22 settembre 2017

Equinozio d'Autunno: la celtica Mabon

L'Equinozio d'Autunno cade tra il 20 ed il 23 Settembre e celebra la discesa del Sole ed il tramonto dell'anno verso la stagione autunnale, la quale porterà nel buio dell'inverno ed al riposo della Terra.














E' perciò un momento critico, un po' come il suo riflesso ,l'equinozio primaverile, e si pone come rito di passaggio, un nuovo attimo in cui il mondo visibile ed invisibile si avvicinano in quel magico istante in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata.

Per noi uomini moderni questo istante non ha più la valenza che aveva nell'antichità ma a ben pensarci conserva realmente in sé qualcosa di magico che influisce sul nostro umore e che, sotto pelle, ci fa avvertire il cambiamento ed il mutare dei ritmi naturali.
In fondo, che lo si voglia ammettere o meno, i nostri corpi somigliano moltissimo alle piante o agli animali e sarebbe sciocco dirsi distaccati dall'ambiente stesso che ci ha generati.
Perciò, invece di prendere di petto l'autunno che giunge, forse conviene curiosare nelle tradizioni ed aprire un sorriso all'altro lato della vita, quello oscuro e che fa comunque parte di noi.
E badate bene che con "oscuro" non intendo negativo ma solo "nascosto/interiore", quello che spesso si tende a non voler guardare proprio perché profondo e quindi più faticoso da affrontare.


Anticamente, il 21 Settembre si festeggiava Mithra, signore del Cosmo e mediatore fra gli Dei e gli Uomini, il quale divenne ,per la tradizione cristiana, San Michele, l'arcangelo di fuoco e luce contrapposto al suo gemello Lucifero.
Nei paesi anglosassoni, infatti, l'equinozio d'autunno è detto ancora oggi Michaelmas e viene celebrato con rievocazioni che ricordano il famoso scontro.
















Questa festa ,che in realtà copriva tutto il mese di Settembre e che era dedicata anche agli altri due arcangeli ,Gabriele e Raffaele, era anticamente anche il periodo dei rituali eleusini, i quali portavano avanti le celebrazioni in onore del Grano, di Demetra e di Persefone, già iniziati ad Agosto con la precedente festa celtica di Lughnasadh.
L'Equinozio d'Autunno è difatti la festa di chiusura dei raccolti e vede il simbolico completamento degli stessi nella maturazione della frutta, soprattutto dell'uva.

Proprio in settembre, infatti, un po' in tutte le zone rurali si svolgono le feste del raccolto ( o feste dei pagliai ) per ringraziare la terra per ciò che ha offerto tramite la sua collaborazione con il lavoro dell'uomo, e proprio tali festeggiamenti sono il retaggio delle antiche usanze celtiche che con Mabon chiudevano i temi cerimoniali iniziati a Lughnasadh.

Mabon, il corrispettivo celtico dell'Equinozio d'Autunno, è l'ultima festa che troviamo nella metà luminosa dell'anno secondo la ruota dell'anno prende anche il nome di Alban Elved, ossia "Luce dell'Acqua".














Per il Celti essa cade tra il 20 ed il 29 Settembre e secondo la tradizione gaelica questo è il momento in cui il Sole cala per immergersi nell'Oceano Cosmico, scuro e profondo come il buio invernale, dal quale rinascerà rigenerato a Primavera.
Da qui già s'intravede il significato purificatorio dell'Autunno che grazie all'elemento Acqua, simbolo della stagione, pulisce e lustra dagli eccessi estivi e ci invita a guardare dentro di noi, nello specchio delle emozioni e dei ricordi che costituiscono la vita che abbiamo vissuto fino ad ora.

L'Acqua spinge all'interiorità, a quel sonno che pur spaventando o rattristando molte persone dovrebbe essere semplicemente visto come periodo di riposo poiché, in sostanza, tutta la Vita si prepara al ritorno verso la Madre Terra e verso il suo abbraccio che proteggerà dal freddo invernale.














Come abbiamo visto la festa di Mabon è diventata nel tempo la celebrazione di San Michele che sconfigge il drago (l'oscurità) con la sua lancia.
Anticamente però essa era in parte ancora dedicata al suo predecessore pagano Lugh, (già festeggiato a Lughnasadh), il quale ,utilizzando una lancia luminosa, sconfiggeva i Fomori, ugualmente simbolo di oscurità.
Difatti, se a Michele sono dedicate le Sacre, poste in alto sui colli e dette anche tumuli di San Michele, queste stesse alture erano un tempo associate a Lugh, il campione che era riuscito a stringere un accordo fra Tribù e Terra (per maggiori info vi consiglio di leggere il post sulla festa di Lughnasadh qui).


Con Mabon i Celti ringraziavano ancora una volta la Terra per aver sopportato, oltre alla semina,
anche il taglio del raccolto.














Questo atto infatti, considerato duro nei confronti della Dea, richiedeva un rituale appropriato, affinché la terra si disponesse positivamente alla semina futura, e perciò il mietitore dell'ultimo covone poneva gran cura nel suo svolgimento.
Nell'ultimo covone si credevano potenzialmente concentrate sia fertilità che carestia e perciò il mietitore, scelto a caso, lanciava sul campo il falcetto voltato di spalle, così che il taglio delle piante risultasse un atto prescelto dagli Dei e non dall'Uomo e così da non fare alcun dispetto alla Terra.

Dopo il taglio ed il raccolto, al mietitore dell'ultimo covone spettava il compito d'intrecciare con esso una "bambolina di grano", da custodire come spirito fertile della Dea/ Terra.




















La bambola si conservava fino al raccolto successivo ,quando veniva bruciata per tornare alla Terra e per essere sostituita dalla successiva alla fine della nuova mietitura.
Nel frattempo, però, si teneva in luoghi particolari, come un albero (simbolo della sua restituzione alla Terra), una cucina o una chiesa (in cui spesso si custodivano gli strumenti agricoli) o ancora in una dispensa di semi per la primavera successiva.
In quest'ultima, la bambolina avrebbe insegnato loro il potere di una buona crescita, fungendo così anche da ulteriore buon augurio.

Tutto ciò si faceva se il raccolto era stato buono.
Invece, se era andato male, si dava alla bambolina il nome di Cailleach, la sterile megera che, non essendo legata alla fertilità ,veniva di solito seppellita nel giardino di qualche persona non desiderata oppure utilizzata in rituali di magia nera.

Durante le celebrazioni di Mabon, si usava preparare torte da condividere come cibo rituale accompagnato da canti e da particolari rappresentazioni.

In alcuni paesi queste tradizioni sono vive ancora oggi e mostrano gli uomini (simbolo del Dio) mentre fingono di distruggere gli strumenti agricoli (simbolo della Tribù) che vengono invece salvati dalle donne (simbolo della Dea), le quali festeggiano la vittoria preparando del cibo da condividere (simbolo della Terra).















Tramite ciò si riporta in vita lo schema mitologico della Triade celtica, la quale collega fra di loro gli elementi Dio-Tribù-Dea e li unisce ulteriormente alla Terra, alla quale spetta il post d'onore della festa.
Con Mabon l'energia oscura di Giamos riprende il sopravvento, i ritmi cambiano nuovamente e l'uomo deve faticare per riallinearsi con essi.
Cambia la stagione e si ritorna al periodo in cui raccogliersi in casa e guardarsi dentro diventano le occupazioni principali a livello biologico e naturale e per tale motivo si può provare turbolenza fisica e psichica o qualche sbalzo d'umore più forte del normale.
L'Estate lascia il posto all'Inverno, all'aria più fredda ed alle ore di buio più lunghe, creando in alcuni un senso di chiusura, malinconia o tristezza.
Tutto ciò però rappresenta un ritmo naturale, un ciclo di riposo dopo l'intensa attività estiva, ed è importante rendersene conto ed interiorizzare la cosa, così da non dissipare in tristezza l'energia rimasta e convogliarla invece in maniera positiva verso le attività che ci attendono.

Proprio a questo proposito, presso i Celti s'inscenava la rituale caccia al Cinghiale Cosmico, il quale, dopo aver portato l'Estate, ora uccide Maponos per lasciare spazio alla sua versione di consorte invernale.














La caccia, che ora conduce al regno della quiete e all'arrivo del nuovo anno, è quindi l'espressione del cambiamento che non si può evitare e diventa perciò anche uno dei tre temi principali della festa:

-la preservazione della fertilità della Terra grazie alla conservazione della bambolina di grano
(la considerazione di ciò l'anno ha portato e che ,si spera, ancora porterà durante la prossima primavera)

-la chiusura del raccolto con una festa
(il festeggiamento per ciò che abbiamo ottenuto da un altro anno di vita)

-la preparazione, mentale e fisica, all'imprescindibile ritorno della stagione buia
(la consapevolezza dell'esistenza del ciclo vitale e la predisposizione verso il cambio stagionale)

Il Cinghiale, inoltre, è l'archetipo della distruzione proveniente dall'Altromondo, qualcosa d'inevitabile poiché non governato da mano umana ma divina, e come tale dovrebbe essere accettato, senza connotazione negativa o positiva ma solo come ciò che ciclicamente deve essere:
un equilibrio che si alterna ad un altro poiché la vita non è statica.

Nel racconto mitologico il Cinghiale si scontrerà con il Signore dell'Estate, coperto dal verde mantello che rappresenta la Dea/Terra, e nonostante tutte le nostre speranze contrarie lo sconfiggerà, trasformandolo in un mulinello di foglie gialle arancio e rosse, simbolo dell'autunno in arrivo.
Quella del Signore non sarà però una morte ma solo un lungo sonno, un ritorno all'Oscurità della Terra che lo accompagnerà verso una nuova rinascita.

Visto in questa ottica, il cambio stagionale dovrebbe risultare quindi più normale e perciò più facilmente accettabile come semplice processo di ricambio naturale.




















Gli equinozi sono periodi in cui tutto pare sospeso, proprio perché in attesa di un cambiamento, e  questo spinge alla fatica interiore e al senso di confusione dati dalla consapevolezza inconscia, la quale si attiva maggiormente in questo periodo.
Proprio per tale motivo possono risultare utili piccoli rituali celebrativi volti al rafforzamento del legame con la Terra e quindi utili per restare ancorati all'importanza del cambiamento stesso.

















Per festeggiare Mabon si possono fare delle passeggiate nel verde osservando il mutare della natura stessa e ringraziandola per ciò che ci ha concesso fino ad ora.
Inoltre, ci si può prendere del tempo per riflettere sul da farsi, per fare il punto e per riprendere in mano qualche progetto.
Anche meditare è un bel rituale da compiere ora ,per rigenerare se stessi ed affacciarsi pian piano verso il proprio Sè interiore.

Abbiamo già detto che l'Autunno è il periodo dell'Acqua, dell'elemento femminile che contiene la Vita ,che spinge all'elasticità e all'adattamento "dolce", senza scosse, e che rimanda al contatto con l'interiorità. Perciò si può accompagnare la meditazione accendendo una candela blu e visualizzando il suo colore che rimanda all'Oceano, al mare in cui il sole tramonta prima del riposo notturno.
Con tale visualizzazione in mente, poi, si può infine cogliere l'occasione per salutare la Luce e pensare alla sua futura rinascita nella prossima primavera.


L'Equinozio d'Autunno è un momento di quiete e transizione da vivere con gioia, assaporando il fresco in arrivo e godendo delle cioccolate calde o delle torte di mele che la stagione estiva non concedeva. E' il momento perfetto per far sì che la positività di queste piccole cose si convogli all'interno di noi ,per scaldarci quando verrà l'inverno, ed è anche il periodo ideale per trasformarla in energia da utilizzare come combustibile per le idee che dormiranno al caldo dei colorati tappeti di foglie autunnali in attesa della primavera.














Se volete qualche ulteriore suggerimento per affrontare il cambio di stagione potete rileggere questo post ma prima correte a tirar fuori dall'armadio il vostro foulard o golfone preferito e fate una bella scorta di noci e nocciole che serviranno per qualche gustosa ricetta :)

Non dimenticate poi di portare in casa o in giardino un tocco d'Autunno, magari grazie ad una delle tre piante sacre e dedicate alla festa di Mabon quali Mora Selvatica, Vite ed Edera.



























La prima si trova più facilmente nei paesi nordici ed è generalmente considerata come offerta lasciata alle divinità dopo il raccolto e, per questo motivo, la tradizione vuole che essa non venga più mangiata dopo la fine di Settembre.
Quanto alle altre due, più facilmente trovabili nelle zone mediterranee, si tratta di piante che crescono a spirale doppia e che perciò simboleggiano la rinascita, tema centrale della festa di Mabon. Ancora, il verde che in certe varietà della pianta accompagna l'Edera durante tutto l'inverno assume il significato della vita che continua, rafforzando ancor più il senso ciclico della festa.

Un abbraccio e felice passaggio equinoziale !












Nota personale:

Ultimamente si sono diffuse moltissimo le mode sul genere "meditazione-yoga" e dato che a breve ripartiranno i corsi, più che seguirle per fare come fa la vicina di casa, sarebbe bene soffermarsi a riflettere sul perché di tale diffusione, così da seguire poi le lezioni con la giusta consapevolezza.
La società moderna si sta perdendo nel consumismo e nella frenesia del lavorare per poi comprare quasi esclusivamente con l'intento di compensare delle mancanze e ,per tale motivo, molto probabilmente a volte anche molto inconsciamente, si fa prendere dalla moda d'inseguire una qualche disciplina di tipo "spirituale" come appunto lo yoga, la meditazione, il corso di respirazione, la mindfulness o un'arte marziale.

Ora, tutte queste esperienze sono bellissime ed utili ma lo sarebbero ancor più se ,prima ancora d'iscriverci, ci fermassimo un momento a considerare il fatto che tutto inizia nella nostra testa e che la disciplina che stiamo per seguire non deve essere ripetuta solo come un esercizio fisico.
Questo significa che prima di comprare il tappetino o gli yoga pants pieni di stelline c'è bisogno di prendere carta e penna, anche solo mentali, e di decidere che è ora di cambiare stile di vita interiore, iniziando dal comprendere che il cambiamento ciclico fa parte della vita e che perciò è necessario, non per moda.

Quindi ,adesso che riprendono le attività ,e se deciderete di seguirle, fate qualche compito a casa ritagliandovi del tempo per leggere un testo relativo alla disciplina o di qualche autore che affronti l'argomento "spiritualità", vedrete che sarà utile, che vi aiuterà a lasciar cadere dal vostro albero quelle foglie autunnali che non servono più e che il corso darà molti più frutti.

Accogliete l'esercizio del guardarsi dentro ,caratteristico dei mesi freddi, ed utilizzatene la fatica per conoscervi e per imparare ad elaborare il concetto di cambiamento.
E soprattutto imparate a farlo con il sorriso, per vivere bene ogni singolo giorno.

Qui sul blog ci sono diversi post dedicati alla serenità mentale, e potete trovarli cliccando sull'etichetta "la maison zen", ma sono sicura che anche i centri che tengono i corsi sapranno proporvi qualche bella lettura o conferenza a tema. Magari chiedete all'insegnante ed apritevi alla possibilità di seguire qualche seminario extra, così da confrontarvi anche con altre persone.

E' vero che oggi il tempo è poco ma è ugualmente vero che la qualità della nostra vita è importante.
Per questo bisognerebbe imparare a fare delle scelte consapevoli ,al fine di sfruttarla nel modo migliore, per esserne felici e per trasmettere quella stessa felicità a chi ci vive accanto.
Lavorare su se stessi apporta benefici a 360 gradi ed avere intorno specchi che riflettono sorrisi interiori è il modo migliore per vivere serenamente nonostante tutto.

Iniziate a cambiare fin da ora qualche piccolo atteggiamento fisico/mentale poiché l'autunno è davvero il periodo giusto. 

Settembre è il mese della Vergine, del segno zodiacale che spinge al rispetto dei ritmi e della ciclicità e che invita a volgere lo sguardo verso ciò che conta davvero: ogni più piccolo momento della quotidianità e dell'interiorità.
Sarà per questo che ,essendo io nata in Settembre, avverto una profonda connessione con tali argomenti e provo piacere nel condividerli qui sul blog ?
Sarà così. O forse, più semplicemente, sarà che sono solo una persona che cerca d'imparare a vivere meglio ogni giorno e che ci tiene a prendere appunti lungo il tragitto :) 

A presto,
Simona

21 settembre 2017

Benvenuto Autunno !

Tra il 20 ed il 23 di Settembre si saluta tradizionalmente l'arrivo dell'autunno e così ha deciso di fare IncantaMenti. Perciò, anche se dovrete attendere ancora domani per il post sull'Equinozio ricco di magia e curiosità,  eccovi intanto una piccola sorpresa.

In questi giorni ho realizzato una mini composizione ad acquerello e da oggi è disponibile per la stampa. Potrete infatti ricevere il file in alta risoluzione ,da stampare e conservare a casa, richiedendolo per email a  tissi76@gmail.com
Il pagamento si effettua via PayPal ,usando la stessa mail, ed il costo è di 5 euro.

Qui ci sono due dettagli, per farvi vedere meglio la lavorazione.
Cliccate sull'immagine per ingrandirla:

























mentre questa è la composizione completa:












Vi ricordo di usare una carta fotografica di grammatura alta ed una buona stampante ,oppure di portare il file presso una copisteria professionale, così da ottenere una buona resa.
Il formato è di 13 x 29 cm.


Spero che vi piaccia e che siate pronti a godervi i colori di questa meravigliosa stagione :)

Un abbraccio e a domani!

16 settembre 2017

Arborea #01 Nuin-Ash, Il Frassino

Settembre ,che mese ricco!

Pieno di fili da riprendere, di attività da portare avanti ,anche più volentieri perché finalmente si respira, e di belle novità lavorative e per il tempo libero.
Fra le tante, eccomi qui a scrivere il primo post dedicato alla sezione "arborea", preannunciata ad Agosto e che trovate nella colonna sinistra del blog:











Se già in precedenza ho raccontato dell'Albero della Vita, oggi utilizzo questo post per riprendere l'argomento, creare un ponte e aggiungere qualche curiosità che ho raccolto grazie alle mie letture estive.
Perciò, iniziamo :)




















La Volospa (o Voluspa) è uno dei carmi eddici risalenti all'anno mille e narra, fra le altre cose e per voce di una veggente che secondo la tradizione avrebbe parlato ad Odino, del Ragnarok, ossia il crepuscolo degli Dei, il grande inverno universale che porterà la fine del mondo.
Secondo le credenze dei Germani ,infatti, in questo frangente il cielo cadrà sulla testa dell'uomo poiché verrà a cedere la sua colonna portante, ovvero l'Albero Cosmico posto al centro della Terra.

Come già detto in altri post, l'Albero Cosmico si ritrova anche in ogni Nemeton sacro ai Celti ma a ben guardare esso appartiene anche a molte altre tradizioni ,oltre alle due appena citate, ed i futuri post di arborea vi parleranno di alcuni di loro.

Oggi ,invece, guardiamo più da vicino l'Albero in generale, vedendo perché esso sia stato usato come raffigurazione dell'asse portante della vita stessa, e parliamo in particolare del Frassino, in quanto Albero Cosmico ed in quanto elemento del regno vegetale.















Prima che l'uomo conoscesse l'agricoltura, o anche la semplice coltura dei cereali, l'albero era considerato una divinità perché forniva semi e frutti commestibili, creando così uno stretto legame di sopravvivenza con l'uomo in quanto sostentamento della vita.
Esso inoltre, essendo naturalmente soggetto ai cicli di vita e morte e possedendo il dono della rigenerazione stagionale perpetua, incarnava il simbolo della vita dinamica e, accostato alla pietra quale simbolo della vita statica/eterna, raffigurava uno dei due principi essenziali della persona, nonché una delle sue due anime.
Ancora, l'albero ,come la pietra, veniva visto come un serbatoio di spiriti pronti a risvegliarsi e germogliare e quindi era venerato in quanto pura potenzialità dell'esistenza stessa.















Di alcuni alberi si mangiavano anche i semi e le ghiande e d il rispetto nei confronti delle foreste era profondo ed innegabile.

Creta, ad esempio, nel periodo minoico ne era interamente ricoperta e proprio per questo suo stretto legame con la vegetazione veniva considerata dai greci una terra di maghi, esorcisti e mistici.
Ogni anno vi si celebrava la morte della vegetazione e ritualmente si sradicava uno degli alberi più vecchi al fine di sprigionare la sua energia e permettere così la rinascita di tutta la foresta.
Ovviamente il disboscamento non possedeva le proporzioni odierne e non si rimuovevano alberi centenari ma si sceglieva un esemplare meno longevo ed ormai alla fine della sua vita.
Ciò contribuiva anche ad una naturale pulizia del bosco, regolato da severe leggi e che prevedeva pesanti punizioni per chi non le avesse rispettate.
Pensate ,ad esempio, che per il taglio non regolare di un esemplare sacro, secondo le antiche leggi irlandesi Brehon, veniva richiesta una multa di tre mucche/buoi, che per l'epoca significavano moltissimo in termini di sopravvivenza.

I vari alberi cosmici sono accomunati fra loro da cinque caratteristiche fondamentali ,oltre al fatto di essere reputati sacri ed intoccabili, e per amore di completezza le riporto di seguito, affinché possiate provare da soli a rendervi conto di quanto il mondo antico fosse al contempo semplice nelle sue visioni ma anche consapevole dell'importanza della vegetazione.












1-in ogni tradizione il tronco dell'albero sacro è il pilastro della vita che regge il cielo e spesso si ritrova nel centro della capanna del capo villaggio a sostegno del tetto, nonché nei nemeton.

2-i suoi rami e le fronde sono generalmente visti come ripari/ristori per le anime dei morti, oltre che come rifugi per animali, spesso sacri anch'essi, o come connessioni con il mondo divino verso il quale tendere quotidianamente.

3-nascosta fra le sue radici ,o nell'albero stesso, spesso c'è una donna, o una vacca sacra, che dispensa latte (altro simbolo vitale) affinché la vita continui a scorrere nella pianta stessa, e quindi anche nell'Universo al quale è ancorata e strettamente collegata.

4-ogni albero cosmico è anche un albero oracolare ,usato per la divinazione tramite dendromanzia.
"Dendro", in greco, significa albero e questa forma divinatoria prevedeva la lettura di pronostici o  messaggi tramite interpretazione del frusciare delle fronde.

5-la linfa ,che sale dalle radici alimentando l'albero, ricorda il percorso che fa il serpente indiano Kundalini quando si risveglia nella persona e risale lungo la colonna vertebrale attivando tutti chakra. Esattamente come la linfa, egli porta l'energia cosmica verso l'alto, attraversando i mondi e trasformandola dallo stato più denso e solido della base (terreno/coccige) a quello più fluido e leggero della punta (chioma/vertice della testa).
In questo modo l'energia vitale connette il mondo terreno a quello divino e ,una volta raggiunto il vertice della spiritualità (fronde dell'albero/sommità della testa), si trasforma in aria, la stessa che smuove le foglie della chioma dalla quale si traggono i pronostici.


L'albero cosmico dei Germani era il sacro Yggdrasill ,al quale Odino si appende a testa in giù per raggiungere la Conoscenza, ed è forse l'albero della vita più famoso e conosciuto.
( per non ripetermi, v'invito a leggere il post dedicato ,qui )

















Secondo la leggenda riguardante la fine del mondo, Yggdrasill è l'unico albero a sopravvivere al Ragnarok e, dopo gli incendi e le burrasche universali, esso è il solo a risplendere forte e verdeggiante come se nulla fosse successo.
Esso ,inoltre, porta con sé il prezioso dono della vita poiché conserva al suo interno un uomo ed una donna, i progenitori della futura e rinnovata umanità.

Anche se l'idea di far nascere l'uomo dal legno è comune a moltissime tradizioni indoeuropee, il Frassino (ossia l'Yggdrasil nella sua forma vegetale) mantiene un posto di rilievo perché possiede delle radici che scendono parecchio in profondità, rendendo difficile la crescita di altri alberi nel terreno circostante.
Da qui, probabilmente, la caratteristica di Yggdrasill d'essere l'albero che per eccellenza è destinato a riportare la vita, proprio per via del suo estremo radicamento con la Terra, ossia la Vita stessa, talmente profondo da giungere fino al mondo degli inferi.


Nella tradizione celtica il Frassino viene invece detto Nuin  (Ash in inglese)  ma pur possedendo tutte le caratteristiche "di base" dell'albero cosmico, esso differisce dall'Yggdrasill per via di una sostanziale particolarità:
il regno degli inferi, per i Celti, non esiste.













Nuin, infatti, viene considerato dalla tradizione celtica come il simbolo dei tre circoli dell'esistenza: Abred, il passato, Gwyned, il presente, e Ceugant, il futuro, spesso rappresentati come tre cerchi concentrici e significanti anche i tre stadi vitali di Confusione, Equilibrio e Forza Creativa ,ed è proprio questa visione creativa della vita a riportarci alla mancanza dell'inferno di cui dicevamo.

Nuin, simbolo di iniziazione come nella tradizione norrena, vede perciò nella rinascita il passaggio dell'anima da un circolo all'altro fino a quando, una volta raggiunta l'illuminazione e la purezza, essa giunge alla Terra dei Beati, dove finalmente riposerà.

In caso vi sorgesse la domanda, la risposta è sì, i Celti credevano nella reincarnazione :)

In sostanza possiamo quindi dire che il Frassino, l'albero vero e proprio e non solo quello mitologico, sia davvero un albero della vita poiché racchiude in sé il concetto di transizione/trasformazione, così come quelli di creatività e connessione.
Inoltre è un albero che cresce velocemente, che sopravvive in condizioni ambientali difficili come zone inquinate o terreni esposti a forti venti e che resiste a bene sia alle alte che alle basse temperature.
E' ,in sostanza, un albero resistente ed adattabile nonché un gran combattente e quindi perfetto simbolo di vita.













Sempre per i Celti, il Frassino rappresenta Marzo, il quinto mese del loro calendario, ma pur essendo legato alla stagione primaverile possiamo vedere un suo collegamento anche con quella autunnale (da qui la mia scelta di dedicargli questo primo post settembrino).

Questo perché, tradizionalmente, esso invita alla concentrazione delle forze, minori nei cambi stagionali, e alla determinazione, anch'essa necessaria quando si attraversano momenti di transizione.
L'altro invito del Frassino è quello di "viaggiare" ( vivere ) seguendo il flusso della quotidianità, senza fretta ma con presenza e partecipazione, altri fattori estremamente importanti sul cambio di stagione o nei periodi della vita in cui si cerca una nuova stabilità.















A tale proposito bisognerebbe inoltre tenere conto del fatto che l'asse del mondo sostiene sempre, anche nei periodi più difficili o di forte transizione, e che perciò il Frassino può essere visto anche come un simbolo di "forza nella solitudine",esattamente come lo è stato per Odino quando ha dovuto affrontare da solo le proprie profondità per giungere alla trasformazione e quindi infine alla conoscenza.
Ancora, il Frassino è simbolo di interconnessione fra gli elementi e gli eventi che compongo il tutto e ci ricorda il famoso detto "Come Sopra ,così Sotto", proprio a sottolineare l'importanza dei cicli vitali e del collegamento fra l'Uomo e la Terra ,così come fra l'interno e l'esterno di noi stessi.
















Nella mitologia greca il Frassino era consacrato a Poseidone, divinità il cui nome significa "quello che dà da bere al monte alberato", e ciò ripropone l'implicazione del Frassino come di un albero legato alle sorgenti, anch'esse sacre ai Celti ed anch'esse presenti nella mitologia norrena dell'Yggdrasill.
Poseidone ,inoltre, era il dio greco del Mare, delle Acque, ed ancor prima dio dei Sismi che scuotono la terra attivando la vita (e quindi i cambiamenti).
Entrambi questi particolari ci riportano alla mitologia dell'Yggdrasill ed a Odino, che prima di ogni cosa era stato il Demone della Tempesta che squassa le notti buie.
I suoi temporali, impetuosi e ricchi di fulmini che il Frassino attrae per sua natura, rimandano infatti al carattere irruente di Poseidone ed al suo simbolo sacro, il cavallo, che uscendo al galoppo dalle viscere della terra (come la lava dei vulcani) la scuote, facendone così fuoriuscire il sangue ovvero la linfa vitale che si rimescola generando il cambiamento.


Per concludere il post vi racconto infine di una curiosità "pratica", legata al legno del Frassino.
















Esso è estremamente collegato all'epoca del bronzo per via della tradizione mitologica ma lo è al contempo perché conserva lo stesso significato del materiale, ossia quello di durezza.
Presso gli Elleni, infatti, le armi erano in bronzo ma possedevano manici in legno di Frassino, considerato ancora oggi valido per la sua tenacia ed elasticità.
Tali caratteristiche sono a loro volta simbolo dei cicli vitali, i quali persistono nel tempo ma con estrema flessibilità, e ci riportano al Frassino in quanto Albero della Vita.

Come per magia ci ritroviamo così all'inizio del post stesso e rispettiamo ancora una volta l'amore celtico per la ciclicità :)

Con ciò vi saluto e v'invito a procedere con il sorriso in questo periodo di passaggio che a breve ci condurrà alla magica Festa di Mabon.

Un abbraccio e a presto!


Nota: qualche attento lettore potrebbe aver scorto nella foto del mio taccuino un riferimento alle rune e più precisamente a RIT (Rad o Raidho). 
Studiandole un po' ho intravisto in questa molte somiglianze con il Frassino e così l'ho riportata per non dimenticarla. Qui però si apre un altro universo affascinante che forse in futuro, tempo permettendo, inserirò nel blog.
Che volete farci, una volta che ci si avventura nel mondo antico è impossibile non farsi prendere dalle profonde connessioni fra le molte credenze spirituali e tutte le loro specificità :)

Ah! Ultima cosa:
ricordate che troverete tutti i post di "arborea" raccolti qui man mano che verranno pubblicati.

6 settembre 2017

Settembre: come abbracciare serenamente il mese della transizione

I primi giorni di Settembre ci hanno accompagnati verso questo nuovo mese di trasformazione, forse un po' turbolento ma pur sempre bellissimo poiché simbolo di nuovi inizi, e pian piano siamo giunti alla Luna Piena dell'Acqua, elemento autunnale per eccellenza, che stavolta splende nel segno dei Pesci.













Stasera infatti ci sarà il plenilunio e potrebbe essere un buon momento per trarre un respiro e pensare all'energia femminile dell'acqua stessa che, in questo momento più che mai, ci ricorda quanto sia necessario seguire il flusso della Natura preparandosi all'arrivo dell'Equinozio Autunnale ed al cambio stagionale.

Questo è il momento di accogliere con amore, tenerezza e benevolenza anche la parte oscura ,nostra e dell'anno, poiché parte del tutto e come tale deve essere considerata.














Fiducia e Coraggio sono le parole chiave di questo periodo ,che spesso risulta interiormente faticoso, e con esse bisogna affrontare le paure e le incertezze che generano in noi gli squilibri settembrini o le cadute umorali.
Adesso risulta utile affidarsi alla corrente quotidiana del rientro "giorno per giorno" ,badando bene di non avere fretta e di mettere da parte l'impazienza, ed anche accettare la vulnerabilità data dal disequilibrio che giunge con il cambio stagionale.

Fare il punto sull'anno vissuto, su cosa è sbocciato in Febbraio, con la Primavera celtica d'Imbolc che ha visto la Terra "aprirsi lentamente" per far strada ai nuovi germogli, e su ciò che poi è fiorito ed abbiamo raccolto, in termini pratici ed interiori, può essere un ottimo modo per approcciarsi all'arrivo della magica Festa di Mabon (della quale troverete un post dedicato verso a fine del mese, non temete).

Questo è il tempo di ritrovare se stessi, di riprendere i fili e la routine ma con qualche coccola in più e con una pacata lentezza ,poiché le risorse dissipate nell'euforia estiva sono ora minori e vanno gestite al meglio.

Si può pensare ad un ciclo di ricostituenti naturali, che se presi ora avranno il loro maggiore effetto all'inizio di Ottobre, quando l'Autunno si mostrerà in tutto il suo splendore ma anche in tutta la sua forza. Così facendo prepareremo il "terreno del corpo" al ritorno del buio e conserveremo più facilmente l'energia rimasta.
Non dimentichiamo però anche le torte di mele ,le tisane profumate o la cioccolata calda, tutti modi per ritemprare lo spirito e vivere il bello del "qui ed ora" settembrino.

Se volete qualche semplice ricetta o se amate calarvi in qualche angolo magico, ecco tre link utili:
-la crostata di mele qui














-la crema di nocciole qui

















-la tisana magica qui










Inoltre, non scordate di prendervi cura dei capelli, simbolo femminile per eccellenza, nonché della vostra persona e dell'atmosfera della casa in cui vivete o della zona in cui lavorate, magari traendo ispirazione per il rinnovo tramite qualche rivista o anche semplicemente rileggendo i post dedicati al BIO (etichetta presente nella colonna destra del blog).













Ancora, pensate a tenere sul balcone qualche fiore di stagione come l'Aster, l'Anemone giapponese o l'Erica, così da approfittare dei loro toni calmanti per un ritorno alla dimensione spirituale anche in termini visivi e cromatici.










Infine, dato che l'energia lunare riveste un ruolo ancor più particolare in questo mese "di transizione", io ho pensato di dedicare parte del mercatino proprio alla Luna con qualche creazione a tema.

Questi in foto sono dei piccoli pannelli creati per tre amiche che hanno scelto proprio le tonalità dell'Acqua e quelle autunnali:














































ma sappiate che potete scegliere la combinazione cromatica che preferite, come ad esempio queste:


























Trovate i mix di colore qui ,come anche tutte le sorprese in termini di handmade.


Come già detto, per i Celti questo è il momento dell'anno in cui mostrare cosa abbiamo creato e personalmente credo che il "fatto a mano" sia uno dei modi migliori per esprimersi e donare qualcosa di sé ad altri, anche solo con un oggetto piccolo ma dal forte valore simbolico.
Considerate perciò questo come un bel modo di far giungere a casa vostra ,o dei vostri amici, un po' della mia energia :)

Nel caso poi in cui abbiate più voglia di leggere che altro, non scordate di fare riferimento all'etichetta "la maison zen"(sempre sulla colonna destra del blog), per una serie di post dedicati alla crescita personale e al cambiamento in generale.


Ora vi abbraccio e vi aspetto ,a breve, per il primo post "arboreo" dedicato al Frassino, albero simbolo del "tutto", del collegamento fra i periodi e gli stadi della vita e che riporta un po' al senso autunnale di riscoperta della metà oscura, cuore pulsante della vita stessa.

A presto !

1 settembre 2017

Felice Settembre !




















Settembre 

Mese del sole calante ,di San Michele che sconfigge il maligno, il drago, ma ancor più anticamente del celtico Lugh, che con la sua lancia luminosa squarcia le nubi per ingentilire finalmente il torrido calore estivo.
È il periodo che conduce alla magia di Mabon, al trionfo di Giamos, al ritorno a casa nelle braccia della Terra, alle calde tazze di tea ed al ritrovo con se stessi.
Il momento perfetto per salire sulle alture e ,come i Bardi, condividere in assemblea, con gli altri ,cosa si è imparato in questo anno di vita ,ciò che è stato creato, scritto ed inventato, affinché tutti possano farne tesoro o anche ,semplicemente, gioirne con noi.
A Settembre si raccoglie il cibo, in tutti i sensi, anche quello per l'anima, e ci si espone nuovamente al vento che in Primavera aveva donato la capacità creativa.
A Settembre si saluta la "Luna della Collina dei Bardi", degli aes dána ,delle abili genti creative, e ci prepara a crescere, ancora, lungo il proprio percorso.

Ed in pieno spirito celtico, io raggiungo la mia piccola altura tramite il blog e condivido con voi il mio Mercatino Autunno-Inverno, per farvi assaporare le atmosfere dei mesi a venire.
Vi attendo quindi sullo shop ( qui ), per vedere cosa ho cucito durante l'estate :)












Abbraccio e felice rientro a tutti !

4 agosto 2017

Buone vacanze !

Fa caldo, tanto, ed Emrys ne è testimone per tutti noi :)












Fra poco però andremo al fresco, lungo le coste bretoni a fare il bagno nel mare del nord come i Celti e i Vichinghi :D
Youpi!

Perciò buon agosto a tutti e buon riposo a chi è in ferie.
Io ho già iniziato a seguire il buon esempio :













ps: non temete, Emrys starà con i nonni, nella loro casa grande e fresca.
Cucciolino lui, non reggerebbe mai i 3000 e più chilometri che ci attendono :)

31 luglio 2017

Lughnasadh, la Festa del Raccolto













Lughnasadh, Lunasa in gaelico e Lammas per il folklore britannico, è la Festa agraria del Raccolto, del Dio del Grano, del Sole Calante e della Dea Terra ,che cade fra il 31 Luglio ed il 1 Agosto.
E' un momento in cui festeggiare la Fertilità della Vita ,data dai doni dei campi e degli alberi, ma anche la Morte, in quanto futura semina e perciò rinascita, ed è il simbolo della positiva collaborazione fra Tribù e Terra perché se il ciclo Samhain-Beltane non dipende dall'Uomo/Tribù, quello Imbolc-Lughnasadh ne vede invece la partecipazione attiva tramite due cicli: pastorale il primo, agricolo il secondo.

Ma siccome anche Lughnasadh, come altre feste celtiche, è ricca di simbologia, banchetti, falò, danze e riti, proviamo a fare ordine ed a riassumerli al meglio in questo post.

Come sempre, buona lettura :)


Se per i Celti la festa di Lughnasadh ruota attorno alla figura di Lugh, dio dai tanti talenti, si può dire che per i popoli europei sia sostanzialmente la Festa del Raccolto, fisico e simbolico.


In Agosto, infatti, si tagliano le messi e si raccolgono i frutti (selvatici o coltivati) che rappresentano il cibo per il prossimo inverno e quindi la sopravvivenza, oggi come nell'antichità.

In occasione di questa festa, in molti paesi riecheggiano ancora storie sulla Vecchia del Grano (la spiga dell'ultimo covone raccolto che si trasformerebbe poi in Fanciulla come simbolo e speranza del raccolto futuro) e che evocano l'antico mito greco di Persefone e Demetra.

Persefone, un po' come i campi a riposo, è costretta a passare la metà invernale dell'anno nel regno degli inferi per poi tornare alla luce nell'altra metà, quella primaverile, e ricongiungersi così con la madre Demetra, dea delle Messi e colei che avrebbe ceduto all'uomo il dono dell'agricoltura.

Questa antichissima doppia anima femminile di madre e figlia, di vecchia e fanciulla, simboleggianti il raccolto maturo e quello ancora da venire, introducono il tema fondamentale della festa di Lughnasadh, cioè la morte come trasformazione e rinascita, e passano nel tempo il testimone al dio Lugh, dal cui nome viene appunto quello celtico della festa, dando alla celebrazione i connotati di entrambi i sessi.

Lughnasadh ,infatti, pur non perdendo affatto il significato di festa del raccolto e delle messi, si trasforma anche in festa maschile ed assume il senso di Festa del Sole Calante, cioè di quel sole che nel ciclo annuale ha raggiunto il suo picco massimo e che a breve inizierà la sua fase discendente, esattamente come il mondo vegetale che ,dopo la grande fioritura estiva, ferma la sua crescita per far maturare il raccolto ed andare infine a riposo.

Avete fatto caso, già poco dopo il Solstizio estivo, che le giornate si sono fatte un poco più brevi e che il sole, come da tradizione celtica, ha iniziato "un po' prima" a scendere dietro alle case ? :)


Il Sole Calante ,inoltre, secondo le leggende raffigurerebbe anche la Ruota dell'Anno, così come la ruota della macina, che "uccide" il grano schiacciandolo per farne farina e quindi pane, o la famosa ruota d'argento del Castello, la dimora celtica funebre in cui re ed eroi potevano trovare il riposo senza fine.

La festa quindi, anche se anticamente dedicata alla Dea ma divenuta maschile per poi assumere entrambi i connotati nei miti greci o romani, continua fondamentalmente ad avere la doppia valenza vita-morte in cui il chicco di grano si benedice e si ringrazia per ciò che ha dato e per ciò che ,si spera, darà ed in cui ,anticamente, venivano praticati falò sacrificali di animali o di fantocci di spighe per simboleggiare il Re del Grano che muore benedicendo la terra con le sue ceneri ,al fine di garantire futuri raccolti.

Il tema della morte è perciò il punto centrale dei festeggiamenti di Lughnasadh e si ritrova in diversi altri miti, come quello di Tammuz o Adone che tornano alla vita dall'oltretomba come Persefone, o ancora nel senso dei giochi funerari in onore della dea Tailtiu.


Però insomma ,chi era Lugh e perché questa festa porta il suo nome ?












Lugh ,come già detto, è il dio del Fuoco e della Luce che porta la Conoscenza, è colui che è abile in tutte le arti ed è probabilmente una versione più tarda di Balor, la divinità che regna su Beltane nonché il Re dei Fomori.
Lugh e Balor sono infatti legati dal mito che vede nel secondo il nonno del primo, il quale ,per tradizione, lo rimpiazzerà durante lo scontro con gli stessi Fomori ,diventando così il Campione, l'archetipo dell'eroe che porta il lieto fine.
Ma concordo con voi, vediamo una cosa per volta che altrimenti la faccenda si fa intricata.

Su Lugh si trova parecchia documentazione mitologica tramandata nel tempo e questo dimostra la sua grande importanza presso il popolo celtico.
Molte città portano il suo nome (come ad esempio Lugdum, l'attuale Lione) ed ovunque egli era simbolo d'illuminazione e d'intelligenza, della supremazia del cervello sulla forza bruta.
Lugh plasmava l'energia creativa innescata dalla dea Brigid ad Imbolc e con la punta della sua lancia luminosa la trasformava in materia, in qualcosa di concreto.
Era perciò l'artigiano perfetto, colui che diventerà Mercurio e poi anche San Michele, entrambe figure munite di caduceo o lancia con cui sconfiggere il buio del maligno e dell'ignoranza.

Ci sono molte varianti della storia di Lugh ma sostanzialmente si racconta che egli sia nato in un momento di tensione fra i Fomori ed i Tuatha Dé Dannan, allo scopo di sconfiggere Balor, l'invincibile campione dei Fomori che non può essere battuto da nessuno se non da qualcuno della sua stessa stirpe.

Così viene concepito Lugh ( Lamfhada "dal lungo braccio" o Lud ) che a pochissima distanza dalla nascita segue un apprendistato nell'Altromondo acquisisce il dono di trascendere l'alternanza Samos-Giamos ,di cui abbiamo parlato in post precedenti.

Questa capacità di valicare a piacimento i confini fra il mondo terreno ed ultraterreno, ed essere così sempre presente in entrambi i cicli estate-inverno, assicura il rapporto fra la Terra e la Tribù (tra divinità e uomo), dimostrato appunto dalla possibilità del raccolto, e trasforma Lugh in "padrone di tutti i talenti", finalmente pronto allo scontro con Balor.

Dopo essere tornato dall'Altromondo, però, Lugh viene affidato alla regina Tailtiu, che muore nell'intento di rendere la piana centrale dell'Irlanda adatta alla coltivazione, e da qui nasce il collegamento fra i giochi funerari della festa di Lughnasadh indetti dallo stesso Lugh per ricordare la matrigna e con lei il sacrifico che porta al "dono dell'agricoltura".

Ad ogni modo, Lugh si scontra infine con il Re dei Fomori e ne esce vittorioso, diventando così il nuovo Campione dei Tuatha.

Da quel momento ,Lugh è il simbolo di colui che con la luce della propria lancia ha spento l'occhio di Balor ,esattamente come nella torrida estate egli trafigge le nuvole e scatena i temporali sconfiggendo la canicola che altrimenti potrebbe bruciare il raccolto.














Questa ,in breve, la storia del dio .
Ma vediamo ora le particolarità che accompagnano la festa in suo onore.

Iniziamo ripartendo dall'acqua e diciamo che, se ad Imbolc vigeva l'usanza di far passare il bestiame fra due fuochi per purificarlo, a Lughnasadh il rito si ripeteva in maniera simile, anche se qui erano i cavalli ,simbolo della Tribù, a dover attraversare le acque per raggiungere lo stesso scopo.

Oltre a questo rituale ,che collega Lugh e Brigid e quindi gli aspetti agrari e pastorali,  altri ancora erano i modi di celebrare Lughnasadh.

Primo fra tutti il ritrovarsi su di un'altura, per commemorare Lugh e Tailtiu con gare di abilità e forza ,che allenerebbero anche alla fatica del raccolto come accade ancora oggi negli scozzesi Giochi Gaelici d'Agosto, e con competizioni poetiche di bardi e musici, di cui Lugh stesso era il patrono.
Ed è proprio da questi raduni, in gaelico nasadh, e dal nome del dio che viene appunto il nome della festa.

I festeggiamenti duravano due settimane e si approfittava anche per tenere fiere e scambi commerciali fra artigiani ed allevatori, così da affermare nuovamente l'importanza della solidarietà e da dare fisicamente vita ai frutti del proprio lavoro, concreto ed interiore, iniziato ad Imbolc sotto la benedizione di Brigid, musa della creatività.

Un altro importante rituale legato a questa festa prevedeva il taglio del primo covone da parte del capofamiglia e la preparazione, con il grano appena raccolto, di piccole pagnotte da offrire alle persone come pani propiziatori.

Ed è proprio per via di questa tradizione che Lughnasadh prende anche il nome di Lammas, abbreviazione di Loaf-Mass, ovvero Messa della Pagnotta.


Anche i fiori avevano un ruolo importante in questa festa e se ne facevano ghirlande o collane da donare alle ragazze come auspicio di fertilità e come invito all'accoppiamento, così da celebrare l'unione tra Lugh e la Terra e da riprendere il matrimonio nei boschi già visto a Beltane.

A Lughnasadh il concetto di fertilità si legava quindi alla sessualità umana e non erano affatto rari nemmeno i così detti "matrimoni di prova" che duravano un anno ed un giorno.
Questi avvenivano presso una sorgente, accanto alla quale si trovava un alto muro con dei fori in cui uomini e donne mettevano a turno le mani.
Se all'uomo piacevano le mani della donna, che non vedeva poiché nascosta dal muro, allora le stringeva, sigillando così l'unione.
Se tutto andava bene, allo scadere del periodo di prova si poteva rinnovare il matrimonio mentre invece, se non si era soddisfatti, bastava tornare al muro, mettersi schiena contro schiena e prendere due direzioni opposte per rompere consensualmente il patto.

I fiori ,inoltre, venivano anche indossati per salire sull'altura cerimoniale e lì venivano sepolti ,come simbolo dell'estate ormai conclusa e per assicurarsi che l'energia di Samos tornasse alla Terra per renderla nuovamente fertile.


Ecco, questa è, in sintesi, l'anima della festa di Lughnasadh e se volete celebrarla anche voi al giorno d'oggi, ecco qualche semplice suggerimento per farlo.

Questa festa cade nel periodo estivo, per noi sinonimo di vacanze, di alleggerimento mentale, di chiusura delle fatiche invernali e di raccolto dei frutti derivanti dalle stesse.
Si chiude quindi un ciclo e nel medesimo momento se ne apre un altro.
Tutto è maturo come ciò che è stato seminato e ,riposandosi, ora ci si prepara all'autunno e ad un nuovo giro della ruota dell'anno.

Quindi, oltre al godersi il meritato riposo ed al concedersi qualche gioia in più, potrebbe tornare utile il riflettere con una breve meditazione sul concetto sacrificale della festa in cui il grano si trasforma per lasciare spazio al pane.

A livello interiore ,qualcosa è destinato ad andarsene in favore di un aumento del nostro livello creativo, sia in ambito quotidiano che professionale.

Per celebrare questo passaggio ,ancora oggi nei paesi celtici si recuperano spighe dai primi covoni e s'intrecciano a formare ghirlande decorative o bamboline, dal colore dorato come la Luce donata da Lugh.

Allo stesso modo si possono usare foglie di pannocchia, forse più facili per noi da recuperare.

Ancora, si può porre sul tavolo una ciotola con alcuni cereali accanto a tre candele accese e ringraziare in sequenza Lugh, portatore di luce, la Terra, che ha ospitato i semi, ed infine il Grano stesso, che si sacrifica trasformandosi in farina per portare nutrimento.

In ultimo si può riflettere sul Sole Calante ,che si appresta a scendere nell'Altromondo, e si può celebrare scambiandosi prodotti da forno ,rigorosamente fatti in casa, mentre si partecipa alla condivisone di scritti o musiche composte durante l'inverno, proprio come facevano i Celti sulle alture.

Questi sono ovviamente solo suggerimenti legati alla tradizione ma sostanzialmente ricordatevi di Lughnasadh come un buon momento per ritrovarsi con le persone, per ringraziare della possibilità di stare insieme in un periodo di gioia ,in cui si raccoglie il frutto della fatica annuale, ed infine per riposarsi mentre ci si prepara mentalmente ad un nuovo anno ricco di semina.


Felice Agosto a tutti ed al prossimo Settembre :)