i Celti un profondo significato religioso anche perché, come tutti i sempreverdi, era capace di sopravvivere al gelo invernale, qualità che lo collegava all'immortalità e alla forza divina capace di andare oltre i cicli della natura.










Inoltre questa pianta, come la mela, possiede i tre colori sacri della tradizione celtica (fiori bianchi, bacche rosse e foglie verde scuro assimilabile al nero), altra manifestazione del divino sulla terra.
E come se ciò non bastasse, pungendo le dita con le sue spine, l'Agrifoglio porta il sangue, altro simbolo della rinascita solare/divina legata alla festività del Solstizio.

Sempre secondo la tradizione, poi, le spine rappresentano ancora la difesa che ciascuno è chiamato ad attuare nei momenti difficili per salvaguardare se stesso, proprio come fa l'Agrifoglio d'inverno quando si fa più pungente per sopravvivere.
Non per niente la frase associata a questa pianta è "is best in fight", a significare l'importanza di un'equilibrata difesa in caso di battaglie dell'anima.
L'Agrifoglio infatti, in caso di difficoltà, suggerisce spiritualmente di richiamare a sé il vuoto neutrale tramite la meditazione, così da poter affrontare le situazioni con mente chiara, senza giudizio e senza attaccamento, e in questo è molto simile al vischio ed alla sua "ricerca di pace".

L'Agrifoglio quindi è sinonimo di difesa, resistenza e sopravvivenza ma anche di precauzione e previdenza poiché se affisso sulle finestre si dice tenga lontani gli spiriti maligni e la sfortuna.

Infine, per chiudere anche stavolta con un po' di leggenda e magia, vi racconto di quando diventa la controparte invernale della quercia vestendo i panni del Re d'Inverno.


Nella tradizione celtica, infatti, si racconta della lotta rituale fra il Re Agrifoglio (The Holly King) ed il Re Quercia che avveniva ad ogni Solstizio e che garantiva l'alternanza delle stagioni (fredda e calda) poiché, a turno, l'uno vinceva sull'altro.
In questo momento dell'anno il Re Agrifoglio, detto a volte anche Uomo Verde e seppure in tutto il suo vivido splendore è ormai vecchio e sta per cedere al suo sfidante Re Quercia, il quale, d'ora in avanti, tornerà vivace e in forze, per poi cedere nuovamente lo scettro nel suo punto più alto, al solstizio estivo.

Robert Graves, nel suo libro "la dea bianca", associa lo scontro fra i due ad altre coppie mitologiche come ad esempio Sir Gawain ed il Cavaliere Verde ma io vi suggerisco di tenere a mente soprattutto Lugh e Balor poiché li ritroveremo nel prossimo post dedicato al Solstizio d'Inverno.

Quanto a Galvano ed il Gigante Verde, si tratta di un bellissimo racconto inglese del 1400 che narra di come il primo raccolga la sfida del secondo pur essendo di "taglia" inferiore e di come poi riesca ad uscire vittorioso dalla stessa anche grazie all'aiuto di una magica cintura.
Il tutto rispetta il contenuto del poema cavalleresco in cui l'eroe s'impegna in un'avventura per dimostrare il suo valore ma, essendo ambientato durante le feste di Natale (alla corte di Artù) ,offre un ovvio richiamo alla tradizione celtica che vede la vittoria solstiziale del Sole Bambino sul Gigante Inverno.


















Che dire, la magia dei miti e delle tradizioni non finisce davvero mai d'intrecciarsi ed io spero che il blog riesca a trasmettervene almeno una piccola parte, così da farvi sognare e da mostrarvi la vita con occhi nuovi seppure antichi.
E se ancora non ne avete abbastanza, allora non perdetevi il prossimo post sul Solstizio d'Inverno.
Lì ritroverete il Vischio, l'Agrifoglio, la Quercia, Lugh, il Sole Bambino, il Piccolo Gesù, la Mari Lwyd, lo Scricciolo e l'Aquila, tutti insieme in quella magica festa che ora chiamiamo Natale e che affonda le sue radici nelle antiche tradizioni legate alla vittoria della luce sull'oscurità.

Ah, quasi dimenticavo.
L'elegante J.R.R.Tolkien ha riscritto la propria versione dell'avventura di Gawain e v'invito a leggerla, per l'ovvio contenuto ma anche e soprattutto per la particolare forma.
Il libro è questo e penso si trovi comodamente su Amazon:




















E se poi proprio volete strafare ed aggiungere ancora un po' di sogno alle vostre letture, potete farlo una colonna sonora d'eccezione, bellissima e piena d'atmosfera :)
Si tratta di questa, che possiedo ormai da tempo immemorabile e che amo molto:














Disponibile su Youtube a questo link.


Per ora un abbraccio e a presto!

-se volete leggere gli altri post di Arborea, li trovate QUI-

9 dicembre 2017

Arborea#03 Mistletoe, il Vischio

Dicembre, periodo di atmosfere natalizie innevate e sogni, momento perfetto per raccontare di bacche bianche che racchiudono la magia della vita e quindi ottima scusa per vedere insieme uno dei simboli più sacri dell'Inverno: il Vischio.













I Celti adoravano profondamente un dio, del quale non è ben chiaro il nome ma di cui si sa per certo che risiedesse in una Quercia. Tale divinità, a detta dei greci che avevano conosciuto la popolazione celtica, sarebbe stato Zeus, la cui rappresentazione principale era appunto una grande Quercia.

Ma perché parlare di querce se il post è dedicato al Vischio?
E beh, semplicemente perché il Vischio cresce solo come ospite sugli alberi, a piccoli cespugli, e perché anticamente era considerato ancor più sacro quando si trovava sulla Quercia, altro albero "nobile" della tradizione celtica.






























Della Quercia parleremo più avanti, poiché si tratterà nuovamente di un appuntamento doppio e molto ricco, mentre oggi ci dedichiamo a questa bella pianta dalle bacche bianche e lucenti sotto la quale è di buon auspicio baciarsi a Natale.
Sì, lo so, ho detto bianche ma a Natale qui da noi spopolano solo rametti di bacche rosse, risponderete voi. Ebbene state sereni poiché quello è l'Agrifoglio, altro simbolo natalizio/invernale che vedremo insieme la prossima settimana :)

Il Mistletoe delle canzoni inglesi è in realtà il Vischio e probabilmente è meno diffuso da noi perché è un antico simbolo della tradizione druidica meno conosciuta.
Per i Druidi però il Vischio era sacro e, sia che si trovasse sulla Quercia o sul Rovere, era considerato preziosissimo poiché estremamente raro.

Esso veniva raccolto con molta attenzione e come racconta Plinio :
"tagliato al sesto giorno della Luna (poiché in tal giorno essa è già abbastanza forte e non è a mezzo)
e colto solo grazie a falcetti d'oro, per essere poi posto su di un panno bianco".














Insomma, la raccolta del Vischio era davvero un "affare sacro", una funzione svolta prima della vigilia della Luna Piena ( a Mezzo ) da un sacerdote vestito di bianco, il quale saliva sull'albero dotato di falcetto dorato come il simpatico Panoramix dei fumetti.
Come, non sapevate che la magica pozione dei Galli era fatta di bacche di Vischio? :)
A parte tutto, qualunque cosa mettesse a ribollire Panoramix nel suo paiolo era sicuramente accompagnata da Vischio poiché esso era realmente ritenuto la cura di tutti i mali, il rimedio contro ogni veleno (e quindi la vittoria assicurata di Asterix contro i Romani ^^).

Il Vischio era ritenuto sacro e potente a tal punto perché cresceva molto in alto, quasi a contatto con il cielo, e quindi anche con gli Dei, e per tale motivo meritava tutta l'accortezza e la devozione del Druido durante il raccolto, al fine di preservare intatte tutte le sue qualità.
Pensate che si evitava persino che toccasse terra per non inquinarsi a contatto con il suolo.
Inoltre, solo ai druidi era permesso coglierlo poiché essi erano considerati profeti, indovini, veggenti e sciamani che, dopo più di 20 anni di studio, avevano appreso la conoscenza profonda della Natura, dell'Uomo e della Magia che li metteva in contatto con gli Dei stessi.
Insomma, il Druido era il tramite tra l'Uomo e gli Dei e perciò solo a lui era permesso toccare qualcosa di così divino come il Vischio.
















Ehi, sapevate che la parola Druido deriva dalle due radici DRU-VID che contengono rispettivamente i significati di Saggezza e Conoscenza rappresentati proprio da Quercia e Vischio?
Magico, eh?
I Druidi, come gli sciamani della Siberia cui si accennava a proposito della Betulla qui, avrebbero appreso i loro poteri dall'Albero Cosmico e perciò, oltre a portare nel nome DRU-(U)-ID il significato di "molto intuito/molto saggio", nasconderebbero dentro di loro anche tutta la saggezza arborea infinita e tanto cara ai Celti.
Magico anche questo, vero? :)

Per tradizione il Vischio guarisce tutto ed è una panacea tramandata fino ai giorni nostri.
Nel 1800 si prendeva in infusione e se oggi una parte della medicina moderna lo usa per combattere gli avvelenamenti e l'Idropisia, in diversi paesi ancora viene considerato come antico rimedio delle nonne per guarire l'Epilessia o il Ballo di San Vito.
Magia e basta? Magia verde?
Fatto sta che le proprietà benefiche del Vischio sono sempre state riconosciute fin dall'antichità.

I rametti di Vischio non venivano tagliati con lame di ferro per non scacciare gli spiriti che vi dormivano dentro e quindi ,sostanzialmente, per non inquinare le proprietà curative della pianta.
Quando comparivano su di un albero voleva dire che gli dei in persona lo avevano scelto, facendo così calare su di lui l'immenso potere divino, e ciò era rappresentato anche dal fatto che, nonostante l'albero sembrasse morto, i rami di Vischio brillavano di un verde lucente, quasi dorato, ed erano pieni di tonde bacche bianche succose, come se tutta la vita dell'albero ospitante si fosse raccolta lì, sospesa fra il cielo e la terra.















Per tutti questi motivi il Vischio è sempre stato simbolo di rigenerazione e perciò viene collegato all'inizio del nuovo anno, nonché alla festa solare di Yule.
Esso rappresenta la vittoria della vita sulla morte, come si narra anche nella discesa di Enea verso gli inferi, e permetteva di comunicare con l'Altromondo. Assicurava immortalità, allontanava i demoni ed era inattaccabile dal fuoco. Ancora, era promessa di guarigione e resurrezione nonché una luce iniziatica grazie alla quale esplorare le profondità della vita invisibile e del Sè.

Ancora oggi, infatti, se si guarda alla pianta con occhio interiore, il Vischio rappresenta tutto ciò e nel calendario celtico esso è associato all'Erica ( bianca, fucsia o verde ) perché portano entrambi i medesimi significati di:
-cura di ogni male
-sviluppo interiore
-collegamento fra mondo terreno e spirituale
-abbondanza e rigenerazione
















L'invito di entrambe le piante è quello di evolversi secondo la natura umana, la quale possiede di base uno spirito "evergreen" capace di crescere sempre.
Il suggerimento è infatti di coltivare bei pensieri dando vita a qualcosa di positivo, poiché le cose sono estremamente collegate, e di curare la propria esistenza ogni giorno poiché spetta a noi essere creatori della bellezza delle nostre vite.

Il suo spingerci a lasciar andare il negativo per far focus sul positivo, godendo di ciò che abbiamo ed arricchendo la nostra anima al meglio, mi sembrava il modo migliore per augurarvi un sereno avvicinamento alle feste.
Perciò, se ve la sentite, provate ad assecondarlo.
Meditate, camminate nel verde ed ascoltatevi, chiedetevi cosa ha bisogno di essere curato dentro di voi e fate sì che le risposte diventino solide fondamenta positive sulle quali costruire il 2018 in arrivo.

Il Vischio accompagnerà la vostra crescita portando fortuna ed abbondanza e le sue bacche bianche, perle ricche d'essenza di vita nel freddo dell'Inverno, illumineranno il buio con promesse di rigenerazione che sbocceranno all'equinozio primaverile d'Imbolc.

Data la sua tossicità se non opportunamente trattato, vi suggerisco di non preparare nessun intruglio casalingo ma piuttosto di conservarne un rametto per decorare casa ricordando questa pianta come la Luce e la Calma del cuore.
















Ad essa viene infatti associata la frase "abbandono il mio giudizio e permetto all'amore di essere la mia guida", la quale racchiude il senso dell'equilibrio emotivo necessario a vedere tutto con distacco e quindi con la giusta chiarezza.
Inoltre, sempre restando in tema d'Amore e data la bellezza che le leggende assumono sotto Natale, ve ne racconto in chiusura una brevissima che riguarda questa bella pianta e l'usanza di baciarsi sotto ad essa.

Si narra che un tempo il dio della Pace venne trafitto da una freccia forgiata da un ramo di Vischio e che la sua morte fu talmente rimpianta dall'Uomo da far sì che il dio tornasse in vita.
Da quel momento, la dea dell'Amore conserva il Vischio al sicuro e chiede a tutti di baciarsi sotto ad un suo ramo per ricordarlo come simbolo di pace e non di odio.

Che dite, dopo aver letto tutto ciò che riguarda il Vischio questa storia non assume anche per voi un senso più profondo?


Bene, anche stavolta ci salutiamo e se vi sentite più fauna che flora provate a cercare informazioni riguardo a Corvo, Ape e Cervo Bianco poichè sono gli animali associati al Vischio e all'Erica e per la loro simbologia rientrano nei concetti appena visti.

Noi ci vediamo sabato prossimo per parlare dell'Agrifoglio ma intanto tenete d'occhio il blog ,che non si sa mai ;)
Un abbraccio e buoni appunti verdi!

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1 dicembre 2017

Hello December :)

Nuovamente Dicembre, altro mese magico ma con qualcosa in più :)

Eh già, perché a Dicembre ci sono il Solstizio, Yule e Natale, con la bellezza della Neve, che rende tutto silenzioso ed ovattato, e della Luce degli abeti decorati, che illuminano il buio.

Il blog si prepara a regalarvi tanti piccoli post a tema ( se siete iscritti, preparatevi a ricevere tante Newsletters! ) e lo fa iniziando da questo semplice semplice che raccoglie alcune immagini del mio modo di avvicinarmi all'Inverno.

Tranquilli, non c'è nulla da leggere ma solo tante foto di Casa Baggins, la nostra, per tuffarsi nell'atmosfera :)

Benvenuti e benvenuto Dicembre !


























































































A domani per il post celtico sul plenilunio di questo mese!

Un abbraccio luminoso :)