9 novembre 2017

Arborea #02 Beith-Birch, La Betulla - seconda parte

Come procede questo Novembre?
Avete già messo in pratica alcuni consigli suggeriti dalla Betulla nella prima parte di questo post arboreo?

Oh, scusate:)
Davo per scontato che l'aveste già letto ma in caso contrario potete farlo ora cliccando QUI

Io intanto proseguo in questo secondo ed ultimo appuntamento dedicato all'albero pioniere ed ai tre concetti che racchiude in sé. Li vedremo uno per uno e scenderemo un po' nella visione celtica di questo gigante verde che si erge come un faro luminoso nella foresta.

Buona lettura!


Come suggerivo la scorsa volta, la Betulla racchiude tre concetti preziosi sui quali riflettere e di cui fare tesoro.
Essi sono l'Anticipazione,  l'Intento e la Flessibilità.

-Anticipazione-
















Per la tradizione druidica la Betulla è luce, cura, chiarificazione ed ispirazione ma soprattutto è colei che apre la strada, in tanti sensi diversi. Praticamente perché prepara il terreno dei nuovi boschi e spiritualmente perché aiuta a sviluppare interiormente questo "senso anticipatorio".
Non per niente viene chiamata anche Signora dei Boschi in quanto presenza femminile che semina il nuovo nei terreni fisici e mentali.

Dopo l'era glaciale, la Betulla ha trasformato il mondo da bianco a verde ripopolando la Terra di vegetazione ed in questo senso bisognerebbe considerare il suo significato anticipatorio.

Avere come riferimento tale albero significa infatti fare come lui e quindi agire partendo dal poco che si ha a disposizione dentro di sé e senza attendere che tutte le condizioni intorno siano perfette o favorevoli.
Vuol dire iniziare anche se la finestra delle opportunità pare piccola e ,sostanzialmente, ciò significa muovere il proprio primo passo per attivare un processo che ci sta a cuore.
Proprio in questo senso di anticipazione ed azione risiedono la chiarezza e la pulizia che rivediamo nel suo tronco chiaro e lucente e che spingono verso il nuovo, emblema di base dell'albero stesso.

Legati all'anticipazione ci sono poi altri due concetti ,secondari ma comunque importanti.
Uno sta nel fatto di godersi quel che si ha,  focalizzandosi sul positivo e sui propri obiettivi, mentre l'altro si ritrova nella capacità di conservare dentro di sé una foglia sempre giovane.

La Betulla infatti è un albero slanciato e sottile ma che nonostante ciò si gode a pieno il momento della propria crescita senza badare troppo alle difficoltà.
Da lei dovremmo quindi imparare ad essere grati delle potenzialità che possediamo e dovremmo anche imparare a settare la mente su ciò che di positivo ci circonda e desideriamo raggiungere perché, a dispetto delle situazioni avverse, se ci viene offerta anche una sola possibilità di riuscita questa va sfruttata al meglio e senza lasciarsi distrarre dalla negatività.

Ancora poi, come le persone anziane ma dallo spirito giovane, la Betulla invita a rimanere aperti agli stupori della vita, a conservare dentro un animo curioso che ha il potere di slanciare sempre verso la realizzazione dei propri sogni e della propria vita.

L'invito dell'anticipazione è quindi quello di agire sempre con lo spirito della gioventù, quello curioso e che non si fa fermare dalle prime avversità.
Non per niente la Betulla è il primo dei tre alberi considerati "nobili" dal druidismo, perché incarna la giovinezza dell'essere in cui la fertilità (vitale e creativa) è nel pieno delle sue energie.

Inoltre, sempre per le sue qualità purificatici e per il collegamento che questo albero ha con il pensiero positivosapevate che:

- la Betulla viene usata come antinfiammatorio e che possiede proprietà antisettiche ed astringenti ?
- con il suo legno si realizzavano le culle dei neonati affinché la vita avesse un buon inizio?
- secondo la tradizione nordica, se legata con del nastro rosso, proteggeva dalle negatività ed illuminava gli atteggiamenti distruttivi?

Beh, non mi pare affatto poco già così ma proseguiamo! :)


  -Intento-












Abbiamo detto che la Betulla è l'albero pioniere che colonizza e ridona la vita alle terre vuote o rovinate senza attendere condizioni favorevoli ma, in ogni caso, per riuscire al meglio nella sua impresa deve avere a disposizione alcuni fattori base quali:
terra pulita, giusta temperatura e buone condizioni climatiche.

Allo stesso modo, per raggiungere i nostri traguardi, anche noi necessitiamo di tutto ciò, seppure in senso figurato, ma come la Betulla ha ben chiaro in mente il suo obiettivo di ridare vita, anche noi dobbiamo prima di tutto stabilire cosa vogliamo e cosa ci è utile per crescere oppure no, così da poterci esprimere e sviluppare nella giusta direzione.

In questo senso è bene tenere a mente la lucentezza della Betulla ,per decidere gli obiettivi che si vogliono raggiungere, e poi sfruttare il suo significato simbolico per fare pulizia, semplificando e creando una lista delle necessità/priorità di vita.
Queste saranno poi il terreno fertile nel quale piantare i semi mentali, così come saranno anche il giusto calore ed il sole che permetteranno di avanzare con energia.

Chiarezza e spazio mentale sono i giusti presupposti per un sano sviluppo del nuovo e Novembre, mese di questo albero, non fa altro che spingere lungo questa via.
Non sembra un po' magico anche a voi ?

Ma vediamo infine anche l'ultimo concetto:

-Flessibilità-












Una delle qualità della Betulla è la flessibilità, cosa che in realtà ci appartiene ma che abbiamo bisogno di sviluppare costantemente.
Per farlo, il più delle volte, basterebbe cambiare prospettiva d'osservazione e, soprattutto in momenti di grande stress, guardare le cose da fuori, senza coinvolgimento, pensando che tutto è connesso e che perciò ha una sua ragione d'essere/accadere.
Questo è il miglior esercizio per mantenere una mente elastica, equilibrata e con un giusto senso della prospettiva.

Coltivare flessibilità significa però anche coltivare grazia, entrambe sono qualità che permettono di vincere quotidianamente, ma non sempre ciò si dimostra facile perché quando la vita si fa dura si tendono a dimenticare tutti i buoni propositi.
In quel momento, allora, la cosa migliore da fare è fermarsi, respirare e chiedersi qual è il vero punto della situazione (o del momento critico che si sta attraversando) oppure tornare con la mente al focus, all'obiettivo che ci eravamo prefissati.
Entrambe le cose non faranno altro che riportarci al "prima della tempesta/confusione" e da lì potremo ricominciare con rinnovata chiarezza.

Flessibilità, grazia ed equilibrio vanno quindi insieme e sviluppandone una rafforzeremo anche le altre, esattamente come fa questo albero quando lascia crescere il suo fusto sottile ed aggraziato mentre permette al vento di piegarlo per non romperlo.

La flessibilità si esercita anche capendo che, proprio come la Betulla, dentro ciascuno di noi vivono due parti ,maschile e femminile ( attiva e passiva ), e che è importante fare emergere entrambe per vivere in maniera bilanciata.
Questa doppia anima, poi, ci ricorda ancora che abbiamo in noi tutto ciò che ci serve e che per quanto sia bello ricevere supporto dall'esterno, è meglio imparare a non aspettarsi nulla ma piuttosto fare da sé.
Questo ridurre le aspettative, inoltre, sviluppa il senso di auto-sufficienza, contribuisce alla crescita dell'autostima e forma in noi il giusto senso di responsabilità, che ci fa evolvere e ci insegna ad avere cura di noi nel modo che più si adatta al nostro essere.

Infine, la flessibilità sta nell'imparare ad incassare i colpi nel modo migliore, in maniera tale da non dissipare inutilmente le energie, e qui la Betulla torna in nostro aiuto.
Essa infatti viene attaccata da molti parassiti ma ha imparato che la potatura naturale è un ottimo modo per guarire e così, quando certi rami o foglie si ammalano irrimediabilmente, lei li lascia andare, conservando la linfa per i nuovi germogli.
Altrettanto quindi dovremmo imparare a fare noi, accogliendo le crisi o i problemi come momenti di svolta e lasciando andare quel che non serve più, che è passato, per cui non possiamo oggettivamente fare più nulla, o le attitudini che sarebbe meglio cambiare per vivere più in sintonia con ciò che diventiamo nel tempo.
A questo discorso si legano poi i concetti dello scegliere come utilizzare il tempo, vivere più tempo di qualità ed imparare a dire no, sempre per fare in modo di serbare o ricaricare almeno una parte delle energie.

Quanto ai colpi che si ricevono, sarebbe poi utile ricalibrare il modo con cui vengono accusati, magari chiedendosi se la portata della discussione non sia minore di ciò che ci sembra, così da abbassarne i toni e ridimensionare il tutto. Inoltre, anche evitare il giudizio mantenendo uno sguardo obiettivo contribuisce alla flessibilità mentale, poiché spinge a guardare il mondo con altri occhi.

Cavolo! La Betulla ci regala davvero tanto su cui riflettere e lavorare, non trovate?

A voi le riflessioni, l'esercizio e l'augurio di una bella crescita personale, io torno al mio Novembre di raccoglimento.
















Come dite?
Il mondo vegetale non vi basta ancora?

Bene, sappiate allora che alla Betulla ed al mese di Novembre sono collegati anche tre animali totem nei quali ritrovare concetti molto affini.
Perciò, se vi sentite più fauna che flora, cercate qualche informazione sulla Fenice, l'Aquila ed il Serpente e curiosate nella loro simbologia.
Avrete comunque spunti interessanti sui quali far girare le rotelle :)


Ecco, adesso abbiamo proprio finito ma non temete perché il blog tornerà ancora con altri post verdeggianti e celtici perché la Betulla, insieme al Melo, sembra essere stato l'albero divinatorio prediletto da Merlino ma questa è un'altra storia ,ottima per un altro post ;)


Un abbraccio e buon proseguimento luminoso!

-se volete leggere gli altri post di Arborea, li trovate QUI-

4 novembre 2017

Amairgen e la Luna #02

Rieccoci al nostro appuntamento mensile con il plenilunio celtico, stavolta quello di Novembre, che Amairgen saluta con il canto dedicato alla Luna della Scogliera.














Novembre, secondo i Celti, è il primo mese del calendario poiché ,come abbiamo visto in precedenza, con Ottobre si è chiuso l'anno vecchio, e alla sua Luna Piena il nostro bardo canta queste parole:

"Benvenuta Luna della Scogliera!
L'anno varca il confine tra Luce ed Oscurità, le forze della crescita dormiranno sui mari dell'Altromondo.
Anche noi ci volgiamo all'interno, per riempire le nostre anime del buio nutriente oltre il  nostro Sè."

Nuovamente le parole di Amairgen non sono difficili da comprendere e basta soffermarsi a riflettere sul cambio stagionale per comprenderne a pieno il senso. Però, dato che la loro vera bellezza sta nella tradizione, proviamo a calarci in essa e a guardare il mondo con occhi differenti.

Per le genti celtiche il mare ha sempre rappresentato qualcosa in più ed il ritrovarsi a vivere sulla costa atlantica ha significato il continuo rafforzarsi della sua presenza nell'animo delle persone.
Il rumore dell'acqua, che sbatte sulle alte scogliere ancor più adesso che l'inverno si avvicina, assume il senso del ritorno all'Altromondo poiché, tradizionalmente, salpando verso l'Oceano si abbandona la sicurezza della vita terrena e ci si avventura su quell'elemento magico e liquido che è l'acqua.















Per i Celti infatti era da lì che veniva la vita e sempre da lì erano nate le terre solide sulle quali poter vivere.
Inoltre, l'Oceano rappresentava il limbo attraverso il quale si giungeva al regno dei morti per poi iniziare un nuovo ciclo vitale.
Il mare ,insomma, era come l'inverno, poiché ospitava il riposo delle anime nel buio della terra e permetteva loro di rinascere a primavera, e l'immergersi nelle sue profondità era paragonabile all'inoltrarsi nella stagione fredda.

Perciò adesso, sul finire ed iniziare dell'anno, vita e morte si mescolano come le onde e le scogliere segnano il confine tra i mondi e le stagioni, tra luce ed oscurità.














In questo momento, quindi, il crescere della luna dovrebbe portare consapevolezza nei confronti del cambiamento, che si fa ora strettamente necessario e che invita a "lasciar andare" ciò che non serve più o che non vogliamo portarci dietro inoltrandoci nell'anno nuovo.
Lasciar andare significa adesso anche permettere alle vivaci energie estive di Samos di placarsi e di tornare alla Terra tramite le profondità oceaniche, affinché possano rinnovarsi in attesa della primavera.
Novembre è arrivato ed è tempo di calmarsi e riflettere interiormente, di fare tesoro del vissuto e di preparasi a nuove esperienze.
Assimilare ciò che abbiamo imparato diventa ora fondamentale per pianificare con presenza mentale mentre il riposare e rallentare aiuteranno a trovarsi carichi d'energie da spendere quando tornerà la bella stagione.

Una volta cresciuta insieme al rumore del mare, quindi, la luna di Novembre ci porta al confine fra il vecchio ed il nuovo invitandoci ad attraversarlo fiduciosamente e senza timore del buio invernale.
L'oscurità adesso è una grande alleata e va sfruttata per guardarsi dentro ed aprire il proprio Sè alla fertilità nascosta in essa.












L'inverno, seppure con il suo freddo e le sue poche ore di luce, sarà quindi il miglior momento per mettersi in ascolto e progettare, senza fretta e senza il peso dei sudori estivi.


Secondo l'Ogham ,la pianta di Novembre è Beith, Birch in inglese nonché Betulla nella nostra lingua.
Ad essa il blog sta dedicando un post specifico nella sezione "arborea", poiché è uno degli alberi cosmici ed anche uno dei tre alberi sacri che rappresentano gli stadi della vita secondo la tradizione celtica, ma vi riporto comunque qualcosa in breve adesso, così che possiate rifletterci su.



















La Betulla è fondamentalmente il nuovo inizio, il principio di qualcosa, ed è anche simbolo di pulizia e chiarezza, mentale prima di tutto, figurativamente rappresentati dal bianco della sua corteccia.
E' un albero dal tronco fine e slanciato ed il suo legno veniva una volta usato sull'Isola di Man per fustigare i criminali affinché questo gesto "portasse via" le loro cattive azioni ed influenze.
Nella Betulla torna quindi il senso del "lasciar andare" visto nel canto di Amarigen e rafforza l'aspetto di pulizia legato al saluto all'anno vecchio.
La Betulla, così come il mese di Novembre, invita ad abbandonare i vecchi e cattivi pensieri prima di imbarcarsi verso il nuovo e suggerisce di farlo tenendo a mente la luminosità della sua corteccia che, spiritualmente, brilla come un faro nella confusione dei nostri pensieri, illuminando così la via prima della partenza.













-Ultima curiosità-
il plenilunio di Novembre viene detto anche The Full Beaver Moon, ovvero la Luna Piena del Castoro.
















Questo perché anticamente le popolazioni del Nord America sfruttavano Novembre come ultimo mese utile prima del gelo per posizionare le trappole e procurarsi così le pellicce per riparasi dal freddo invernale (e qui ritorna il tema della preparazione alla stagione buia) .

Perciò, che altro dire?
Sfruttate Novembre per fare un bel piano di lavoro ed appuntatevi ben chiari i risultati che volete raggiungere ma nel frattempo godevi anche qualche dolce alle mele e coccolatevi con una coperta calda poiché sono entrambi ottimi alleati per prepararsi alll'inverno senza infastidire i castori ;)


Buon plenilunio e buoni progetti!

Un abbraccio e a presto,
Simona

PS: volete ritrovare dall'inizio tutti i post dedicati alle parole del bardo Amairgen ?
Facile, basta cliccare QUI :)

2 novembre 2017

Arborea #02 Beith-Birch, La Betulla - prima parte

Novembre è arrivato e siccome con lui è iniziato anche il nuovo anno celtico, Arborea vi racconta dell'albero simbolo del mese e dei nuovi inizi: 
la Betulla, Birch in inglese e Beith in gaelico, il cui significato riassuntivo è quello di spazzare via il vecchio per far posto luminoso al nuovo.


Dato che la Betulla è anche un albero cosmico, o albero della vita, il post sarà ricco e perciò verrà diviso in due appuntamenti.
Quindi non scordatevi di tornare per leggere la seconda parte :)

Come sempre buona lettura e, anche se pare un controsenso per via del sole che da adesso calerà sempre più, felice mese "luminoso" accompagnato dalla luce della Betulla.


La Betulla è un albero dal tronco chiaro, sottile e slanciato.
Si dice che sia un albero pioniere poiché prepara il terreno all'arrivo dei semi dei diversi alberi che insieme a lui formeranno un nuovo bosco.
La Betulla viene attaccata da molti parassiti ma subisce pochissimi danni, perciò è considerata come una pianta resistente a dispetto del suo aspetto esile. Anzi, spesso viene usata proprio per consolidare terreni franosi o per rimboschire i pascoli proprio per le qualità appena viste.

Per via del suo colore chiaro, è considerata poi una pianta femminile, legata alla Luna ed al Principio, al germoglio vitale ed ai primi passi verso il sentiero scelto e che essa illumina grazie alla lucentezza della sua "pelle".
La radice del suo nome significa Bianco Splendente ed è difatti un albero di luce, sia per la sua corteccia ,di cui abbiamo appena detto, sia per il fatto che ,oltre alla Luna, questa sia una pianta dedicata al Sole. La Betulla ,infatti, presiede ai festeggiamenti in onore di Brigid nella festa d'Imbolc, la Candelora, proprio quando la primavera inizia a risvegliarsi ed il sole a risalire.
Quando insomma tutto torna alla Luce.

Essa rappresenta il Primo Mese del calendario celtico, ovvero Novembre, ed il legame fra i due viene chiarito dal significato riassuntivo che apriva il post. L'anno nuovo non può iniziare se prima non si è concluso il vecchio e se non si sono lasciate indietro le influenze negative o quel che ormai non serve più, fisicamente ed interiormente.
In questo senso la Betulla indica pulizia e determinazione nel superare le avversità, perché con la sua luce simbolica dona chiarezza alla mente permettendo di partire con il piede giusto.
Inoltre, il suo suggerimento per riuscire ancor meglio in tutto ciò è quello di avere un cuore gentile e distaccato dall'Ego, così da possedere più oggettività e quindi libertà emotiva.
Questa pianta indica (e può essere scelta come simbolo di) un nuovo percorso interiore nel quale, per ben procedere, si mettono da parte tutti i cattivi pensieri o le influenze inutili, così come le vecchie idee che non hanno funzionato, e si lasciano alle spalle gli insuccessi ed i pesi.

La Betulla è in tutto e per tutto rinascita, pulizia, cambiamento e sacrificio, ovvero un nuovo luminoso inizio al quale approcciarsi con diverso atteggiamento mentale. 

Se la si sceglie come guida del proprio percorso spirituale bisogna concentrarsi su un suggerimento e cioè quello di tenere a mente il bianco del suo tronco che, spiccando alto nel resto della foresta, guida lungo la strada e nella confusione mentale.
Inoltre, il viaggio deve avere uno scopo ultimo, che deve essere chiaro prima della partenza così da servire da guida forte, da punto d'arrivo che tiene concentrati e lontani dalle distrazioni.
Insomma, la Betulla richiede ,ed al tempo stesso è, un focus mentale.














Se per i Celti la Betulla era simbolo di purificazione e di buon principio, per i Germani era l'albero di Donar-Thor, dio del fulmine e della guerra ancor più potente di Odino, e quindi simbolo d'illuminazione e rinnovo.
Inoltre, per la tradizione russa questo albero aveva quattro poteri distinti:
-donare luce al mondo, perché con i suoi rami si facevano le torce più luminose dato che il legno brucia di una fiamma molto viva
-soffocare le grida, perché dal suo legno si ricavava il catrame utile ad evitare il cigolio dei carri
-guarire le malattie, perché con la sua linfa si producono ancora oggi rimedi fitoterapici o preparati cosmetici atti a purificare
-pulire, perché con i suoi rami si facevano scope per le abitazioni e verghe per le saune o i bagni turchi.

La Betulla è fra gli alberi più cari e sacri alla tradizione di diversi popoli poiché, come già accennato, è considerato anche uno degli alberi cosmici attraverso i quali la vita rinasce, e con essa anche la conoscenza superiore.
Ad esempio, per gli sciamani siberiani le anime degli antenati, sepolti nelle foreste di betulle, trovano riposo fra le fronde di questo albero e da lì partecipano alla cerimonia d'iniziazione dei giovani aspiranti sciamani, nella quale il loro primo compito è quello di tagliare una betulla per farne il palo centrale della jurta.
Durante la cerimonia poi, il giovane si arrampica sul palo intonando un canto rituale e ,tramite questo e l'assunzione del Soma, giunge ad uno stato particolare in cui gli viene rivelata appunto la conoscenza suprema. Gli si spalancano cioè le porte tra il mondo umano e quello divino e diventa a tutti gli effetti uno sciamano.
L'albero diventa così il guardiano della porta che apre l'accesso al cielo e quindi alla conoscenza.













Il Soma è il liquido che si estrae dall'Amanita Muscaria, ossia il fungo che cresce solitamente ai piedi della Betulla, e lo stretto legame fra i tre sta alla base della componente magica, e realmente allucinatoria, che vive in ogni tradizione nordica.
L'Amanita è spesso presente nei racconti come fungo velenoso ed il suo succo è considerato dalla tradizione il Re delle Piante e delle Erbe, a volte anche degli dei, e proprio a loro dispenserebbe il magico elisir d'immortalità, la forza vitale, la saggezza ed il dono della veggenza.
Tutto ciò si traduce quindi nell'ancora attuale utilizzo fatto appunto dagli sciamani siberiani per raggiungere l'ebbrezza divina e ,date l'alterazione ed i disturbi che porta il suo veleno pur senza causare la morte, rappresenta una sorta di "risveglio dei sensi" simile a quello vissuto da Odino quando sceglie di sacrificare i suoi occhi mortali per "vedere" con quelli degli dei.


Ecco, ora che abbiamo visto la Betulla nel suo insieme possiamo spingerci un po' oltre e considerarla con gli occhi dei Druidi ,così da approfondirne il senso e coglierne i suggerimenti applicabili alla vita quotidiana ed al miglioramento della stessa tramite qualche spunto riflessivo interiore.
Se questa cosa v'intriga v'invito a tornare giovedì prossimo, per esplorare con me i suggerimenti di questo albero e che si basano sui tre concetti di :

Anticipazione
















Intento












Flessibilità












Perché gli alberi ,come la natura tutta, possono davvero insegnarci come vivere meglio o almeno, possono suggerirci un modo nuovo con cui guardare la nostra vita.
Il che, oggi, non è affatto un male :)

Io intanto approfitto della calma novembrina  e del silenzio per riprendere il filo, fare il punto della situazione, pianificare il lavoro ed il blog e studiare ancora qualche libro lasciato a metà.
E voi? Come si prospetta il vostro Novembre?

Abbraccio e al prossimo giovedì per la seconda parte!


-se volete leggere anche tutti gli altri post di Arborea, potete trovarli QUI-

22 ottobre 2017

Samhain, il capodanno celtico














Nella lingua gaelica irlandese Samhain indica il mese di Novembre mentre in gaelico scozzese è Samhuin, la Festa di Ognissanti, così come anche il Giorno di Calan Gaeaf ,e si pronuncia in due diverse maniere a seconda del luogo, "souin" nel primo e "sov'en" nel secondo.

Samhain è però soprattutto la festa celtica per eccellenza, poiché segna il confine tra il vecchio ed il nuovo anno, e perciò qui le dedicherò molto spazio.
Ad ogni modo sereni poiché tratterò passato e presente intrecciando tutti i temi che la compongono, o quasi.

Ancora una volta, buona lettura!


Se l'inverno astronomico arriverà solo con il Solstizio del 21 Dicembre, quello "spirituale" giunge invece prima, come da buona tradizione celtica, e lo fa con Samhain, esattamente nella notte tanto amata da grandi e bambini ed utilizzata per sfoggiare costumi e reclamare dolcetti.

Nella tradizione celtica la parola Samhain significa "fine dell'estate" e determina appunto il definitivo arrivo di Giamos, ovvero della parte oscura dell'anno, e per tale motivo era considerata tanto cara, poiché l'inverno ed il buio, per quanto spaventosi e freddi, incarnavano l'inizio, il grembo della Dea.
Per i Celti, infatti, l'anno era composto da sole due stagioni, Inverno ed Estate, rispettivamente Geimredh e Samradh che iniziavano a Samhain e a Beltane, ed essi tenevano conto di solstizi ed equinozi solo come momenti intermedi e minori.
Inoltre, consideravano l'inizio di tutto "in anticipo" e perciò ogni giorno nasceva con le ore notturne e l'anno nuovo con la sua parte invernale.

Samhain è infatti il Capodanno Celtico e si festeggia dalla notte del 31 Ottobre fino alla giornata successiva, proprio come accade nei paesi anglosassoni in cui ,nella stessa notte, si celebra Halloween ( All Hallow's Eve ) e cioè la Vigilia di Ognissanti.














Per rendere le cose più scorrevoli e chiare, invece di vedere Samhain solo nel suo più puro aspetto celtico, è meglio tenere a mente ciò che è sopravvissuto nelle tradizioni e che ancora oggi fa risuonare l'eco di una festa grandiosa, che nulla ha a che fare con il demonio anche se viene detta Festa dell'Oscurità. A fine Ottobre infatti, sostanzialmente si festeggia la vittoria delle tenebre sulla luce ma lo si dovrebbe fare con un'accezione prettamente naturale:
l'estate è finita, il sole cala e la terra inizia il suo ciclo di riposo per affrontare meglio il freddo e resistergli, un po' come fanno gli animali quando vanno in letargo.

Forse gli aspetti più conosciuti di questa festa sono tre ed è bene iniziare da loro per capirne meglio il significato. Vediamo quindi in ordine la Festa dei Morti, i Banchetti Solenni ed i Sacrifici.

Nella tradizione pagana la morte di festeggiava come un aspetto della vita, l'altro lato della medaglia, ed era considerata soltanto come un nuovo inizio, una fine che darà origine ad una rinascita.














In questo senso i Celti festeggiavano senza tristezza e si dedicavano ai balli ed ai canti, per propiziarsi chi aveva già passato la soglia affinché non tornasse infastidito, e per riaffermare il valore stesso della vita, preziosa finchè c'era e pronta ad affrontare anche la stagione invernale.

Certamente la festa possedeva un suo aspetto magico molto forte, poiché nella notte "sospesa" tra il 31 e l'1, tra un anno e l'altro e sopratutto fra le due stagioni, secondo la tradizione si aprivano le porte del Sidhe ( l'aldilà celtico ) e sia umani che esseri fatati avevano libero il passaggio fra i mondi, quello visibile e terreno, quello invisibile e spirituale.
I morti ed i vivi potevano visitare i mondi a piacimento perché il velo del tempo diventava inesistente, non c'erano più confini e le opportunità di scambio si mescolavano ai pericoli dati dalle stesse.

Per i Celti, come anche per i Maya o gli Egizi, l'anno possedeva dei "giorni senza tempo e senza spazio", considerati sacri e magici come l'alba o il crepuscolo, che non sono né giorno né notte, o come la spiaggia, che non è né acqua né terra.
E così era la notte di Samahain quando il tempo diventava magico e critico allo stesso momento e proprio per questo bisognava celebrare, per accogliere le opportunità, per affrontare la paura e per proteggersi  dagli eventuali pericoli dati dai contatti con gli spiriti.

Di tutto ciò, oggi, nei paesi cristiani è rimasta la tradizione di onorare i Santi ed i Morti lasciando sulla tavola del cibo e delle bevande destinati a loro (da non mangiare assolutamente per non fare un dispetto ) e che prendono nomi diversi a seconda dei luoghi.
In Galles, ad esempio, è "il cibo per l'ambasciata dei morti" mentre in Bretagna è "il cibo per la festa dei morti" ma il concetto mi pare chiaro e rispecchia l'origine pagana del gesto che vedremo ancora più avanti.
















Ad ogni modo, anche se la componente magica era forte, i Banchetti Solenni di Samhain avevano anche una motivazione pratica, che si ritrova ancora oggi in Scozia con il nome di Nos-Galan-Geaf ossia la Notte delle Calende d'Inverno.
In questa notte si usava radunare tutto il bestiame dei vari pascoli al caldo delle stalle invernali e ,una volta calcolata la disponibilità di foraggio per l'inverno, si macellavano i capi in eccesso e che non potendo essere conservati venivano cucinati ed offerti a tutti.
Per quasi una settimana intera c'era quindi carne disponibile a tutti, anche ai più poveri, e dato che i prodotti della terra dovevano essere raccolti entro il 31 Ottobre, poiché poi sarebbero andati ai folletti o spiriti maligni detti Pùca, c'era cibo in quantità e diventava quasi obbligatorio consumarlo e perciò festeggiare.

La questione Sacrifici è in parte legata ai banchetti, poiché il sangue delle bestie uccise veniva offerto alla Terra e ai Fomori (dispensatori sia di fertilità che di rovina) come ringraziamento e si è tramandata nel tempo, pur subendo qualche modifica.
Infatti, alla Vigilia di San Martino, vicino alla ex data di Samhain secondo il calendario giuliano, nel 1800 si usava versare sangue di animai domestici come galli o maiali, consumati poi come cibo rituale ed anche offerti "al Signore" come garanzia di fertilità.
In base ai ritrovamenti archeologici risulta che nel periodo primitivo ci fossero anche sacrifici rituali umani, atti sempre al medesimo scopo di ringraziare, e che le persone prescelte fossero in qualche modo consapevoli e fieri della propria sorte.

Il tema della morte, quindi, trova largo spazio nelle celebrazioni di Samhain e risuona fortemente anche nei festeggiamenti che ricordano la Caccia di Cernunnos, il quale sul finire dell'anno si prepara a tornare all'Altromondo e lo fa cacciando nei cieli ( = recuperando a sé ) le anime di coloro che sono morti nell'anno appena trascorso e che ormai sono divenute spiriti animali.
















La Caccia di Cernunnos, che ora prende il posto di Maponos accanto alla Dea, non fa altro che riproporre la rituale caccia la cinghiale cosmico (già vista qui) ed esprime il profondo significato del ritorno dei morti alla terra stessa, terra che seppure dura e fredda li conserverà dentro di sé per farli rinascere sotto nuove spoglie a Primavera.
In questo momento ,quindi, le parole chiave sono pazienza e fiducia nella crescita lenta e senza fretta nel grembo scuro di Giamos, poiché tutto rinascerà a nuova forma dopo l'apparente morte invernale.














Ora che abbiamo visto i tre aspetti fondamentali della festa possiamo passare a quelli forse più "di moda" ma che trovano comunque le loro origini nel passato. Si tratta di Travestimenti,  Luci nelle Zucche ed il binomio Dolcetto-Scherzetto.

A Samhain l'anno cambia, la continuità del tempo si spezza e questo si sospende in un momento magico che può rendere possibile l'impossibile.
Spiriti e uomini possono vagare a loro piacimento e per quanto ciò sia bello, perché ci fa sentire più vicini ai nostri cari che non ci sono più fisicamente, porta anche una sorta di leggera paura fra i vivi.
Dagli uomini dell'antichità questo discorso era molto sentito, perché la vita era più semplice e perché il collegamento con la natura era più forte, e così, per esorcizzare i timori essi infrangevano le regole di comportamento e vivevano la festa con lo spirito della dissoluzione, travestendosi in ciò che non erano, o non era concesso, e giocando scherzi ad altri un po' come si fa ancora oggi ad Halloween.


Badate bene però che ciò non significava ,e non dovrebbe farlo nemmeno ora, fare deliberatamente del male a qualcuno ma si traduceva piuttosto in cose semplici come vestirsi da donna per un uomo o rovinare il campo di qualche persona scortese.
Questo era il tempo in cui i giovani potevano essere irriverenti nei confronti degli anziani ,o avevano la libertà di vestirsi da spiriti per spaventare la gente girando di notte nelle campagne buie, ma ciò non significa che Samhain fosse la notte in cui poter liberamente uccidere qualcuno e farla franca.

Certamente l'abbandono dei codici sociali dovrebbe essere accompagnato dal famoso sale in zucca e nel rispetto della vita ma bisogna ricorda che molto di ciò dipende anche dagli ambiti tradizionali.
Infatti, presso gli sciamani siberiani si trascendono ancora oggi i limiti esistenziali della sfera sessuale, per fare esperienza della natura umana nella sua totalità e per avvicinarsi il più possibile al mondo spirituale, ma questo non deve passare come pratica comune di Samhain.

Insomma, un conto è essere uno sciamano che vive in Siberia ed un altro è coltivare l'amore per le tradizioni nella società attuale. Come dicevo prima ,sale in zucca :)

L'esempio della dissolutezza sciamanica mi porta a divagare un attimo e a dirvi due parole su un'altra pratica legata a questa festa, ovvero la Divinazione, il contatto con l'altromondo che permette di guardare avanti, oltre, al di là, tramite la lettura di carte, rune o oracoli.










A questo proposito bisogna ricordare che i Celti, come altri popoli antichi, si preparavano ad affrontare l'inverno ,che sarebbe stato duro senza corrente elettrica, acqua calda, riscaldamento ed ospedali, e quindi divinavano per trovare una sorta di sicurezza nel futuro.
Molto spesso si divinava per capire se si sarebbe trovato marito ma si trattava anche una sorta di passatempo per esorcizzare ancora una volta la paura di questa notte così magica.

Le Luci nelle Zucche e i Falò si ritrovano ancora oggi in Gran Bretagna nel Guy Fawkes Day o nell'usanza di lasciare accesi dei lumi fuori dalle porte per segnalatela strada di casa agli antenati defunti e chissà, forse le zucche intagliate ricordano i crani collezionati dai Celti o forse si usano perché sono verdure di stagione che permettono un certo divertimento decorativo.
Quel che è sicuro però è che ancora oggi le famose Jack-o-Lantern sono una tradizione viva e molto diffusa.


Ad ogni modo, per quanto non sia chiarissimo il significato della zucca, lo è invece quello del fuoco dei falò, simbolo della luce e del nuovo anno.
Nell'Irlanda precristiana ,infatti, alla vigilia di Samhain tutti i focolai domestici dovevano essere spenti e pronti ad ricevere il Nuovo Fuoco che veniva acceso a Tlachtga, luogo simbolo dell'inconscio, dell'intuizione e regno esclusivo della Dea non accompagnata dal Dio.
Da qui il fuoco, acceso dalle donne e dono della Dea alla tribù, veniva portato in tutte le case tramite tizzoni ardenti e brucianti oggetti lasciati in offerta.













Il fuoco di Tlachtga accendeva per primo quello di Tara, residenza dell'Alto Re e centro a struttura quadra simbolo dello stabile rapporto fra divinità  tribù. Poi giungeva in tutte le case, dove la gente lo accoglieva ritirandosi a riflettere sui nuovi progetti e sulle speranze future.
Infine, esso serviva anche come simbolo di protezione dal buio e dall'oscurità invernale e fungeva da accoglienza verso gli antenati affinché questi si sentissero ben accolti e rispettati.

Questo discorso ci porta un po' all'ultimo elemento della festa, il Dolcetto-Scherzetto, che implica il tema della condivisione.


















Secondo gli usi, nella notte di Samhain, si lasciava del cibo per i morti che ,come già visto, non andava mangiato per non attrarre maledizioni.
Però ,come spesso accade nella tradizione celtica, gli opposti convivono per questioni di equilibrio e così, oltre agli spiriti, quella notte vagavano anche i vivi, detti Messaggeri dei Morti, che cantando filastrocche bussavano di porta in porta chiedendo le Torte dell'Anima.
Queste,  preparate per l'occasione, venivano mangiate dai messaggeri (detti Cehadon) che solitamente erano le persone più povere della tribù e che oggi possiamo idealmente e rivedere nei bambini che suonano alle porte nella notte di Halloween.
Certamente ora si confondono un po' gli aspetti tradizionali però come vedete è ancora vivo il concetto della condivisione tanto cara alla tradizione precristiana.

Abbiamo fin qui visto tutti gli aspetti di Samhain più comuni e per concludere ve ne racconto uno che forse è meno conosciuto.
Si tratta dell'usanza di consumare mele o di giocare con esse perché infatti, se Ottobre è il mese della zucca, per tradizione e per profondo significato simbolico è anche quello della mela.














La mela è simbolo dell'Altromondo, del contatto con gli Dei e con la componente divina della vita, come ci mostra anche la storia di Adamo ed Eva.
Però, se per la tradizione cristiana la mela è diventata simbolo del peccato, anticamente essa aveva la pura valenza di frutto magico con cui si sfamavano i morti degni dell'Eterno Banchetto dell'Altromondo e rappresentava quindi la trasformazione finale del ciclo umano.
I Celti infatti credevano che le persone, una volta trapassate, raggiungessero l'Eamhain Abhlach, la Terra dei Meli i cui frutti erano magici perché racchiudevano i tre colori base dell'esistenza (
Rosso-buccia, Bianco-polpa, Nero-semi ) ,e proprio per questa simbologia trina così profonda li inserivano nei festeggiamenti di Samhain.
Un passatempo diffuso era quel che inglese ancora oggi si chiama "bobbing for apples" e che consisteva nel tentare di raccogliere una mela galleggiante con la bocca, senza usare le mani.
















Questo era sicuramente un gioco, un divertimento, ma la presenza della mela nell'acqua ,unita al fuoco nella versione scozzese del gioco, riportava in vita la triade celtica che stava alla base del viaggio dell'anima nell'Altromondo.
Insomma, si giocava ed al contempo si celebrava il passaggio dei defunti tenendo presenti i doni di amore, conoscenza, morte ed immortalità che la Dea dispensava alla Tribù tramite le mele sacre.













E a proposito d'immortalità e magia, sapevate che:
-i semi di mela contengono il cianide capace di uccide un adulto che ne mangi mezza tazza?
-in tutti i miti del passato la mela rappresenta il viaggio verso una meta che trascende la vita terrena?
-ancora oggi si usano le mele negli incantesimi d'amore e che il Crab Apple (appartenente rimedi ai fiori di Bach) è indicato per chi desidera che tutto sia immacolato e perfetto e perciò assimilabile al divino?
-il raccolto delle mele veniva celebrato dai Celti tanto quando quello delle nocciole perché equivalente simbolo di saggezza, segreta conoscenza e sapienza magica?


Ora che conoscete molti degli aspetti di Samhain, magari vi sentite attratti dalla sua magia e vi state chiedendo come celebrarlo nel vostro piccolo, a casa vostra, dove non potete accendere falò o portare secchi di mele.















Beh, come sempre si può fare e basta iniziare da se stessi, entrando nell'ordine di idee che questo è il momento di raccogliersi e passare più tempo in casa, convogliando le energie all'interno e dando ascolto al proprio lato spirituale e interiore.
Meditare, riflettere e pianificare sono quindi tutte attività ora predilette ma sarebbe anche un buona cosa dedicare un pensiero a chi non c'è più ,ringraziandolo per il suo passaggio e magari lasciandogli un piccolo dono o una candela accesa nella notte del 31 Ottobre affinché l'energia circoli e la condivisione rimanga viva.

Se avete degli amici e lo spazio necessario, festeggiate all'aperto, magari coprendovi con un bel maglione caldo e ballando in allegria. I Celti erano molto consapevoli della morte e per questo avevano tanto cara la vita, perciò impariamo da loro e festeggiamo senza tristezza finché siamo qui.
















Anche decorare casa con zucche, mele e candele negli stessi colori può essere un modo per ricreare una bella atmosfera festiva. Inoltre non dimenticate di trascrivere su un foglietto quel che volete lasciar andare e di bruciarlo in un contenitore alla viva fiamma del Nuovo Fuoco Sacro.
Se vi fa piacere potete accendere la candela in cucina, centro della vita di casa, e poi portarla simbolicamente in ogni stanza, così da illuminare tutti gli aspetti ed i momenti che vivrete nel nuovo anno. Ricordate che se Samhain è la Festa dell'Oscurità essa è anche la celebrazione del suo opposto, della Luce che Rinasce.
Quindi cercate di equilibrare le due cose e di dare la giusta importanza ad entrambe.
















Candele rosse come simbolo di rinnovamento ed energia vanno benissimo ma si possono anche accendere lumi neri se ci si sente più vicini all'inconscio e agli aspetti femminili della Dea Terra. Infine anche il bianco è da considerare se si vuole enfatizzare la propria razionalità e far sì che guidi nell'anno a venire.
Potete bruciare nel falò qualche ramo di melo per tutta la simbologia vista poco sopra o ancora accendere candele a forma di mele se avete l'occasione di trovarle, così da avere tutti e tre i colori insieme.

Il fuoco brucia il vecchio illuminando ed alimentando il nuovo, esso scalda il freddo e porta luce nel buio. E così è Samhain, la festa di una fine buia e fredda che è anche un nuovo luminoso inizio.














Cercate di conservare nel cuore quest'ultima frase ed approfittate di questo momento per festeggiare insieme la morte e la vita, il sonno e la veglia.
Ora si accende il famoso Calderone celtico di Cerridwenn ed il ribollire della sua acqua porterà la giusta umidità ai semi che ora dormono nella terra, affinché si trasformino in fiori a Primavera.

La nota di chiusura è dedicata al Tasso, pianta sacra della festa di Samhain.
Il Tasso è un albero che parla di morte ma anche d'immortalità e per tale motivo si trova spesso nei cimiteri antichi. Il suo legame con la morte è dato dal veleno presente nella sua corteccia e nelle foglie e perché con esso venivano costruiti gli archi da guerra. L'immortalità invece risiede nel "comportamento" della pianta stessa nei confronti della vita poiché viene assimilata ad una pianta sempre verde e che può vivere per più di 2000 anni.














In realtà una parte del Tasso ,quella più interna e vecchia, muore ma al tempo stesso l'albero propaga i suoi germogli direttamente nel terreno, creando da lì nuove radici ed espandendosi intorno all'albero d'origine. La pianta cresce quindi intorno a se stessa ed in certi casi dal di fuori è quasi impossibile capire il suo sviluppo.
Tale capacità di "autorigenerarsi" le conferisce perciò il simbolo d'immortalità di cui dicevamo e lo pone come simbolo di rinascita e reincarnazione tipici della festa.

Spero che anche questo post vi sia piaciuto e dato che siamo al giro di boa vi ricordo che potete trovare gli articoli dedicati alle altre feste celtiche a questo link ,al quale, come noterete, manca ancora Yule ma solo perché attendo di aggiornarlo a breve.


A tutti voi felice Samhain e buoni dolcetti di Halloween :)

-se vuoi leggere altri post di "Celtica" puoi cliccare QUI e troverai l'elenco completo a fondo post-

11 ottobre 2017

Job Like This - interviste ai professionisti freelance

Il tempo vola e mi sono resa conto solo adesso di non aver mai condiviso una cosa, piccola ma alla quale tengo molto, come professionista e come persona :)

Si tratta di un'intervista richiestami ,ben prima dell'estate, dal sito JOB LIKE THIS, il quale si propone di raccogliere le storie professionali di chi lavora come freelance, esattamente come me ma nei diversi ambiti.
Ci sono infatti vite e risposte di fotografi, direttori creativi, grafici, web designer, di persone che si occupano di social media, di multimediale o d'arte, di filmmakers, artisti 3D, produttori audiovisivi ed anche cacciatori di talenti o figure che si occupano di dare consigli su determinate carriere.

Insomma, c'è di che curiosare ed il bello è che lo si fa all'estero poichè tutte le interviste sono di persone straniere.
Eh già, io sono l'unica italiana per ora :)

Ad ogni modo v'invito a fare un giro perché sentir parlare la gente del proprio mestiere ,e quindi anche della vita correlata, è sempre interessante, soprattutto quando si tratta di freelance jobs e quindi di lavori "insoliti" o poco conosciuti.

Per quel che mi riguarda sono felicissima di aver potuto parlare di me, non tanto per il fattore "notorietà/palcoscenico" quanto più per il momento in cui è giunta l'intervista.
Avevo difatti compiuto gli anni da qualche mese ed erano 40, una svolta per me importante a livello interiore poichè raccontava la chiusura di un cerchio faticoso dato dalla rinascita ,e finalmente anche l'inizio di una nuova parte della vita, più consapevole e felice.














Ci sono momenti in cui la vita stessa ti fa sedere e ti spinge a guardare la strada percorsa e questa intervista, per me, è stata la seggiola sulla quale rifiatare e darmi una pacca sulla spalla.

Crescere non è mai semplice e penso lo sia ancora meno se si ha dentro un animo molto sensibile e creativo. Inoltre, fare i conti con la realtà e trovare il giusto equilibrio con essa vuol dire "fare la vita" e trovare la famosa quadra per vivere serenamente nonostante tutto.

Con mia immensa fortuna ( e tanto lavoro ), io l'ho trovata nell'illustrazione, professionalmente parlando, e nella mia crescita personale/spirituale e sono grata per tutti gli ostacoli vissuti fin qui perché mi hanno realmente fatto capire l'importanza dell'equilibrio interiore e cosa significhi costruire ogni giorno una sana autostima, nel rispetto di sé e del mondo intorno.

So che ci sono amici che al momento stanno faticando tra vita ,lavoro e amore di sé e spero che leggere le avventure di altri possa dar loro la giusta carica emotiva con cui costruire la propria serenità/felicità/quotidianità.

Coraggio creativi!
Fate vivere qualche sogno, fosse anche solo un hobby con cui passare del "buon tempo", e se poi volete trasformarlo in un lavoro allora dateci sotto.
Studiate, arrotolatevi le maniche, fate sacrifici e dedicatevi ad esso con l'anima.
Niente arriva gratis e c'è da sgomitare ma alla fine ne vale la pena perché ,in fondo, si tratta della vita. Meglio quindi costruirla bene, no?

Un abbraccio e tante positive vibes per ogni vostro progetto :)

Ah, quasi scordavo!
Qui trovate la mia intervista .

5 ottobre 2017

Amairgen e la Luna #01

Come anticipavo con questo post d'apertura, da oggi vedremo più da vicino il poema di Amairgen, il quale ci terrà compagnia per un anno intero all'arrivo di ogni Luna Piena.

Sarà quindi un appuntamento mensile, un modo per ritrovarsi e seguire ancora una volta la ciclicità della vita con occhio celtico ,così da trasformare il passare del tempo in una sorta di rituale con cui sfruttare al meglio le energie scoprendo anche qualcosa di nuovo.

Spero che vi piaccia e vi auguro buona lettura :)
















Il tredicesimo mese del calendario celtico è l'ultimo ma io ho scelto d'iniziare da qui perché ,in realtà, ogni fine non è altro che un nuovo inizio e ciò lo dimostra anche il fatto che con la fine di Ottobre, per i Celti, si apre l'anno nuovo.
Perciò inauguriamo questa parentesi celtico-lunare dedicandola al plenilunio di Ottobre (stasera appunto), chiamato da Amairgen "Luna del Cinghiale", al quale egli intona questo canto:

"Benvenuta Luna del Cinghiale!
Mentre l'anno volge al termine e le foglie assumono i loro colori di morte, il Cinghiale degli dei viene cacciato in tutta la terra, lasciando un dono di fertilità in ogni centro del potere. Prima di dare nuovamente il benvenuto all'oscurità, arricchiamo il mondo con un dono proveniente dalla luce".


Ottobre è quindi giunto ed Amairgen canta le sue lodi alla Luna indossando le vesti del Cinghiale Cosmico, il quale si trova ora nel pieno della battaglia.
Come già abbiamo visto nel post sulla festa di Mabon, infatti, il Cinghiale, ultimo dei quattro animali sacri ai Celti, si sta scontrando ora con Maponos, il signore dell'Estate e possessore dell'energia verde di Samos, e presto lo sconfiggerà, proprio al limitare del mese quando il buio invernale di Giamos riprenderà il totale sopravvento.

Il simbolismo di tutto ciò è abbastanza chiaro, la stagione calda lascia il posto a quella fredda, il sole diventa meno luminoso e le forze di crescita della Terra vengono rallentate.














La discesa del Cinghiale nel buio dell'Inverno non va però vista come un viaggio di distruzione, bensì come rinnovamento.
Infatti, se il Signore dell'Estate viene ora distrutto e fatto a pezzi come si racconta nella tradizione gallese, le sue parti sparse qui e là serviranno alla Terra come nutrimento e semi che il buio di Giamos terrà al caldo fino alla prossima primavera.

Perciò, seguendo il canto, vediamo come l'ultimo sprazzo d'energia estiva venga usato dalla vita per alimentare se stessa ,invitando quindi anche noi a fare lo stesso e a raccogliere le poche forza rimaste per avviare, un passo alla volta, nuovi progetti.

L'oscuro oceano dell'Altromondo è salito e cresciuto insieme alla luna ,sbattendo con forza sulle scogliere di Samhain ed attraendoci così verso le sue profondità.


E' autunno, è semplicemente tempo di tornare a Casa, dentro di sé.

La luna si è fatta piena, illuminando la Terra d'Ottobre con i suoi colori aranciati e lasciando a noi il compito di raccogliere ciò che è rimasto dopo lo scontro con il Cinghiale, per conservarlo come l'ultimo dono della fertile luce di Samos.
Allo stesso modo ,quindi, è bene ora raccogliere i frutti dell'anno appena trascorso ed usarli per guardarci dentro, con soddisfazione ed in maniera serena, mentre il mese volge al termine e si prepara al nuovo.
La luna poi calerà e con il definitivo termine dell'estate sapremo che avrà inizio un nuovo ciclo.


Noi ci rivediamo al plenilunio del 4 Novembre per la "Luna della Scogliera" ma nel frattempo vi lascio qualche curiosità riguardo alla NgEtal, la pianta sacra di Ottobre secondo l'Ogham celtico.

















Il NgEtal, in inglese Reed, è il Giunco, quella canna acquatica che spunta a ciuffi lungo gli argini dei fiumi ed in cui spesso si nascondo i lucci attendendo le piccole prede.
Il Giunco, così sottile ed affilato, ricorda una freccia che punta verso il cielo, pronta a scoccare verso lo sconosciuto e che infine atterrerà in un punto specifico.


Per i Celti, questa immagine aveva un significato profondo poiché rappresentava il desiderio di ricerca oltre ciò che già si conosce e si è appreso ed assumeva ancor più importanza se tale desiderio aveva un punto d'arrivo ben definito. Questo perchè la "freccia della scoperta", determinata da uno specifico bersaglio, avrebbe sicuramente centrato il punto una volta librata nel vuoto dell'aria.

La simbologia del Giunco è quindi chiara ed invita ad avere intenzioni molto precise prima di lanciarsi nelle imprese poiché solo con tale chiarezza si sarà in grado di portare ordine nel caos e di fare luce in tutto quel che circonda e distrae.

Secondo la tradizione celtica, il Giunco aiuta a rafforzare la propria capacità di costruirsi adeguate armi spirituali e permette di trovare la direzione nella propria vita ed è per questo che rappresenta il mese di Ottobre.
Adesso, infatti, chiarendo i propri intenti e dando significato alle giornate ,saremo capaci d'iniziare al meglio l'anno che si prospetta e, aggiustando le piume delle nostre frecce, potremo affinare la Via, la direzione verso la quale tendere per raggiungere i nostri desideri.

Ora le azioni sono secondarie agli eventi che avvengono prima o dopo il lancio della freccia.
L'importante è la determinazione e la corretta convinzione con cui la si scaglia, perciò è necessario chiarire gli intenti prima d'incoccarla sulla corda del nostro arco.

Sapevate che la luna piena di Ottobre, nelle tradizioni, è detta anche Hunter's Moon, ossia la luna dell'arciere cacciatore?
Ovviamente non è un caso :)










Buon plenilunio e forza!
Avete un mese intero per mettere a fuoco il bersaglio e son certa che con un po' di dedizione e concentrazione ce la farete.
Ottobre è un buon mese e bisogna sfruttarlo al meglio per mettere in moto un nuovo meraviglioso anno.

Un abbraccio e a presto,
Simona

1 ottobre 2017

Felice Ottobre !

Non un vero e proprio post ma piuttosto un saluto, un benvenuto al mese di Ottobre :)


Ottobre è qui.
Che siate tradizionalisti o meno, è tempo di zucche da collezionare, esibire, intagliare o mangiare.
E' anche il mese perfetto per tirare fuori le scope da strega e spazzare via tutti i pensieri negativi per far posto al nuovo che giungerà a fine mese con la chiusura dell'anno celtico.

Secondo l'Ogham, la pianta magica di questo periodo è il NgETAL Reed ossia il Giunco, la sottile freccia capace di portare ordine nel caos.
Se siete curiosi di saperne di più, passate sul blog il 5 del mese, in occasione della Luna Piena.
Ah, scordavo, volete una zucca ma non avete posto?
Scegliete una delle mie, mini e fatte a mano con soffice lana.













Come dite? Non amate le zucche ma preferite piuttosto un simbolo autunnale più boschivo?
Beh, allora perché non vi concedete una ghiandina magica?
Oggi ,sul mio tavolo da lavoro incantato ne sono spuntate tante, tutte di Quercia.
La Quercia, albero sacro ma anche simbolo di forza interiore e giusta sovranità.
E' la pianta che insegna a crescere rispettando la propria autenticità e l'integrità morale, nonchè a coltivare un maturo senso di cosa sia giusto per se stessi nel mondo.
La Quercia racchiude gentilezza ,stabilità e fiducia, la fiducia nei piccoli passi che, uno alla volta, possono portare lontano.

Prenotate anche voi una ghiandina, da conservare o da regalare a qualcuno.

Disponibile in tre toni autunnali ,a scelta.












Se poi siete disponibili ad adottare dei piccoli amici sappiate che la volpina rossa, il pettirosso nel nido ed il topino bianco, sempre fatti a mano da me, sono tutti in cerca di casa:


































"Gael" è un nome bretone ,d'origine germanico-celtica, ed il suo significato è sostanzialmente quello di Signore Generoso. Non a caso ho pensato di darlo a questo topino, il quale porta con sè una chiave che viene dalla generosità di una persona cara.
Perchè la magia è sempre intorno a noi ,solitamente nei piccoli gesti, e questo è il mio modo per condividerla con voi.

Per ogni richiesta di info e costi mandate una mail a tissi76@gmail.com e non scordate d'inserire nell'oggetto la parola HANDMADE.
Infine, ricordatevi che da qui potete accedere direttamente al mercatino dove troverete altre mie piccole creazioni realizzate a mano. 
Felice Ottobre!