27 gennaio 2017

Imbolc, la Primavera celtica

Come preannunciato ,inauguro la nuova etichetta riguardante il popolo dei Celti e lo faccio dedicando questo post ad Imbolc, la festa della Primavera che giungerà a breve.
















Prima di parlare di lei ,però, vorrei spendere due parole sulla concezione del tempo secondo la Ruota dell'Anno (di cui vedete una parte in foto) poiché forse non è conosciuta da tutti e la sua lettura differisce un po' dal nostro attuale concetto di calendario.

Gli antichi usavano calendari di tipo circolare ad 8 raggi ,detti appunto Ruote dell'Anno, a significare l'andamento ciclico del tempo ,fatto di momenti specifici e delicati che coincidevano con la possibilità di aprire alcune porte sul mondo normalmente invisibile agli occhi umani.
In pratica, secondo le antiche credenze, durante i cambi di stagione era più facile entrare in contatto con le energie divine e perciò in quei momenti era maggiormente opportuno ringraziare ed omaggiare gli dei per il loro operato sulla Terra.

Sostanzialmente la Ruota era un ciclo continuo di nascita-vita-morte e rinascita al quale veniva dato il nome di annus (che significa appunto cerchio) e che veniva idealmente suddiviso ,oltre che nelle otto feste, in 2 cicli , strettamente interconnessi fra loro:

-il primo, dedicato al viaggio del Sole attraverso il cielo e rappresentato dalla sua nascita-giovinezza-maturità-vecchiaia tramite i solstizi e gli equinozi.
-il secondo, dedicato alle stagioni e rappresentato dalla semina-fioritura-maturazione-raccolto tramite la primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno.

Secondo i puristi della cultura celtica pare addirittura che essi considerassero solamente il secondo ciclo poiché strettamente legato alla terra ed ai suoi cambiamenti nel corso dell'anno.
Con il passare del tempo però l'eredità celtica ha evidentemente subito delle piccole modifiche, aggiungendo alla tradizione anche le 4 feste legate ai solstizi ed agli equinozi.
E da qui ecco che abbiamo le 8 feste riportate sulla Ruota.

Avendo questa introduzione in mente possiamo ora dedicarci ad Imbolc, la prima festa che troviamo seguendo l'anno secondo la nostra concezione da Gennaio a Dicembre.
In realtà per i Celti l'anno cominciava prima, a fine Ottobre, quando si festeggiava Samhain e cioè il Capodanno, ma siccome ho voluto introdurre l'argomento celtico in questo 2017 ho pensato di seguire il calendario classico.

Ed ora, buona lettura :)



Con il Solstizio d'Inverno è rinata la luce e le giornate hanno ricominciato ad allungarsi pian piano.
Questo era molto importante per i popoli del passato ,i quali vivevano seguendo i ritmi naturali, poiché le riserve invernali iniziavano a scarseggiare e faceva ancora freddo e quindi ogni segno di ripresa di vita della Terra era davvero benedetto.














Così ,accogliendo tali segni postivi, i Celti festeggiavano Imbolc il 1° Febbraio.

Per quanto a noi possa suonare strano pensare così presto alla Primavera bisogna ricordare il generale concetto celtico per cui le cose che "iniziano" lo fanno "prima",nell'oscurità, nel ventre della Terra ,e quindi della Dea, madre di tutto, mentre sono ancora nascoste al mondo superiore ed esterno.

Difatti ,per questo popolo ,la maggior parte delle celebrazioni iniziava la sera della vigilia del giorno festivo per poi continuare nel giorno stesso ed è per questo motivo che ho pensato di pubblicare questo post con un breve anticipo, affinché si segua la tradizione e voi possiate avvicinarvi alla festa per tempo.

Inoltre ,essendo poco insolito anche per noi vedere la neve a Febbraio, sappiate che tale avvenimento era considerato di buon auspicio proprio nei confronti della Primavera poiché indicava l'ultimo scaricarsi del rigore invernale in favore del nuovo bel tempo .












Secondo la tradizione, Imbolc è strettamente legato all'arrivo del primo latte nelle mammelle delle pecore e proprio da ciò pare prendere il suo nome che, in una delle sue varie forme ,era OUI-MELKO e cioè "latte di pecora".
Altri significati sono collegati alle varie versioni del nome di questa festa ( Oimelc, Imbolg, Imbfolc, O-Mealg ) ma in generale fanno tutti riferimento al momento dell'anno in cui l'Inverno ha nel suo grembo la futura Estate che germoglia lentamente, e cioè la Primavera.
In irlandese, difatti, la parola Imbolg significa proprio "nella pancia", intesa come grembo materno.

Imbolc è però anche la festa della Luce, intesa come un nuovo inizio, e per celebrarla venivano accesi fuochi e falò rituali ma presso alcuni popoli pare che fosse anche la festa della Pioggia, intesa come acqua che lustra ,lava e purifica dalle impurità invernali.














Il giorno di Imbolc era dedicato a Brigid ( Brìde ), dea del triplice fuoco che governa i fabbri, i poeti ed i guaritori. Il fuoco ( Breo ) era inteso come la scintilla sacra della fucina che si univa a quella dell'ispirazione ed ,infine ,della guarigione.




















Le tre arti  (il forgiare metalli, lo scrivere poesie ed essere esperti di medicina ) erano considerate sacre presso i Celti perché avevano grande valenza di vita e di collegamento con sua la parte spirituale e la poesia ne è un esempio molto chiaro poiché recitare una brano diventava anche un atto magico o propiziatorio.

Brigid è una figura molto particolare perché è sopravvissuta nel tempo diventando Santa Brigida ma senza che ne venissero oscurati i tratti precristiani. Ella ricevette infatti ,in epoca cristiana, il titolo di "Seconda Madre del Signore"e nulla di lei o della sua festività venne mai modificato, cosa successa invece ad altre divinità celtiche.
Il suo nome viene dalla radice BRIG che significa "altura"ma che non è da intendersi solo in senso fisico. Pare infatti che il suo significato fosse più complesso e stesse ad  indicare un concetto di forza, potere ed essenza che dà vigore.
In sostanza, qualcosa che dà forza, un sorgere d'energia, proprio come il primo latte di pecora che sfamava i bambini ed i vecchi nel freddo periodo invernale in cui la loro debolezza avrebbe potuto portarli alla morte.

La celebrazione di Imbolc esprimeva sostanzialmente due temi:
-il risveglio della fertilità nella terra
-l'inizio di un nuovo ciclo d'attività agricola nella tribù
ed essendo le cose strettamente collegate, la dea veniva invitata a benedire entrambi i momenti, assicurando così protezione nel momento della nascita ed energia da dedicare all'agricoltura, fonte di sostentamento.

Presso alcune popolazioni Brigid veniva raffigurata con una bambola vestita di bianco ed un cristallo sul cuore, tutti simboli di luce, calore, purificazione e rinnovamento, ed era fatta con le spighe dell'ultimo covone del raccolto dell'anno precedente, proprio per riflettere la ciclicità della vita vegetale che muore per rinascere.

Come già visto, Brigid era anche simbolo di guarigione e per tale motivo i drudi le dedicavano molte sorgenti, ancora oggi identificabili grazie a piccole strisce di stoffa appese agli alberi che le circondano, proprio per chiedere allo spirito del luogo di curare una malattia.














A Brigid è consacrato anche il monastero irlandese di Kildare dove la leggenda vuole che un fuoco ardesse per lei per 20 giorni consecutivi.
Tenuto acceso da 19 monache, poiché solo alle donne era consentito d'entrare nel tempio, si racconta che la 20a notte fosse la dea stessa a tenerlo miracolosamente vivo.












Nel tempo, per combattere le usanze pagane dei fuochi, la Chiesa istituì per questa celebrazione delle processioni con candele e difatti ancora oggi in questo periodo si festeggia la Candelora ,momento in cui si benedicono le candele e si celebra la purificazione della Vergine.
Pensate che questa usanza delle candele sopravvisse persino nel Medioevo quando, in occasione di nuove nascite, era d'uso portare in chiesa le donne che avevano appena partorito accompagnandole proprio con delle candele accese.
















Imbolc è quindi una festa volta a celebrare un nuovo inizio ed i riti ad essa collegati venivano svolti per far sì che questo fosse il più promettente possibile.
Ci si lavava per lasciarsi simbolicamente il passato alle spalle e si accendevano fuochi e luci per guardare avanti con ottimismo e fiducia.
Era il periodo in cui lo spuntare dei bianchi bucaneve, sacri a questa festa, ricordava la purezze del nuovo e dell'infanzia ma anche il tempo di costruire con coraggio i progetti futuri affidandosi al potenziale postivi delle Primavera stessa .













Se oggi volete celebrare Imbolc in maniera semplice potete mettere delle candele bianche galleggianti dentro ad una ciotola piena d'acqua e poi lasciarle bruciare la sera della vigilia e la giornata del 1° Febbraio. Inoltre si può approfittare per pulire a fondo la casa immaginando di lasciarsi alle spalle l'inverno e le sue vecchie energie.
D'altronde è usanza ancora comune quella di fare le famose "pulizie di Primavera", no :)

Certamente ci sono molti altri rituali, più complessi e profondi, ma fondamentalmente basta tenere conto del significato di fondo della festa mantenendo uno spirito positivo e fiducioso verso il nuovo, quasi se si vedesse nel mondo che si risveglia una sorta di nuova possibilità di guardare avanti nella propria vita.

Per curiosità vi ricordo infine che Imbolc e la Primavera sono momenti dedicati all'Aria e quindi perfetti per avvicinarsi maggiormente alla conoscenza di questo Elemento.





















Personalmente trovo che questa festa ,come un po' tutte le celebrazioni celtiche, abbia un bel significato di fondo e penso che non sarebbe male se ne recuperassimo il vero senso.
Oggi siamo talmente presi dalla frenesia di questa epoca consumistica da allontanarci dalla natura, mentre invece ci farebbe così bene tornare un po' in pari con lei.

Augurandovi un felice Imbolc vi saluto e vi aspetto al prossimo appuntamento celtico ,in cui racconterò qualcosa in più riguardo a questa cultura e perché l'amo così profondamente.

Grazie a Philippe Manguin per le sue meravigliose foto di paesaggio ed a chi ha contribuito silenziosamente con le altre,

un abbraccio e buona Primavera a tutti :)


PICCOLA NOTA
Ora che iniziano ad essere molti ,riporto qui di seguito i link a tutti i post celtici presenti nel blog, in ordine di apparizione, così da rendere più semplice la loro consultazione.

Festa di Imbolc
- i Celti: chi, come, dove, quando e perché 
- i Celti: amore per la vita, la natura ,il sé 
- i Celti: triade, triskell e struttura tripartita
- i Celti: il mondo, il tempo ,lo spazio ed i Doni degli Dei
- i Celti: Cernunnos, l'archetipo del cambiamento
- i Celti: magia rituale ed equilibrio Acqua e Fuoco
Festa di Ostara
- i Celti: albero della vita, Ogham ed oroscopo celtico
- i Celti: la prima Età dell'Oro
- i Celti: la seconda Età dell'Oro
- i Celti: dal Medioevo ad oggi
- Festa di Beltane
- i Celti: la Luna, l'Oceano e la Rinascita


4 commenti:

  1. Non mi stupisce che i Celti festeggiassero l'arrivo della Primavera il primo di febbraio perché' anche io comincio a sentirla adesso! Mi sembra anche tu a quanto mi hai detto. Oltretutto per me il 3 di febbraio rappresenta un grande nuovo inizio perché e' la nascita del mio primo figlio. Penso che' faro' il rituale da te suggerito, mi piace tantissimo l'idea. Da sempre mi sento un po' Bride:) Simo potresti guardare all'interno della copertina del libro e vedere se c'e' il titolo originale? Non riesco a ricostruirlo e non so quale comprare in inglese, non sono sicura che citi un melo. Sai che in Irlanda ogni anno tante donne ancora adesso indossano la spilla di Bride fatta con il grano? Inoltre, il paese da cui viene mio marito si chiama Kilbride, "Chiesa di Bride"!!!!!

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    1. Già :) , anch io la sento arrivare fin da ora e ne percepisco la stanchezza della fatica.
      Bello quel rituale, vero? Ieri ho preso dei bucaneve da tenere in cucina ed ora mi mancano solo le candele. Tu le hai già ?Se sì dove le hai prese?
      Sicuro che sei Bride, molto più di me :) Con i due bimbi sei una Madre in tutti i sensi.
      Il libro si trova su Amazon it e si chiama come ti ho detto ,The Apple Branch ;)
      Sapevo delle spille, è una tradizione molto forte e sentita.
      Beh, allora tu e Ross dovreste fare un salto su e festeggiare un paio di giorni nel suo paese natale per accogliere insieme la nuova primavera :)
      Sarebbe un bel modo per prendersi una piccola pausa dall'inverno. Che dici, la nonna potrebbe tenere i bimbi X un weekend?
      Bacio xxx

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  2. Io arrivo con calma... non intendevo festeggiare, quindi poco male ;) Interessante post perché, come forse ho già detto in altri commenti, da quando tengo d'occhio l'orticello mi rendo conto che la natura fa quello che deve fare e, a parte casi tragici in cui si ribella e un po' si vendica, di noi e della nostra frenesia se ne frega. Saggia natura. Quest'anno ho finalmente capito che siamo in inverno anche a gennaio e febbraio, allo stesso tempo avverto l'arrivo della primavera perché è questo il mese delle semine che daranno frutto appunto in primavera. L'anno scorso ho fatto tutto a casaccio, ma quest'anno sto andando con ordine e le informazioni sull'orto hanno cambiato il mio approccio alle stagioni, e tu ora approfondisci anche questa parte.
    D'altronde, già con il post sull'inverno fatto per dormire e riposare, mi avevi aperta a una nuova visione del tempo (e del suo trascorrere), che non è poco se pensi che non mi sento affatto stressata dalle "fatiche" dell'anno scorso, né dall'attesa della primavera che "non arriva".
    COntinuo a leggere, ciao!

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    1. Ben arrivata ,con qualunque tempo. Ciascuno ha il suo ed è giusto e bello che sia così :)
      Ti ringrazio per il commento perché è sempre molto bello sapere che "qualcosa giunge a qualcuno" e ti auguro un orto pieno di colori ,profumi e sapori .
      Un abbraccio e buona domenica!

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ciao ! grazie per il tuo commento :)