22 aprile 2017

Bretagne Aout 2016, l'Océan par la cote Nord

Ci ho messo un po' ma finalmente ecco il diario di viaggio delle vacanze estive dello scorso Agosto 2016. Chissà che non vi possa dare qualche idea per le vostre future :)


Siccome giriamo la Bretagna da diversi anni, ormai posso dire di aver trovato le zone che amo di più  e cioè quelle più piccole e sconosciute sulla Manica.
Di questi luoghi mi piace tutto, dal clima al panorama passando per il forte senso civico ,che in realtà vive in tutta la regione, e così ho deciso di trascorrere lì i miei 15 giorni di mare del 2016.

Avendo attraversato la Francia e viste alcune altre regioni ,nel tempo, mi sono resa conto che la Bretagna è realmente una terra a sé , che rivuole la sua indipendenza e che non smette mai di reclamarla a gran voce , e a ragione, proprio per via della sua forte identità.
La doppia lingua è solo una delle tante cose che gli occhi possono cogliere come simbolo del suo carattere indipendente ma molto altro si percepisce "vivendoci dentro",seppure solo come ospiti per alcune settimane all'anno.

C'è molto rigore e l'ordine e la pulizia si ritrovano fin nel più piccolo angolo di ogni paese, il rispetto di ciò che è pubblico e a libero uso di tutti è innegabile e lascia stupefatti ogni singola volta.
Le spiagge, così come le calette, sono molto ampie e la confusione è inesistente, anche nei giorni di festa e più affollati. Le persone lasciano tranquillamente le macchine cariche di bagagli o altro nei parcheggi, a volte addirittura aperte, così come vengono lasciate le borse ,incustodite persino in spiaggia e piene di ogni cosa.
E nessuno tocca nulla.
Dopo anni ancora me ne stupisco e mi sento un alieno nel momento in cui lo noto e guardo Mr Baggins annuire come per dire "Pat pat, lo so. Lo so. Pare assurdo ma è vero."
Anche la gentilezza lascia senza parole, sia negli esercizi pubblici che fra la gente per strada, quotidianamente.
Ovunque si viene salutati con un sorriso e un buongiorno, anche se si cammina con il naso sull'Ipad mentre si segue la cartina o se si è seduti a leggere un libro e qualcuno vi passa accanto.
A me qui non capita mai ed è rarissimo sentirsi salutati quando si entra in un negozio, figuriamoci per strada.

Ad ogni modo, a parte questo, tornare in Bretagna rimette in pari ,ricarica il corpo e la mente e rilascia in noi una sorta di "aggiornamento" per cui ci ritroviamo una "versione 2.0" ogni volta che rientriamo a Torino perciò ,ancora una volta, abbiamo fatto tanti chilometri e siamo risaliti fino a Casa.

Prima di partire ho scattato due foto alle pagine della guida Routard ,così potete leggere da voi lo stralcio che riguarda la regione.






L'automobile dice che abbiamo percorso in tutto 3377,1 km ma non ha tenuto conto di quelli scarpinati a piedi ogni giorno e che ci hanno fatto rientrare con un'ottima forma fisica, decisamente più asciutta e con qualche chilo in meno :)









Orientativamente abbiamo percorso il tratto di costa che va da Saint Malo fino a Roscoff, che si trova di fronte all'Ile de Batz, per goderci tutte le spiagge possibili e vedere posti sperduti e gentilmente segnalati lungo il corso dell'anno dalla pagina FB "La Bretagne Vous Aime ,et Vous ?" .
Vi metto la cartina, così durante la lettura potete tornare a vedere gli spostamenti.















Per godere della Bretagna più tempo possibile abbiamo percorso Torino-Auxerre ( 600 KM ) in autostrada in una volta sola e dormendo lì per una notte, fortunatamente perché il caldo che ci ha accolti era davvero esagerato.
Il giorno successivo abbiamo ripreso l'autostrada a siamo saliti dritti dritti verso Dinard in un'altra tirata unica di altri 500 km circa.
Per 4 notti abbiamo fatto base al Formula1 godendoci anche alcuni dei più bei tramonti, tardivi ed assolati.














Eh sì, perché in Bretagna le giornate hanno un'ora di luce in più rispetto a Parigi e inoltre, a dispetto di altre, questa estate ci ha permesso di uscire tranquillamente la sera in maniche corte.




















Se passate da queste parti vi consiglio davvero di fermarvi a gironzolare per St Lunaire (affettuosamente St-Lu) ...




















perché ha degli scorci bellissimi, insieme ad alcune vecchie ville maestose perse nella pineta e che costeggiano il mare.
Certe ville hanno persino il proprio accesso privato in spiaggia che scende dalla scogliera e non si può non pensare a quanti meravigliosi tramonti o mareggiate invernali si possano godere da quelle terrazze a vetri.

Quando arrivate ,cercate parcheggio vicino alla Pointe du Décolle e poi andateci a piedi.
E' uno spettacolo naturale veramente bello e vi permette anche di vedere le spiagge da entrambi i lati del paese oltre ad uno scorcio fotografico niente male, proprio a picco sull'Oceano.
Se guardate bene le foto mi vedrete là, con gli occhiali da sole, seduta in punta ai resti di una torretta diroccata mentre mi godo il vento.
Aaaa, la pace che si respira in queste zone è meravigliosa davvero.
















































Se per caso vi state chiedendo se io abbia ritoccato il colore dell'Oceano, beh, devo deludervi :)
In realtà l'acqua è proprio così, vibrante di sfumature di blu e turchese, e lo stesso si può dire del cielo nei tratti in cui è completamente terso.










Il clima è sempre favoloso, anche se l'estate 2016 è stata piuttosto calda per gli standard bretoni.
Voi portate sempre un cappellino e la crema solare però ,poiché la luce è comunque sempre molto forte e la sera ci si ritrova facilmente rossi come le aragoste, anche se il cielo pare un po' velato.
Figuratevi quando è terso così!
















Dopo aver fatto il giro del paese ,noi lasciamo alle famiglie la spiaggia principale super attrezzata e gratuita e tagliamo per la pineta ombrosa fino a raggiungere l'altro lato della scogliera dove ci attende una seconda spiaggia ( Plage de Longchamp), più defilata e silenziosa, in cui trascorriamo il nostro primo pomeriggio di Oceano sognando a occhi aperti.




































Plage de Lonchamp è solitamente molto più vuota di quella attrezzata ( che si trova invece sull'altro lato, nei pressi del Grand Hotel e dell'Uff. del Turismo) ed offre molto spazio comodo per fare liberamente surf.















Carino è anche il suo lungomare, più semplice di quello "ufficiale" sull'altro lato ma ottimo se si vuole passeggiare senza folla o correre con i pattini o la bici :)
Dopo una giornata di sole così, a sera siamo belli arrostiti e cotti a puntino per un tramonto infuocato e una notte di sonno sereno.

Il giorno seguente la mia meta è nei pressi di St Malo ma teniamo ancora Dinard come base per la notte perché è decisamente più tranquillo ed anche un po' meno caro.
Certo bisogna avere la pazienza di attraversare il Barrage de la Rance all'andata e al ritorno ma in confronto al caos dei parcheggi intorno a St Malo quella risulta una piacevolissima pausa zen.











In pratica si tratta di uno sbarramento (all'estuario del fiume Rance) ,che collega Dinard a St Malo e che è regolato da semaforo; per questo richiede un po' di attesa ma voi approfittatene per guardare il panorama intorno perché è insolito vedere un fiume così grande che si tuffa nell'Oceano e lo spettacolo dei colori delle acque che si mescolano non è da tutti i giorni :)

Ad ogni modo, noi attraversiamo e puntiamo verso Rothéneuf per andare a vedere le Rocce Scolpite dall'abate Fouéré.














Si tratta di uno spuntone di roccia a picco sul mare interamente scolpito a mano sul finire del 1800 ed è qualcosa di veramente straordinario poiché si può letteralmente camminare sul suolo lavorato.










Ovviamente, se da un lato l'esperienza è meravigliosa, dall'altro viene da chiedersi come faranno a resistere nel tempo dopo i ripetuti passaggi di piedi ma sostanzialmente non v'è altro modo per godere del sito poiché la spiaggia sottostante è troppo lontana per vedere i mille elaborati dettagli curati dall'abate.










Ogni angolo di roccia è stato pazientemente lavorato con figure fantastiche ispirate dalle leggende dei corsari che un tempo battevano quel tratto di costa e con il variare della luce del sole si scoprono costantemente draghi o creature marine nascoste.









































E' davvero un sito particolare e vi consiglio di andare a visitarlo al più presto perché gli effetti delle mareggiate invernali stanno già lasciando il loro segno sulla roccia e non so per quanto ancora si conserverà.
Badate di mettere delle scarpe comode ed antiscivolo e fate attenzione a dove poggiate i piedi perché il vento è forte ed il terreno del tutto irregolare. Se avete bimbi teneteli per mano e scendete lentamente insieme ma non privatevi dello spettacolo perché penso sia abbastanza raro.
Inoltre, una volta scesi un pochino ,potrete sedervi sulle rocce più basse e guardare in alto dietro di voi raccontando ai vostri piccoli qualche bella leggenda fantastica.
Penso che se la scorderanno difficilmente :)














Dopo la visita al sito noi torniamo indietro verso St Malo ed avendo già i panini nello zaino ( presi freschi di boulangerie al mattino ) tentiamo di parcheggiare nei pressi della Plage du Sillon e del Fort National per goderci il pomeriggio al sole.
Giriamo un bel po' ma finalmente incrociamo un parcheggio molto grande , alberato e gratuito (Parking Poste St Malo vicino al Presbytère ND des Grèves) e decidiamo di percorrere a piedi i 10 minuti che ci separano dal Fort National.
















Credetemi, parcheggiare a St Malo è davvero un'impresa titanica e perciò ci riteniamo felicissimi del nostro posto, nascosto laggiù fra gli alti palazzi nello sfondo, anche se ci sarà da camminare.
In fondo siamo in vacanza e prendere sole ed aria è una delle nostre intenzioni primarie.
Inoltre la giornata , dopo qualche nuvola mattutina, è nuovamente splendida e tersa.










Saint Malo è una città piuttosto grande ,fortificata con un ampio giro di mura e dal taglio "esotico".
L'architettura delle sue torri larghe e basse ,così come il tondo delle cupole e le palme, rievocano in me ricordi di accenti bizantini visti in passato in Sicilia.
Per il mio cervello suona un po' strana l'accoppiata palme + case bretoni con camini e tetti a punta e qualcosa stride in me mentre osservo il panorama ma comunque me lo godo tutto.

Per curiosità facciamo un breve giro sulle mura ( completamente percorribili e utili per vedere la città dall'alto senza infilarsi nei suoi dedali di viuzze a senso unico ) e poi ,sfranti dal caldo e dalle camminate, decidiamo di trascorrere qualche ora sulla sabbia guadagnandoci la seconda ustione di questa vacanza .














Davvero, quassù il sole scalda parecchio e non ci si fa caso perché c'è il vento però ricordate di mettere sempre la crema solare, ovunque andiate ed anche se il cielo pare velato.










La Bretagna infatti ha questa caratteristica per cui il cielo al mattino appare spesso bianco e velato ma non fatevi ingannare perché appena dopo qualche ora si pulisce ed esce il sole ,regalando a sera tramonti infuocati e notti stellate.
La nostra è davvero bella perché il caldo di questa pazza estate ci regala un tepore serale incredibile e ci permette di percorrere a piedi la Promenade du Clair de Lune che a Dinard costeggia l'Oceano nei dintorni del Port de Plaisance.
E' un breve tratto da fare romanticamente a piedi la sera, scendendo dalle viuzze fra gli alberi e le palme illuminati da bei giochi di colore che corrono per tutta la lunghezza della passeggiata.
Decisamente caratteristico e perfetto godersi le stelle al suono dello sciabordio delle onde notturne.


























Dinard ci ospita ancora per due notti e la prossima visita in programma è a St Jacut per godersi ancora il mare ma soprattutto la marea!

Se c'è una cosa che amo molto della Bretagna è il "come si va al mare" ,che è molto diverso dal nostro, per ragioni di zone e di clima.
L'Oceano qui dà luogo a fenomeni di maree alte e basse praticamente ovunque e così non è raro scoprire nel pomeriggio spiagge che erano inesistenti al mattino, come non è affatto raro vedere le persone spicciarsi per fare il bagno dai bastioni del lungomare ,dove l'acqua è piuttosto bassa e prima che la marea si ritiri .
Questo perché nel solo giro di un'ora il mare può regredire talmente tanto che per fare il bagno tocca poi attraversare perpendicolarmente la spiaggia per chilometri!

A mio avviso è uno spettacolo magnifico e quest'anno ne abbiamo approfittato per goderne il più possibile qui e là .

Inoltre, anche le spiagge principali ,seppur sorvegliate ed attrezzate con giochi e cabine in legno, non presentano il classico sistema di ombrellone e sdraio ma sono invece totalmente libere.
In pratica qui vige il fai da te e grazie a Decathlon si vedono soluzioni ingegnosissime per riparasi dal sole e dal vento. Quassù infatti, la catena è molto ben fornita e può capitare di vedere gente in spiaggia con qualcosa che ricorda una tenda da campeggio o con ombrelloni molto bassi, poggiati ad angolo nella sabbia, e con una sorta di tendina posteriore fissata con picchetti.

Insomma, più che andare al mare si va all'Oceano e bisogna essere attrezzati :)

Come dicevo, la nostra meta del giorno è Saint Jacut de la Mer , nell' arcipelago des Ebihens.
In mattinata arriviamo con la macchina alla Pointe Du Chevet, dove parcheggiamo e iniziamo a girare a piedi controllando anche sul posto gli orari delle maree.
















Al nostro arrivo l'acqua è nel suo punto più basso ,e si può raggiungere a piedi l'isolotto che vedete nella foto in alto, ma dopo circa due ore inizia a risalire pian piano verso la costa ,per poi escludere definitivamente l'isolotto  verdeggiante.

















Il cambio di luce nel giro di tre ore è affascinante.
L'acqua è salita del tutto e noi, dopo un pic nic dall'alto della scogliera (un bel po' brulla per via dell'eccessivo calore di questa estate), scendiamo in spiaggia a goderci il pomeriggio.
Come sempre il bagnasciuga è lunghissimo e ci vorrebbe una bici per percorrerlo tutto ma noi abbiamo le gambe e dato il caldo afoso ci basta mettere i piedi in acqua per fare allegramente qualche chilometro.
Fa così caldo che si può fare il bagno.
Intendo il bagno nella Manica senza sentire freddo!
E difatti ,a dispetto dei miei pantaloncini e della canotta, mi tuffo anche io :)













Nel rientrare ,dopo esserci seccati per benino al sole, facciamo un giro anche per il paese di St Jacut, che offre sempre qualche scorcio delizioso e qualche architettura da sogno.
Infine optiamo per un giro di rifornimento " GPL e cibarie " in previsione della partenza di domani e poi ci godiamo la cena.























Al mattino successivo mettiamo tutto in macchina diretti a Lannion, dove faremo base per alcune notti, ma lungo la strada ci fermiamo a Penvénan-Port Blanc, per pranzare e spezzare la strada.














Port Blanc è un posto piccolissimo ma vale davvero la pena fermarvisi perché il suo tratto di costa è un gioiellino.
Anche qui la marea sale e scende e quando arriviamo noi sta lentamente tornando su a coprire quella lingua di sabbia che la divide dalla passeggiata mentre il vento fa tintinnare deliziosamente gli anelli delle vele delle tante barche ormeggiate nel piccolo porto.
Io davvero non ve lo so descrivere meglio ma è uno spettacolo stupendo per la mente ed il cuore.
Camminare al sole senza fretta guardando l'Oceano mentre intorno a voi ci sono appena una decina di persone ed i gabbiani e con il vento che s'insinua tra le corde delle vele facendole sventolare mentre porta al naso un lieve odore di salmastro...
E' un miscuglio d'emozioni che non può non scuotervi dentro.


Camminiamo fino alla punta ma la mia meta d'arrivo è precisamente  l' Oratoire de la Sentinelle, ovvero una minuscola cappella abbarbicata sulle rocce che crea un angolo molto suggestivo.
La temperatura poi è così invitante da farci girare un po' a piedi fino alla pineta lì vicina ed il resto ve lo lascio raccontare dalle foto.














































Che dire, portatevi il telo da pic nic ed il costume da bagno (eheh, noi abbiamo tutto in uno zaino a portata di mano) e prevedete una bella sosta di almeno un paio d'ore ,pisolino all'ombra dei pini incluso.
Sinceramente, non ve ne pentirete affatto.

Noi ce la godiamo per qualche ora e poi riprendiamo l'auto.
A sera siamo al bellissimo hotel Kyriad di Lannion dove posso constatare di essere ulteriormente arrostita ,ed anche piuttosto cotta,  prima di perdermi in un'altra favolosa serata stellata in veranda.





























Su questo hotel vorrei spendere due parole perché è veramente bello ,pur nella sua semplicità, ed il rapporto qualità/prezzo è onestissimo, considerati i comfort che offre e la zona in cui si trova.
Tenete infatti conto che siete in piena e turistica Costa di Granito Rosa!

Abbiamo passato qui 3 notti e ,dato il meteo che ha mostrato ogni faccia, ho potuto goderne ogni sfizio, dal giardino assolato fino a tardi e con annessi coniglietti selvatici fino alla tranquilla e riparata veranda in cui leggere in un pomeriggio di pioggia.
Inoltre all'interno c'è una piccola zona relax ,con bar e ristorante, e l'hotel offre un parcheggio riservato e gratuito proprio sotto i pini, vicinissimo alle camere.
Così non dovete fare tanta strada con i bagagli.

La sera noi sprofondiamo nel sonno più bello che ci sia ed al risveglio la mattina la dice lunga su questa giornata ,che sarà piena di sole e cielo limpido fino a sera.
Difatti mi basta un giro nel giardino dell'hotel per capire cosa mi servirà per affrontarla :)











Colazione ,panini ,costume, crema solare e siamo in macchina.
Scattando qualche foto per strada ci ritroviamo in breve diretti alla tappa di oggi: l'ile Milliau.

















L'ile Milliau è un isolotto verdeggiante che si trova nel comune di Trébeurden e che si può raggiungere a piedi con la bassa marea dal vicino parcheggio gratuito, nel Port de Plaisance.


Noi lasciamo la macchina lì fin dal mattino e facciamo un primo giro sull'isola grazie alla bassa marea ,la quale ci permette di attraversare comodamente la lingua di sabbia asciutta.
Le piccole calette che si formano nel frattempo sono deliziose e le felci che ricoprono l'isola sono di un verde splendente.














Dopo una passeggiata di un'oretta rientriamo dalla parte del porto ed io scatto una prima foto con il camminamento all'asciutto.
Le successive tre sono prese durante la giornata ,mentre la marea si alza pian piano.
Infine "l'isola verde" è nuovamente divisa dalla terra ferma e si può raggiungere solo a nuoto.



Lo spettacolo della marea è come sempre affascinante ed in quest'ansa dà luogo ad un paesaggio dai tratti, e dal calore, quasi tropicali.
Decisamente consigliata :)

Dalla parte opposta al porto poi c'è la spiaggia di Trébeurden, una seconda ansa di meravigliosa sabbia fine e vegetazione che parte dal parcheggio e corre fino alla Pointe de Bihit, tutta libera, profonda e spaziosa.
Acqua cristallina perfetta e cielo terso ci accompagnano fino a sera ed è davvero difficile avere la fermezza di tornare in hotel per una doccia e la cena.












A dispetto del giorno precedente ,il mattino dopo il cielo è bianco e piove e nel prato dell'hotel non si vedono più nemmeno i coniglietti. Mi sa che se ne stanno rintanati tra i cespugli a godersi il fresco :)



Noi però non disperiamo, perché sappiamo che la Bretagna a volte è capricciosa e che ogni tanto sa come farmi felice regalandomi anche qualche bel cielo nuvoloso.
Così prendiamo la felpa ed andiamo a vedere il centro di Lannion, con le sue belle case "en pan de bois"
























e la sua Eglise St. Jean du Baly con il particolare soffitto che pare il fondo di una nave rovesciata.










La giornata non decide di aprirsi ma gli indizi lungo la strada propongono di godersela comunque.














E così, dopo un ulteriore suggerimento positivo, c'infiliamo in una libreria con tanto di poltrone ed angolino di consultazione.
Inutile dirvi in quale settore io mi tuffi :)






















Svuotando il portafogli e riempiendomi le mani di libri esco soddisfatta ma il cielo grigio proprio oggi non vuole saperne di far sorridere Mr Baggins, così ci penso su un pochino e mi dico che forse è meglio mettere qualcosa in pancia.
La boulangerie alle mie spalle è già vuota, saccheggiata da chi ha avuto fame prima noi, ma poco male perché passeggiando troviamo la mia catena preferita e in due minuti siamo a posto :)










"La mie Caline" è un posto in cui trovate dolci e salati freschi ,sfornati, imbottiti e guarniti più volte durante la giornata e con possibilità di menù panino-bevanda o dolcetto-bevanda ,anche in taglia mini, per la vostra petite faim.
E' una delle mie preferite, secondo me migliore persino di Subway, perché la scelta è molto più vasta e perché il profumo dei dolcetti al burro caldi di forno ,una volta entrati nel naso, non vi lasciano più per tutta la giornata.

Beh, noi mangiamo, ci perdiamo in un negozio di maglioni irlandesi dove Mr Baggins ritrova la felicità e poi gironzoliamo ancora un po' assecondando quel sogno bretone che ancora dorme nel cassetto.
E dato che al rientro mi si chiede sempre costi e metrature, ecco che salvo qualche scatto d'ordine puramente pratico :

















Piove ancora e così verso le cinque rientriamo in hotel dove ,con mia grande felicità, mi godo la pioggia dalla veranda, fra un tea e la lettura dei nuovi libri.


























Il mattino successivo carichiamo l'auto e ripartiamo per spostarci di zona.
La mia idea è di visitare Locquirec lungo il tragitto ma piove decisamente forte.
Ad ogni modo percorriamo la costa in macchina lungo le profondissime spiagge che portano alla Pointe de Locquirec, nella speranza di un miglioramento del meteo.














Nonostante la pioggia è suggestivo guardare la gente che passeggia in riva al mare, con gli stivali di gomma e l'ombrello, mentre i cani corrono dietro ai bimbi che cercano comunque di far volare gli aquiloni...


e man mano che ci spostiamo il tempo si fa un po' più clemente, permettendoci di fare due passi e scoprire così qualche scorcio della Pointe.




























Ci attardiamo un momento alla chiesetta di Saint-Jacques ed io mi domando...
Come si fa a non diventare bucolici quando piove su una pietra come questa ?
E soprattutto, come si fa a non sentirsi nuovamente innamorati della vita ?





















































La giornata non si apre ma tiene un pochino ,così tentiamo ancora una visita alla Pointe de Primel, a Plougasnou, per goderci il paesaggio ,che detto fra noi a me piace moltissimo anche senza sole :)

La pioggia bretone che bagna la costa ,verde e rocciosa e che si fonde con l'Oceano, mi prende proprio il cuore risvegliando il mio animo celtico.
Per me è impossibile non amarla.
E' come un sussulto interiore, un moto d'amore spontaneo e forte, di quelli che fanno venire gli occhi lucidi dalla gioia.
















E mentre son lì a godermi ogni singolo pixel di realtà ecco che ,incredibilmente, rannicchiata contro una roccia e protetta solo dalle giubbe a vento, scorgo una coppia che fa un mini pic-nic, incurante di tutto.
Lo stupore è ovviamente la prima reazione ma subito dopo prevale una profonda comprensione.
Chi fino ad ora ha sentito il cuore battere ,alle mie parole e nel vedere queste foto, ora non avrà bisogno di altre spiegazioni.
L'Oceano ,la Pioggia e la Terra ,in certi cuori ,sono l'esatta copia della triade celtica che fa vibrare la Vita.

Dopo una mattinata di emozioni "au fil de l'eau" ,ed una baguette umida di pioggia, scendiamo a destinazione verso Morlaix, per un pomeriggio di spese ,carburante e logistica varia.
La cena e la notte trascorrono infine sotto ad un nubifragio incredibile ed incessante ma sinceramente è bellissimo ed io dormo la seconda migliore notte di tutta la vacanza.

La Bretagna è una terra magica, come l'Irlanda o la Scozia, ed è capace di scaricare una notte di fiumi d'acqua per poi regalare la più brillante delle mattine.
E così succede a noi, che approfittando facciamo colazione presto e ce ne andiamo a Roscoff, per un'altra giornata di sole bruciante, architetture caratteristiche e spiagge bianche.












































A Roscoff è bello arrivare dal mare, dal parcheggio gratuito che si trova appena sotto alla Chapelle Sainte Barbe.
Se da lì ve la fate a piedi, in pochi minuti siete nel centro del paese e vi siete anche goduti un po' del porticciolo con il faro. Se poi siete extra fortunati ed arrivate con il sole e a marea alta, tutto sarà ancor plus magnifique! e vi sentirete corsari come non mai :)

Ma non temete, Roscoff sa godersi la vita ed anche i più pigri troveranno un posticino dove stendersi al sole e sonnecchiare, oppure dove inviare agli amici le foto grazie alla zona Wi-Fi gratuit en plein soleil.
Occhio ai pennuti però, che qui i gabbiani sono extra size e la loro taglia può eguagliare quella di una gallina bella grossa. Io vi ho avvisati, attenti alle mani mentre mangiate la baguette e tenetela stretta se non volete che voli via nel becco di qualcun altro.





















La chapelle Sainte Barbe è piccolina ma gode di una vista magnifica ,perciò non perdetevela!

















Come vi suggerisco di non perdervi la casa del suo custode direttamente sulla spiaggia.














No, scherzo :)
Non so di chi fosse questa villetta ma comunque mi faceva un'invidia!
Così della misura giusta e al posto giusto che l'avrei comprata subito :)

Delle caraibiche spiagge bianche nei dintorni di Roscoff e del suo paradisiaco Jardin Exotique ho già parlato in un diario precedente (qui) e v'invito con tutto il cuore a goderveli entrambi perché questo tratto di costa è sinceramente incantevole, così come la sua temperatura.
Noi facciamo il bis nel pomeriggio ,giusto per rinforzare un po' l'abbronzatura ,e poi rientriamo in hotel.

Al mattino carichiamo nuovamente l'auto e ci rimettiamo in viaggio.
La destinazione base è Saint Brieuc ma scendendo allarghiamo il tragitto perché io vorrei vedere alcuni degli Enclos Parroissiaux bretoni, ovvero i complessi parrocchiali tipici dell'architettura cristiana del Finistère costituiti da un insieme di chiese, cimiteri, archi di trionfo, cappelle e calvari in granito finemente lavorato.

In questa zona ce ne sono molti e noi scegliamo d'iniziare da quello di Saint Thegonnec:

























per poi fare anche un breve giro del paese sfruttando quel poco di sole che c'è.













Tra il dire ed il fare della mia precedente idea ,però, ci sono di mezzo i chilometri e le novità ,che spesso si scoprono nell'angolo brochures degli hotel e che "costringono" a cambiare i piani all'ultimo minuto.
La questione è che la sera prima ho trovato un volantino riguardante la mostra dei disegni originali di Tomm Moore al castello di Plédéliac, con annessa proiezione serale del film d'animazione "Le Chant de la Mer"...

















così decidiamo di accontentarci di Saint Thegonnec e di pranzare con una baguette al volo direttamente al castello, per vedere la mostra prima di raggiungere Saint Brieuc per la notte.
In realtà l'idea sarebbe anche quella di tornare in serata per vedere la proiezione ma non ci sono più posti perché è prevista pioggia ed il film verrà proiettato nella sala comunale.
Sigh :(
Ci avrebbero dato sdraio, copertina e bevanda calda mentre avremmo guardato il film a cielo aperto, proprio tra le rovine del castello.
E invece niente.














Tristezza, delusione ed aria mesta accompagnano la mia faccia alla biglietteria mentre pago i due ingressi per la mostra ma... ta dan!
Il cartello sulla porta mi regala nuovamente il sorriso perché appena la apro scopro un sacco di illustrazioni meravigliose da vedere, tutte originali, ed un'accurata descrizione del lavoro svolto dallo Studio Cartoon Salon di Moore e dei suoi soci.












E' tutto bellissimo, che ve lo dico a fare? :)
Poster descrittivi parlano dell'idea alla base della nascita dello Studio e l'amore per il mondo celtico irlandese sprizza da ogni parte.
E' un susseguirsi di meravigliosi disegni e cenni alla preziosità dei libri miniati della prima cristianità, del magico momento in cui l'arte celtica si fonde con quella orientale e germanica ed i monasteri fioriscono lungo le scogliere.
Un po' come raccontavo qui.

E poi ci sono i gustosi bozzetti degli storyboard accompagnati da rapidi acquerelli pieni di colore, la proiezione dei due film in due piccole salette in pietra, un piano dedicato a Tomm ed alla sua evoluzione artistica/carriera ed infine un piano/laboratorio in cui i bambini posso seguire filmati che spiegano come nasce un cartone animato o sfogliare libri sull'arte celtica e sui manoscritti dell'epoca monastica.
Tutto nella cornice di un castello diroccato.

Non dico altro, godetevi qualche foto :)

































































































































































Per gli addetti ai lavori è un vero e proprio tuffo in un laboratorio artistico pieno di gemme, un posto in cui leggere e scoprire i vari "dietro le quinte" e le chicche di una produzione che si propone in alternativa alla Disney senza però scordare le origini francesi della famiglia di Walt ,come spiegato poco sotto ,nel pannello giallo.



































Con la testa piena di magici sogni e preziose immagini risaliamo in macchina ed in breve siamo all'hotel F1 di St Brieuc, quello con la posizione più strategica e meglio servita della zona ,e dato che ormai la conosciamo come le nostre tasche decidiamo di fermarci per 3 notti.

Anche perché, detto fra noi, io amo la Baia di Saint Brieuc ,vicina a posti incantevoli come Erquy e Pleneuf Val Andrè in cui ci sono spiagge enormi ,sia accanto ai paesini che appena sotto la scogliera, e non distante dall'ilot Saint Michel, miniatura "naturale" della famosa MSMichel ed in cui si può gustare a pieno il fenomeno della marea.
Inoltre si trova in una posizione magnifica, piena di vento più del solito, ed in tanti anni di passaggio non abbiamo mai trovato brutto tempo.

Spendo ancora due parole sulla "zone hoteliere" di Saint Brieuc ,perché so che può tornare utile in termini pratici, e vi dico che appena attraversata la statale, proprio di fronte all'hotel, si apre una zona commerciale enorme e fornitissima, utile per fare carburante di ogni tipo, mangiare e fare shopping, BIO e non.
Inoltre, l'hotel è situato fra le due catene ristoranti quali Courtepaille e Buffalo Grill, comodamente accessibili a piedi ed in cui mangiare scontato chiedendo all'hotel il relativo coupon di riduzione.

Quindi eccoci qui, dopo una notte riposante e freschi di colazione, con un cielo splendido; pronti con lo zaino da spiaggia e diretti a Val Andrè.
















Siccome è presto chiedo a Mr Baggins di fare una piccola deviazione lungo la strada e di fermarci a vedere la cappella di S. Maurice ,a Morieux, proprio sulla baia.










La mattina è bella ma variabilissima e a tratti pare in arrivo un nubifragio, che infine non giungerà mai come nella migliore tradizione bretone.
Gironzoliamo, scatto diverse foto cercando di cogliere la luce e la pietra che giocano con le nuvole e poi ci sediamo un po' a guardare il mare.



















La cappella è piccola davvero e purtroppo vuota a causa dei saccheggi del passato.
Fortunatamente però la comunità ha deciso di conservarla ugualmente come patrimonio artistico e naturale ed io trovo che sia bellissimo perché chiese, cappelle, fari e "maisons de garde" illuminano lo splendore di questi paesaggi in cui terra e mare sono una cosa sola.




















Dal piccolo promontorio è possibile individuare la costa vicina grazie ad un pannello esplicativo e ,se si ha un po' di dimestichezza geografica con la zona, si può notare quanto ,nelle belle giornate, tutti i paesini paiano vicini ed il mare sembri appena un ruscello.







Ce la prendiamo davvero comoda stamattina e tra una cosa e l'altra giungiamo a Pléneuf verso ora di pranzo, giusto in tempo per mangiare un panino e fare una passeggiata da una punta all'altra della spiaggia.
Siccome poi succede che mi venga chiesto ve lo dico già, la spiaggia nelle foto è quella che corre lungo la Promenade de la Digue, dalla Pointe de Pléneuf a quella della Guette, idealmente divise dal Casinò che si trova al centro della Promenade stessa.

E' una spiaggia molto bella, libera ma fornita di docce gratuite e soprattutto talmente grande e profonda da non risultare mai affollata.
La foto qui sotto è stata presa dalla Pointe de Pléneuf verso le 12:30 circa ed include il piccolo Port Piegù ,in cui ora vedete le barche in secca.
Le altre due vi mostrano la spiaggia con un po' di lungomare e poi gli scogli che si affacciano sull' ilot du Verdelet, riserva ornitologica dal 1973.

























Ve le mostro perché tornando il giorno successivo, in anticipo di un paio d'ore, lo spettacolo che si offre è ben diverso e gli scogli paiono non esserci più.
















Verso le 11:00, infatti, la spiaggia che ieri avevamo trovato profonda così
















ora non c'è più.
O meglio non c'è ancora e le barche del porto sono a mollo nel mare :)
















Per un'oretta circa ,l'acqua resterà alta ma dalle 12:00 inizierà a ritirarsi, giungendo ben oltre il molo e scoprendo una vasta distesa di sabbia, bellissime conchiglie ed intere famiglie di paguri che corrono a nascondersi sotto la sabbia ancora bagnata.

















Scendendo dalla punta di Port Piegù ripercorriamo la promenade ,increduli per la potenza della marea notturna che nella notte è arrivata alle porte delle case ,arricciando enormi cespugli di alghe intorno alle panchine ed ai lampioni.
La municipalità si da da fare alla grande ed in meno di un'ora tutto è nuovamente pulito.
Noi ci fermiamo a guardare l'acqua che scende a vista d'occhio e che nel giro di un'ora fa emergere la spiaggia.

















La foto qui sopra è della giornata precedente (si nota dalle nuvole) ma l'orario è il medesimo di oggi in cui è scesa la marea, circa le 12:30.

Con l'andare delle ore oggi il cielo diventerà sempre più blu, il sole si farà sempre più caldo e la spiaggia aumenterà ancora in profondità, regalandoci un piacevolissimo giorno di super riposo, passeggiate e raccolta di conchiglie giganti.

Altro che freddo mare del Nord !
Alle 16:00 stare fermi al sole sulla sabbia diventa impossibile, meglio fare alcuni metri e spostarsi in acqua, quella della Manica ,che oggi è tutto tranne che gelata.

Oltre al bagno, possibilissimo per via della giornata super e del pochissimo vento, trascorro qualche ora a raccogliere enormi conchiglie di Saint Jacques ,per noi e da regalare agli amici a casa.
Per me sono davvero grandi e soprattutto sono un segno bellissimo, simbolo dei pellegrini che percorrono il Cammino di Compostela.
Una volta a casa, ogni conchiglia giungerà a destinazione e spero proprio che per ogni proprietario si aprirà una nuova Via, ricca di belle possibilità e sviluppi positivi.













Dopo un'altra notte in hotel è per noi giunto il momento di rientrare verso casa, perciò facciamo i bagagli e gli ultimi acquisti bretoni al gigantesco Carrefour di Langueux ,in cui l'area relax WiFi è una tra le più pulite ed ordinate incontrate fino ad ora.














Scendendo verso l'Italia propongo una tappa ad Orleans, per spezzare i chilometri e riposare una notte. In realtà mi piacerebbe visitare il centro storico ma i 34 gradi che ci accolgono sull'asfalto sono letteralmente da morire.
C'è un caldo inspiegabile ed assurdo, anomalo anche per l'agosto di chi vive lì ,ed è impossibile stare all'aperto senza svenire. Così ci rintaniamo in qualche negozio ed io cedo al mio rifiuto dell'aria condizionata. Devo scegliere: o lei o lo svenimento perenne.
Insomma, in un modo o nell'altro arriviamo al mattino dopo, fra una torrida notte senza sonno e qualche doccia in più.

Il giorno successivo scendiamo ancora, verso Digione, e decidiamo di fare tappa a Guedelon per vedere l'avanzamento dei lavori al Cantiere Medievale.
Sono alcuni anni che non ci andiamo e la curiosità, mista anche alla giornata tersa e più vivibile di quella precedente, ci spinge a tornare.

Guedelon merita ogni singolo euro del biglietto d'entrata (il parcheggio è gratuito), anche perché quella è l'unica sovvenzione del cantiere, oltre ai proventi dello shop e della nuova graziosa caffetteria ricreata in stile medievale che vedete qui sotto.

























Guedelon è un'impresa privata e non percepisce fondi dallo stato francese, quindi si mantiene grazie a ciò che raccoglie così e con quel denaro porta avanti i lavori di costruzione di un castello medievale, e del piccolo borgo intorno, usando esclusivamente le tecniche e la manodopera dell'epoca.


















Negli anni questo "cantiere a cielo aperto" nato con l'idea di mostrare i lavori al pubblico mentre il castello viene costruito, è cresciuto parecchio ed ora, oltre ad aver quasi terminato il cuore del castello stesso, ha costruito anche un suo mulino ed un secondo forno, dove macinare la farina e cuocere il pane. Il primo viene usato per cuocere la terracotta.

In futuro Guedelon venderà anche i propri prodotti da forno, oltre al merchandising medievale ,alla terracotta da modellare, utilizzata per produrre le mattonelle che compongono i pavimenti del castello, ed al vasellame già disponibile.

Come vedete ,la corte centrale con l'abitazione del re e della regina, le stanze da pranzo, da letto, per il ricevimento e per gli ospiti, è fora inita e si stanno portando avanti le torri e le merlature.
Il puntolino rosso che notate sulla scalinata è la mia maglietta e quella sono io che fingo di essermi appena affacciata per guardare i cavalieri rientrare.
Non sentite anche voi lo scaplicciare degli zoccoli nella polvere giallo ocra sul terreno ? :)



























Giusto per farvi capire come tutto è iniziato, sono andata a scovare due stampe di foto fatte durante la mia prima visita al cantiere, nel 2001, con le fondamenta delle due torri e le primissime impalcature in quella che sarebbe stata poi la corte centrale che avete appena visto.
Perdonate la qualità ma i files originali non ci sono più.












E' spettacolare tornare indietro nel tempo e pensare di essere stata qui 16 anni fa ,quando tutto cominciava appena a prendere forma.
Mentre ora Guedelon sta battendo la sua prima moneta !
E nei prossimi anni anche quella sarà disponibile all'interno del villaggio, proprio per ricreare completamente l'atmosfera di un tempo.

Nel frattempo v'invito caldamente a visitarlo ,anche con i vostri bambini, perché è sicuramente un'esperienza unica nel suo genere.
Nulla di ciò che vedete qui è finto e tutte le persone che vi lavorano sono tagliatori di pietra, falegnami, tessitori ,pittori e carpentieri a tutti gli effetti.
Inoltre, girando per il cantiere è possibile scoprire la forgia, in cui vengono realmente prodotti gli attrezzi usati per lavorare, e le piccole capanne dove si macinano le pietre per realizzare i colori con cui tingere le stoffe o decorare l'interno delle stanze.























































A Guedelon ci sono anche oche, asini, pecore, cavalli e maiali e li potete vedere gironzolare per il bosco ,nei pressi delle capanne o dei recinti a loro dedicati.
Inoltre c'è un orto ,in cui si producono frutta e verdura locali ,utilizzati per preparare i pasti di chi lavora lì stagionalmente.





















Guedelon è davvero una piccola grande meraviglia e propone anche ateliers per grandi e piccini, in cui sperimentare il taglio della pietra o imparare l'utilizzo degli antichi strumenti con i quali realizzare complesse forme geometriche.

Le foto che seguono vengono dalla pagina ufficiale Facebook del sito e ve le riporto perché a mio parere sono bellissime e raccontano molto dell'atmosfera che si respira al cantiere.



























































































































La pagina è costantemente aggiornata ,perciò vi suggerisco di tenerla d'occhio :)














Con questa visita stupenda ,ed ancora una breve tappa a Digione, terminano le nostre vacanze 2016.
Noi ringraziamo perché è andato tutto super bene e ci auguriamo di poter fare un nuovo giro in terra bretone anche in questo 2017.

Ricordate che se volete programmare un viaggio simile potete trovare qualche info guida qui oppure trarre ispirazione da tutti i diari precedenti, che trovate nella colonna di sinistra del blog.
Se poi ancora site incerti sul perché fare un giro in Bretagna, allora potete leggere una mia spiegazione in proposito qui.

In ogni caso un abbraccio et kenavo !