16 giugno 2018

Mani e Sunna

Poco tempo fa mi sono ritrovata a parlare con mia madre del Sole e della Luna.

E' successo in maniera apparentemente casuale, mentre lei svolgeva gli esercizi dei suoi corsi di tedesco e di inglese e mi chiedeva un aiuto, ma a ben pensarci questo binomio è stato con me fin dall'inizio dell'anno.
A Gennaio, infatti, dopo aver risistemato gli appunti relativi al Wildwood, che mi parlava della Luna come carta guida dell'anno e del Sole come miglior augurio per il 2018, ho iniziato a considerare questi aspetti "luminosi" in maniera un po' più approfondita perché mi sembrava particolare il fatto di ritrovarmi in mano la dualità, il femminile ed il maschile, che tutti ci portiamo dentro ma che spesso tendiamo a dimenticare.




















Ad ogni modo, la chiacchierata con mamma è stata curiosa perché mi ha fatto notare come Sole e Luna cambino genere nella lingua tedesca, nella quale il Sole infatti è femminile mentre la Luna è maschile, e mi ha spinto a fare una piccola ricerca dalla quale ho capito essere così anche in altre lingue, come ad esempio quella araba.

Ovviamente parlare esaustivamente di Sole e Luna è praticamente impossibile ma nel tempo mi piacerebbe raccogliere miti, leggende e materiale vario così da arricchire ulteriormente il blog e me stessa e perciò, se avete bei suggerimenti, sappiate che mi trovate qui pronta a coglierli :)


Nel frattempo vi racconto una breve leggenda che ho trovato lavorando sui nomi Sonne e Mond, rispettivamente Sole e Luna in tedesco, e che viene direttamente dai miti cosmogonici norreni.

Si tratta della storia di Mani e Sunna (o anche Sol), figli del gigante Mundilfari che, trovando il proprio bambino e la propria bambina estremamente belli e splendenti, decise di chiamarli così, ovvero Luna e Sole, e di dare la seconda in sposa ad un uomo di nome Glenr.
Gli Dèi però, risentitisi di tale doppia arroganza, rapirono i figli di Mundilfari e li posero entrambi in cielo alla guida di due carri, uno di notte ed uno di giorno, costringendoli a correre senza sosta recando con sé gli astri.
Il carro di Mani, quello lunare, badava anche al crescere ed al calare della Luna, nonché a tutte le sue fasi, e siccome tale compito era troppo per lui poiché già doveva trainarlo, Mani rapì a sua volta due fanciulli, Bil e Hjuki, affinché l'aiutassero.
A Sunna invece spettava il compito di portare il carro del Sole cavalcando due cavalli, Arvakr (colui che si sveglia presto) e Alsvior (colui che tutto arde), che si dice avessero rune incise sulle orecchie e sugli zoccoli ed otri di vento posti sui fianchi al fine di rinfrescarli.
Gli Dèi, poi, non ancora contenti del loro operato, misero infine due creature a rincorrere entrambi i carri. Erano due Lupi, Hati e Skoll, che secondo la leggenda avrebbero rincorso gli astri ed i ragazzi fino a divorarli.


Le parole Mani e Sunna, come già detto, significano Luna e Sole nell'antica lingua germanica, che vede per il Sole anche Sowilo (corrispondente anche ad una delle rune del Futhark antico).

In sanscrito si dicono rispettivamente Masa e Sura e se per il secondo troviamo principalmente il significato di Sole, per il primo esiste anche un collegamento con la parola Mese, naturalmente legata al ciclo lunare.
Infatti l'indoeuropeo Mehns, che origina il Masa sanscrito, il Men greco ed il Mensis latino (tutti equivalenti di Luna/Mese), contiene in sé la radice Meh, ovvero Misura.
Infine, l'inglese Month ed il tedesco Monat, che ricordano i termini Moon e Mond con cui si traduce la parola Luna nelle due lingue, derivano da un'altra forma indoeuropea, Menot, che ancora una volta riporta al medesimo concetto di Mese visto poco prima.


Ecco, per questo primo appuntamento di Sole e Luna è tutto.
Ci rivedremo più avanti con qualche altra scoperta. Piccola o grande che sia sarà sempre bello sognare un po' recuperando dal mondo le sue antiche bellezze.

Un abbraccio.



13 giugno 2018

Just Me - Giugno 2018

Giorni fa, dopo aver pubblicato il post conclusivo sul BIO, qualcuno mi ha scritto dicendo che ci sarebbero state bene un paio di foto con il mio nuovo look, che poi in realtà è sempre lo stesso super semplice ^^

Il fatto è che ci ho riflettuto su, ed effettivamente sarebbe stato carino chiudere il post così ,ma al momento non ci avevo nemmeno pensato, dato che io vedo tutti giorni nello specchio gli effetti delle mie BIO-scelte e del lavoro fatto su di me.
Però so che le sole parole a volte non bastano e allora, anche per tenere traccia di me come ho fatto in passato, eccomi qui, con i capelli castani, di bambina e di luna, e le macchie sul viso, che nel giro di dieci anni dalla fronte stanno scendendo sugli zigomi.

















A questo proposito, e per tornare a qualche domanda ricevuta via email, devo ahimè dirvi di non avere una soluzione e posso solo raccontarvi brevemente com'è andata e come l'ho vissuta io, sperando più che altro che possa essere d'aiuto a livello psicologico/interiore per poter lavorare sull'accettazione dei mutamenti.


Un giorno, dal nulla, sono comparse come piccole macchioline nel centro della fronte, appena sopra al naso, e da lì si sono allargate di diversi centimetri, disponendosi anche lungo le sopracciglia.
Al tempo feci visite ed esami ma niente, nessuno che sapesse darmi una soluzione.
L'unica cosa che mi venne detta allora fu che, forse, c'era un accumulo di melanina, naturale o dovuto a qualche cosmetico, e che volendo avrei potuto tentare un intervento al laser, con il rischio però poi d'ottenere l'effetto contrario e ritrovarmi con macchie di pelle più chiara.

Dell'intervento nemmeno a parlarne, perché mi pareva troppo estremo per una questione di quel tipo, e così in quel periodo ricordo d'aver cercato della crema solare meno velenosa del solito e d'aver provato qualche scrub o crema semi-naturale che, a detta della casa produttrice, "rimuoveva le macchie scure o le attenuava".
In realtà lo scrub non avrebbe mai lavorato così a fondo sul mio viso, poiché non era una carta vetrata ^^,  e la crema finiva solo per pasticciare tentando di coprire quasi fosse una sorta di fondotinta.
Ma tutto ciò l'ho digerito realmente solo dopo un mese o due di tentativi quando, stufa di tutto, ho optato per una semplice routine di pulizia mattino e sera (associata all'uso della crema idratante e solare -tutto "quasiBIO"- ) ed ho intensificato il lavoro interiore per rafforzare l'autostima, dicendomi che quel "problema" non era la fine del mondo e che forse andava curato da dentro.

Spesso, infatti, ciò che il corpo racconta tramite disturbi nervosi, cutanei o comunque fisici, è un riflesso di quel che ci attraversa interiormente e perciò, una volta fatti i debiti esami (importanti e necessari come prima tappa), forse è il caso di guardare anche alla meta medicina ed eventualmente chiedere un supporto psicologico che aiuti a tirar fuori le questioni irrisolte.

Ovviamente anche l'alimentazione e lo stile di vita incidono, perciò si dovrebbe dare un occhio anche a quello, e negli ultimi dieci anni posso dire d'aver fatto un po' tutti questi percorsi, a volte accompagnata ma molto spesso anche da sola, e nel caso specifico delle macchie le ho viste trasformarsi naturalmente, esattamente come me, nello scorrere del tempo.

Ricordo che un giorno, a distanza di qualche anno dall'inizio del "problema" e nel mezzo del "rovistamento interiore intenso", le ho viste iniziare ad aprirsi e schiarirsi leggermente, dal centro verso l'esterno, come se il guardare dentro di me e portarvi luce si riflettesse sul fisico in quella maniera.
Sembrava assurdo osservarle e vedere la pelle fare tutto da sola.
Più lavoravo dentro di me, più loro si aprivano spostandosi sulle tempie lasciando nuovamente la fronte chiara come un tempo.

Nel mezzo ci sono stati anni in cui la mia considerazione interiore mi ha presa per mano fino a farmi dimenticare della questione e a continuare a fare le foto come tutti e come sempre, come se non esistesse nessuna macchia.

A volte qualcuno mi diceva che si vedevano tantissimo e che avrei dovuto assolutamente fare qualcosa, perché era orribile e sembravo sempre sporca.
Altre invece ricordo che, al parlare con le persone più sensibili, dopo un po' sorridevo e chiedevo per favore d'essere guardata negli occhi piuttosto che in fronte, perché al mio terzo occhio in via d'apertura non andava d'essere fissato così :)

Insomma, con chi evidentemente non era abbastanza intelligente da comprendere o forse, chissà, magari non si dava il tempo di pensare e mettersi dall'altra parte, tagliavo corto, seppure gentilmente, per non disperdere energia. Con chi invece poteva "sentire", ci scherzavo su e trovavo sorrisi gentili o affettuosi che in un attimo mi facevano scordare di tutto.

E' stato strano perché alla fine so di averle dimenticate totalmente e realmente, concentrata com'ero a riordinare e rafforzare l'interno :)

In tutto ciò ci sono stati i BIO capelli, La Maison Zen, le millemila illustrazioni bibliche, l'handmade, la riscoperta del mio amore per il druidismo e l'antico, i cricetini e tanto altro ancora, fino ad arrivare al mese scorso in cui guardandomi allo specchio le ho viste lì, come lentiggini giganti sugli zigomi, ed ho ripercorso la strada all'indietro.
Dieci anni di vita ricchi d'esperienze. Dieci anni di vita nei quali, per ben due volte, ho stupidamente pensato che non ci sarebbe più stato niente di bello ad attendermi.
Che immensa sciocchezza :)

Ora chissà quali saranno i prossimi passi!
Ancora non mi sono ben chiari ma lascerò che sia la pancia a suggerirmeli perché lei non sbaglia mai.

Quel che so per certo è che voglio continuare a tenere viva quella luce azzurrina che mi pulsa dal di dentro più forte di prima e che nonostante le fatiche devo sorridere con il cuore, perché mi è stata donata la vita e la voglio ancora utilizzare al meglio.


Un abbraccio forte forte e, come sempre, ricordate di volervi bene!

ps: le foto non rendono ma i miei capelli di luna sulle tempie sono tantissimi. Prometto che se ci vedremo ve li lascerò osservare ad uno ad uno, perché sono come fili d'argento che raccontano storie ed io le amo immensamente  :D

11 giugno 2018

Arborea#06 Asvattha e Sefirot - le radici nel Cielo

Il Solstizio estivo giungerà velocemente e sarà presto ora di cambiare stagione, lasciando così l'Aria per parlare del Fuoco. Perciò, prima che accada, vorrei raccontarvi di un albero del quale si parla nella mitologia indiana e che idealmente tendo a collegare all'Aria per via della sua particolarità.

L'albero di cui dico è l'Asvattha, ovvero il Pipal, il Fico Sacro del Risveglio sotto il quale si sedette Siddartha sacrificandosi, un po' come Odino con il Frassino, allo scopo di ottenere la conoscenza suprema, l'illuminazione.

Il Pipal, Ficus Religiosa detto anche Bo, è un albero a tutti gli effetti, semi-sempre verde, altro circa 30 mt, con rami che si allargano in ogni direzione e dai quali pendono radici aeree che, toccando terra, originano nuovi tronchi, i quali crescono intorno al tronco principale.




























Per via di questa sua caratteristica si dice che sia capace di creare da solo un intero boschetto, diventando così per la dottrina buddista un sinonimo di continua rigenerazione, e sempre per tale particolarità ci riporta alla sua raffigurazione mitologica che lo vede rappresentato sottosopra, con le radici nel cielo.

Secondo le leggende legate a Buddha, in India esistono diversi tipi di Ficus ed alberi sacri ma il Pipal, con le sue foglie a cuore, verdi con nervature rosa, rimane al primo posto e viene chiamato appunto Asvattha.














Asvattha fa parte degli alberi cosmici ed in India si venera da sempre come albero ascensionale, fin da prima della venuta di Buddha quando si diceva che "il sacrificio ha un solo punto d'appoggio solido, il Mondo Celeste" (Sylvain Lévi).




















Durante il rito d'iniziazione indiano, simile ad altri collegati agli alberi cosmici, il sacerdote utilizzava un palo consacrato e tramite una scala vi faceva salire la persona affinché raggiungesse simbolicamente il cielo, il divino, e quindi la conoscenza non disponibile all'uomo comune.
Il concetto di ascesa è quindi molto chiaro ma perché, come espresso nel Rigveda ( antica raccolta in lingua sanscrita della conoscenza, dottrina, credenza indiana ), raffigurare l'albero con i rami verso il basso e le radici nel cielo?
La risposta è semplice e si basa sul concetto della meditazione, la quale sarebbe in grado di riportare l'uomo alle proprie radici celesti e quindi alla vera fonte della sua vita perché, secondo la tradizione indiana (ma non solo), soltanto meditando l'uomo può ascendere e sfuggire quindi al continuo ciclo di nascite e morti.

Asvattha è pura energia cosmica che scorre nell'albero dall'alto verso il basso per passare da Spirito a Materia e che, risalendo poi al contrario tramite la meditazione, conduce l'uomo dalla sua nascita terrena alla sua forma divina.

L'albero rovesciato è quindi simbolo di un ciclo reciproco fra creazione (in discesa) e liberazione (in ascesa) ed è sempre dalle sue radici che nasce la linfa vitale divina capace di dare la vita, un po' come nell'albero cosmico di un'altra tradizione, stavolta quella della cabala ebraica, nella quale tale concetto viene espresso grazie ad una sorta di schema detto Albero dei Sefirot.





















Anche qui, infatti, la creazione discende nel nostro mondo, quello terreno, ma lo fa attraverso i Sefirot (ovvero 10 punti detti anche entità e rappresentate dalle lettere dell'alfabeto ebraico) collegati fra loro da un fulmine di luce.
Tale fulmine, o scintilla divina partita dalle radici aeree, non farebbe quindi altro che portare con sé un seme luminoso sul "terreno" al fine di tramutarlo in materia e vita, esprimendo nuovamente la somiglianza della discesa indiana di Shiva che, da pura conoscenza aerea e maschile, scende in noi verso il basso per incontrare Shakty, la corrente energetica femminile e densa, per fondersi con essa e diventare così concretezza.
Qui ci sarebbe ancora da ricordare il percorso inverso di Shakty, che tramite il risveglio e la "risalita" del serpente Kundalini torna (nuovamente) al divino del settimo chakra, ma per non dilungarmi troppo lascio a voi qualche ricerca in merito se siete interessati.

Tornando ai Sefirot, invece, e per darvi ancora qualche informazione pur restando sul semplice, potremmo ancora dire che essi sono collegati fra loro in un diagramma a tre colonne verticali, tre pilastri, che rappresentano da destra verso sinistra la Saggezza (Chokhma, il Padre Cosmico, maschile,  identificato con la lettera Sin = Fuoco) e la Comprensione (Binah, Grande Madre, femminile, identificata con la lettera Mem = Acqua), i quali si fondono nella Sintesi (Yesod) per trasformare il "seme", l'energia creatrice Keter,  in manifestazione, vita concreta, espressa come Malkuth, il regno terrestre.

In realtà il pilastro centrale, pur essendo collegato agli altri e terminando grazie all'unione del maschile e femminile, possiede anche una valenza tutta sua, quella della Compassione, che rappresenta l'unica via capace di unificare gli opposti poiché simbolo di mitezza.
Questo pilastro si origina da Keter e come l'energia creatrice stessa è la colonna dell'Aria e del Respiro, il soffio divino, l'Inizio del tutto, la radice nel cielo.














Se avete letto in precedenza il post sulla Betulla vi sarete accorti della similitudine tra il rito buddista d'iniziazione e quello sciamanico siberiano e perciò spendo ancora due parole in proposito.
Pur essendo infatti differenti le due figure, ad esempio perché i monaci buddisti tibetani (teoricamente) non possono fare uso di stupefacenti come gli sciamani, entrambe possiedono dei tratti in comune, come nella lingua parlata in una regione dell'Asia centrale per cui la parola "saman" (dalla pronuncia "shaman") indica i monaci buddisti o come il fatto che gli sciamani sentano come compito primario quello di difendere gli interessi dell'umanità, cosa che somiglia al concetto di compassione del monaco buddista.
Inoltre la vicinanza geografica ha sicuramente giocato a favore dello scambio fra il buddismo del Tibet e della Mongolia e quello della regione siberiana fin dal passato, amalgamando così i riti.
Per non parlare infine della somiglianza fra il sacerdote tibetano che nel Libro dei Morti recita formule per aiutare il viaggio del defunto e lo sciamano che accompagna la persona nell'aldilà.
Certamente monaci e sciamani non sono la stessa cosa, ed anzi diventa interessante coglierne le differenze poiché queste ci parlano della bellissima diversità culturale, ma non si può fare a meno di notare le correlazioni.


Ecco, il post arboreo di oggi, un po' a metà strada tra la Terra ed il Cielo proprio come un albero, termina qui e spero che vi sia piaciuto pur nella sua particolarità e brevità.

Di recente ho sentito la voglia di avvicinarmi agli alberi in maniera molto più fisica e, fortunatamente per me, mio padre conosce bellissimi sentieri boschivi non troppo distanti da dove abito, così abbiamo iniziato a percorrerli insieme.
La vita a volte è incredibile, poiché mi ha dato la doppia occasione di stare all'aperto scoprendo le piante da vicino e di riscoprire quella persona con cui ho sempre faticato a rapportarmi, forse perché in realtà siamo più simili di quanto crediamo ^^
Ad ogni modo è molto bello ed io non posso fare altro che ringraziare perché recupero qualche bella avventura non vissuta prima e continuo a salire, accompagnata dal Sole, verso il mio personalissimo Cielo.




















Mi chiedo quante cose belle abbia ancora in serbo la vita per me e sorrido in silenzio, ripensando alla gioia che mi regala il bosco mentre attraverso il suo cuore verde alla riscoperta del mio e mi avvicino ai giganti arborei per abbracciarli, conoscerli e raccontarveli con amore sempre più grande.




















A presto!

nota: Se volete leggere i precedenti post di Arborea, li trovate QUI-

8 giugno 2018

BIO capelli e make up, ultima fermata :)





















Ultimamente sto tirando un po' le somme di tante cose, quasi avessi bisogno di rimettere ordine e di trovare l'ennesima ripartenza, e, fra le altre, ho pensato alla questione BIO capelli-pelle, affrontata più volte su queste pagine e di cui potete trovare i post cliccando sulla medesima etichetta nella colonna sinistra.

Non vorrei ripetermi ma per fare un sunto, poiché il mio desiderio è quello di chiudere l'argomento con questo post, è un po' inevitabile, quindi portate pazienza.

Se siete di casa qui su IncantaMenti ormai avrete capito, più o meno, quale sia il mio "stile di vita" e saprete che da diversi anni tutto si è orientato sempre più verso quella che a me piace definire "un'esistenza a misura d'uomo", ovviamente per quanto possibile e compatibilmente con tutto ciò che ci circonda. Infatti siamo qui e tocca fare i conti con molti aspetti e per quanto il mio ideale di vita non sia ancora del tutto quel che vivo, beh…cerco di fare del mio meglio per arrivarci, un passo alla volta, e la strada del BIO rientra in questo percorso.

BIO significa tante cose in realtà ma forse si potrebbe riassumere in un termine solo, ovvero Consapevolezza.
Consapevolezza di cosa voglia dire essere su questo prezioso pianeta che ci ospita, così come dell'impatto che abbiamo su di lui, e consapevolezza riguardo a quel che è il nostro meraviglioso corpo, per non parlare poi dell'anima e dello spirito che l'abitano.

Comunque, senza addentrarci in discorsi spirituali (anche se ovviamente per me è tutto molto collegato) e restando sul piano fisico, riassumendo potrei dire che il passaggio al BIO è iniziato per me dalla cura dei capelli solo qui sul blog, perché invece, a ben pensarci, l'alimentazione è stata opportunamente modificata moooolti anni prima in seguito ad una problematica fisica che ho affrontato e della quale ricordo aver detto a me stessa: "ok, così non va proprio, non deve ripetersi mai più, si cambia". 
Lì è scattato il primo vero "click" ma a dirla onestamente non sapevo nulla di BIO, sapevo solo che volevo stare bene fisicamente ed ho iniziato un certo tipo di percorso. Il resto poi è venuto da sé, man mano, nel tempo.

Facendo quindi un bel salto arriviamo a quando ho deciso di affrontare l'argomento BIO-capelli scrivendone qui, un po' perché amo la condivisione ed un po' perché quella generosa di altri ha aiutato moltissimo me quando non sapevo da dove iniziare, mentre adesso di BIO-capelli si parla ovunque :)

Ad ogni modo, come dicevo, mi piacerebbe chiudere il discorso, perché su quel fronte ho trovato un mio personale equilibro e non mi pare ci sia più tanto da fare o dire. Così, anche per rispondere a due domande che mi vengono rivolte spesso, proverò a fare un'ultima sintesi per entrambi gli argomenti.


-MAKE UP-
Forse perché ho sempre visto mia madre acqua e sapone e un po' perché mi sentivo ridicola e del tutto a disagio con del trucco sul viso, non ho mai usato make up nel senso vero e proprio.

Ho letto tanto a riguardo, perché sono curiosa e perché a volte ho pensato d'essere bizzarra io a non fare come le compagne di scuola, ma alla fine mi son detta che no, il trucco non mi apparteneva proprio, e sono passata oltre.
Son passata oltre anche quando, per un motivo che ancora oggi resta un mistero nonostante le visite/analisi etc etc, la pelle del viso si è macchiata in diversi punti ( naturalmente modificatisi nel tempo ) e mi ha portata a confrontarmi con le persone che, a volte anche molto poco gentilmente, mi facevano notare la cosa quasi fosse una colpa o una deturpazione inaccettabile in questo mondo apparentemente perfetto.
Insomma, quel che voglio dire è che essere BIO, o essere quel che si è per natura, richiede a volte un po' di coraggio o forse piuttosto la volontà/capacità di curarsi, accettarsi e volersi bene anche quando è meno semplice.

E mi raccomando comprendetemi perché questo non significa andare totalmente oltre, dall'altra parte, e demonizzare un po' di colore sugli occhi o sulle labbra ogni tanto se ne si sente la voglia. 
Non c'è giudizio da parte mia, ciascuno può fare quel che preferisce, quel che voglio dire è solo che non posso aiutarvi in quanto a Make Up, BIO o meno, perché tutto ciò che uso ogni tanto è una matita scura per gli occhi.
Ormai mi sono stufata anche del correttore e mi dico che se gli occhi sono stanchi, per sonno o pianto, non c'è altra soluzione se non quella di dormire o ridere.

Perciò, più che parlare di trucco, ho sempre preferito scrivere di cura della pelle ed è quel che trovate qui perché ,in sostanza, l'unica differenza nel mio viso fra sera e mattina è l'effetto del sonno e l'arruffamento che ne consegue ^^


-COLORE CAPELLI-
Ok, probabilmente l'ho già detto ma mi viene ovvia la ripetizione, sono stata come molte altre persone su questa terra e come loro ho colorato varie volte i capelli, per vederne l'effetto, perché desideravo essere una strega dalla chioma rossa e scura come il mogano anche quando ero inconsapevole della mia natura o perché sentivo il blu profondo accompagnarmi in certi anni di passaggio.

Un giorno però ho riguardato le foto di quando ero bambina e mi son detta che il mio semplice castano non era affatto male e così son tornata a lui per anni, più che altro per coprire qualche capello bianco che spuntava qui e là, e lungo la strada ho scoperto anche l'henné.
Da lì le cose hanno preso una piega leggermente diversa virando sempre più al naturale, finché un giorno è scattato un altro "click", il definivo, ed ho proprio smesso di colorare i capelli seppure usassi tinte meno aggressive e biologiche.

E' stato strano ma lo ricordo molto bene.
Un mattino, poco dopo il mio compleanno dei 41, ho colorato i capelli e nel guardarmi allo specchio ho provato una reazione molto forte di non appartenenza, come se l'immagine restituitami fosse finta e non più in sintonia con ciò che ero dentro.
Ricordo d'aver desiderato di poter cancellare immediatamente l'azione perché i mie capelli color dei raggi di luna mi mancavano immensamente.
Mi mancava quasi come l'aria non vederli più spuntare qui e là o ritrovarne le ciocche sulle tempie spostandoli dietro le orecchie.
Mi mancava quella parte di me che da dentro si mostrava ora, fisicamente, al mondo in quella maniera lucente.

Lo so, pare proprio un'assurdità nel raccontarlo ma è stato così.

Ovviamente non potevo fare nulla di pratico, perché una decolorazione sarebbe stata altrettanto assurda ed ancor più nociva, e così ho solamente atteso che il colore colasse via con lo shampoo nei mesi successivi, poiché la colorazione vegetale BIO ha una durata decisamente minore sul capello.
Sono stati mesi strani, di crescita ancor più profonda, che sto digerendo ancora adesso e che non credo affatto sia finita, anzi.
Però so che quella è stata l'ultima volta e che non ho mai più desiderato rifarlo.
Adesso infatti i miei capelli di luna son tutti lì, insieme a quelli castani naturali, e man mano pare si facciano compagnia trovando un nuovo equilibrio che mi restituisce una sorta di pace interiore, almeno in parte.

Certamente qui vale lo stesso discorso fatto prima per le macchie sul viso, c'è sempre qualcuno che si sofferma a guardare facendo notare la cosa, più o meno gentilmente, ma sinceramente non è un problema perché quando sono puliti, curati e pettinati, magari in una treccia, io mi sento bene e questo è ciò che conta per me.

Quindi, per concludere, diciamo che riguardo questo punto posso certamente suggerirvi qualche tipo di colorazione vegetale BIO, meno pesante di quel che c'è al supermercato, ma sappiate che la sua durata è decisamente minore e che, in ogni caso, si tratta di qualcosa che va comunque a soffocare il capello, anche se solo parzialmente.

Per quanto ne so, infine, mi pare che solo l'henné rosso copra i capelli bianchi e che quindi, per colorare con l'henné di altri colori, si debba passare prima da questo step, facendo perciò due applicazioni in tempi diversi.
Per quel che mi riguarda sto terminando l'henné castano che ho ancora ma, appunto, non copre il bianco. Io lo uso infatti come henné per le sue semplici proprietà ed approfitto di quel poco di luce color miele che apporta qui e là.

Ecco, mi pare sia tutto :)

Forse l'ultimissima cosa che posso fare è lasciare di seguito i pochi prodotti base per capelli che ho scelto come definitivi, e che penso solo un eventuale cambio di INCI mi costringerebbe a cambiare, ma a ben pensarci non so quanto sia realmente utile.
In fin dei conti il percorso BIO è personale e ciascuno arriva alle proprie scelte sulla base del proprio tipo di capelli/pelle.
Ad ogni modo eccoli qua:























Pur essendoci 3 marche di shampoo diverse nelle foto, ormai ne uso solo più due perché Melvita, che amavo tanto per il leggerissimo profumo di fiori, ha reinserito nell'INCI i solfati, penso per questioni di costi/convenienza produttiva, ed io trovo che il prodotto sia peggiorato. 
Quello della Khadì, con la polvere d'Amla che si accorda benissimo con l'aspetto mediterraneo della mia chioma, si trova comodamente su EccoVerde mentre l'altro, un must, leggero, conveniente ed ottimo praticamente per tutti, lo trovate solo sugli shop francesi come Onatera ma entrambi conservano il pregio di non contenere appunto i suddetti solfati che, un pochino come il calcare nell'acqua, tolgono morbidezza ai capelli.

In quanto alla pelle avevo già scritto un post riassuntivo simile a questo e quindi mi sa che ho davvero raccontato tutto quel che ho appreso e che sostanzialmente poteva essere d'aiuto.
Perciò non mi resta che augurarvi buone esperienze e buona crescita :)

Ovviamente non vado via e sono sempre qui se avete domande, suggerimenti o se non ritrovate più qualche vecchio post.
Se in futuro dovessero mai esserci ulteriori sorprendenti scoperte di bio bellezza, prometto che le condividerò ma, a mio avviso, i rimedi della nonna restano i migliori ;)

Un abbraccio, non complicatevi la vita e ricordate di volervi bene!

29 maggio 2018

Amairgen e la Luna #09

Il plenilunio di Maggio sarà qui stasera.
Secondo il calendario lunare celtico è quello dell'ottavo mese, che va dal 13 Maggio al 9 Giugno e che saluta una Luna Piena tra le più belle, quella dei Fiori.

"Benvenuta, Luna dei Fiori!
E' arrivata l'Estate, il mondo è verde, gli uccelli costruiscono i loro nidi. 
Diventiamo liberi nel piacere dell'essere".


Secondo la cultura celtica, la Luna Piena di Maggio giunge per salutare la Terra che ora ha mitologicamente ricevuto un corpo fatto interamente di fiori e grazie al quale è diventata la Fanciulla dell'Estate, sposa del verde Maponos con cui si è unita nella festa di Beltane ( qui ).

A proposito di questa Luna, nei vari racconti si parla quasi sempre di una foresta verdeggiante, piena di uccelli, fiori, vita e nuovi respiri, nella quale i due festeggiano il rinnovo della fertilità, e quindi il punto più alto dell'anno, in una sorta di "luna di miele divina" condivisa con ogni creatura.

La Terra adesso è ancor più bella e ci attrae magneticamente, proprio come una splendida fanciulla nel pieno della sua vitalità, spingendoci alla contemplazione e al godimento di ogni suo più piccolo e vibrante dettaglio.

Questo è il tempo della Festa e della Gioia. 
Null'altro ci viene richiesto se non di gioire dell'energia che la Terra ci dona riempiendoci completamente mentre guardandola fiorire ci rendiamo conto dell'estrema bellezza della sua varietà.
E' ora di essere grati, per ogni più piccolo dono ricevuto fin qui, e di respirare ogni singolo istante di vita poiché non è affatto scontato.


Nei vari almanacchi questa Luna è detta allo stesso modo, Full Flower Moon, sempre perché legata alla grande fioritura del periodo, ed anche se presso i Nativi Americani viene ulteriormente chiamata Mother's Moon o Milk Moon il significato di fondo rimane il medesimo, ossia il festeggiamento della massima fertilità della Terra.
Non a caso Maggio è spesso considerato un bel momento per fare una proposta di matrimonio/unione, proprio per il significato d'abbondanza che porta con sé, così come è un momento prezioso per godersi del tempo nel verde prima del futuro caldo estivo.


Quest'anno la Luna Piena di Maggio è nel segno del Sagittario.
Un segno pieno d'entusiasmo, che invita ad uscire, viaggiare e scoprire ciò che non è stato fatto fino ad ora, e che ricerca la verità spirituale, il significato di quel viaggio senza fine che si compie da una vita all'altra.

Inoltre pare che in tale momento sia accompagnato da Giove, marcando questa come la "Luna del Viaggiatore", di colui che parte per una Quest molto particolare e cioè una ricerca interiore, una discesa nelle sue profondità accompagnato da qualcuno che ne sa più di lui e che lo spinge a crescere.
Nuovamente quindi potremmo trovarci nella lettura di libri che invitano al viaggio spirituale e al ricongiungersi con il divino che c'è in noi, così come sarà possibile provare forti richiami interiori da parte dell'anima.

In alcune persone non sarà perciò affatto strano percepire l'idea di qualcosa di grande che emerge dalle profondità come un cambiamento e che, pur nel timore o nell'incertezza, dona grande forza ed ispirazione.

La chiave per affrontare il tutto, niente affatto bizzarra se pensiamo al significato celtico di questa Luna, sembra essere l'Amore, incondizionato e che apre il cuore a dispetto di ogni cosa.
Se ricordate, infatti, siamo ancora nel periodo dell'Aria e quindi del Chakra Verde del Cuore, come si diceva qui, che investe anche la sfera mentale.














Può darsi che le persone creative si sentano ora prese nel vortice della corrente, senza sapere bene come gestire tutto, ed il consiglio è ancora e sempre quello di rivolgersi al Cuore, alla musa interiore che saprà sicuramente indicare la via migliore da seguire, ed allo svolgere al meglio le piccole attività quotidiane o responsabilità per non perdere il radicamento.

Stando infine ai Simboli Sabiani, ovvero le immagini simboliche relative ai segni zodiacali elaborate negli anni venti da E. Wheeler e M.E Jones e correlati al popolo mesopotamico vissuto ad Harran, (dove si dice sia nata l'Astrologia ed il culto ufficiale pare essere stato quello della Luna), una delle figure legate al Sagittario è quella di una madre che conduce per mano il figlio mentre sale, uno alla volta, i gradini di una ripida scala.
Ora, devo dire di aver incrociato da poco i simboli sabiani nelle mie letture e di non aver trovato grandi notizie riguardo al significato del nome Mother's Moon per questa Luna Piena se non il fatto che essa sia una Madre che aiuta a raggiungere la propria ricchezza/pienezza spirituale interiore, e quindi di non poter legare a dovere le cose, ma ammetto che un'associazione spontanea mi sia sorta nella mente.

Insomma, a me pare che questo plenilunio, estremamente fertile e fiorito ed accompagnato dal Sagittario e da Giove, sembri voler puntare/portare in alto, in viaggio verso il nostro miglior potenziale, proprio tenendoci per mano come una Madre che assiste, amorevolmente ma senza eccessiva influenza, i nostri passi incerti sui gradini.


Sarà che ho bisogno di molta positività in questo momento o sarà che voglio ancora credere in un futuro luminoso, fatto sta che mi piace molto figurarmi in mente la scena in cui "qualcuno o qualcosa" dentro e intorno noi sia lì a tenerci per mano, pronto a mostrarci la via lungo la quale salire se in noi vive ancora la disponibilità a guardare in alto.

Che volete farci, sono strana e sarò forse solo un sognatore perduto in un'epoca che ha ( quasi ) dimenticato il calore della luce interiore ma vi ( e mi ) auguro comunque sempre di tornare a percepire quella bussola che gira dentro e che sa esattamente cos'è meglio per noi, in ogni caso.

Abbraccio gigante, buon plenilunio e keep looking up!


Nota: lo scorso anno, in corrispondenza di questa luna piena, avevo scritto qualche parola anche in merito al Wesak e siccome considero tale cerimonia un qualcosa di bello che merita d'essere conosciuto, vi rimando alla lettura (qui) oppure a qualche ricerca direttamente sul web. 











Quello di stasera sarà perciò per me un altro "plenilunio doppio" ed anche se alcuni hanno festeggiato il Wesak con la precedente luna piena io preferisco restare fedele alla tradizione che intende Maggio come momento in cui si celebrano i "tre eventi" della vita del Buddha.

Ancora felice serata e che possa essere piena di stelle.


PS: volete ritrovare dall'inizio tutti i post dedicati alle parole del bardo Amairgen ?
Facile, basta cliccare QUI 

28 maggio 2018

Mini info

Ciao a tutti,
passo solo a lasciare un breve messaggio e a chiedervi gentilmente una mano.

Pare che Blogger abbia qualche problema (uno dei tanti) e che dalla sera del 25 Maggio non invii più le notifiche tramite email riguardo ai commenti che vengono lasciati.
Certamente (anche se non so quanto in realtà) posso trovarli nella sezione apposita, in cui vedo la preview (solo parziale) di ciò che scrivete, ma questo richiede che io vada a controllare appositamente, allungando i tempi di pubblicazione ed eventuale risposta da parte mia.

Stamattina ci ho perso dietro del tempo, per capire cosa stesse succedendo e se il problema fosse solo mio, ma dal Help Forum pare che sia un fastidio esteso a tanti altri utenti Blogger.

Siccome tutte le impostazioni qui sono esatte e non sono cambiate, non posso fare altro che unirmi alla moltitudine di domande ed attendere una risposta, si spera con soluzione :)

Nel frattempo, se avete due minuti da dedicarmi, vi chiederei per favore di lasciare un commento qui sotto, di spuntare la casella apposita per ricevere notifica di risposta e poi di tornare a dirmi se avete ricevuto ciò che scriverò a mia volta. 
Sempre che io per prima trovi il vostro commento in attesa di moderazione.

Non so a quanto serva ma è un doppio controllo che mi è stato suggerito di fare nell'attesa, anche se tutto ciò mi fa tornare sempre più la voglia di recuperare la mia adorata carta da lettera ed i francobolli.
Lo so, sono un'anima antica ma, sinceramente, quanto era bello aprire la buca delle lettere e trovarci dentro anche qualcosa che non fosse una bolletta o l'ennesima pubblicità? ^^ 


Grazie, abbraccio e buona settimana!

21 maggio 2018

Un po' di musica

Per l'etichetta "music" del blog credo d'aver già citato Max Gazzè in precedenza ma le sue canzoni sono tutte così particolari e belle che potrei scrivere mille post su di lui.

Se ancora non lo conoscete, oggi sentitevi questi brani.
Poesia in musica :)

Abbraccio!









13 maggio 2018

13 Maggio - la Mamma, la Madre

Mia madre è del '54, ha sempre avuto un animo curioso e, a detta sua, sia io che mio fratello, in realtà un po' come tutte le persone che sappiano fare buon uso della propria intelligenza e capacità, possiamo riuscire in qualsiasi nostro intento/obiettivo.

Detto così pare una mamma di quelle che vedono nei figli solo i pregi ma ve lo dico: vi state sbagliando nel crederlo.

Infatti, per quanto il suo cuore sia pieno d'amore ed agisca in stile motivatore di millesimo livello, sempre pronto a visualizzare i limiti o le difficoltà come opportunità per crescere, riducendoli così a scalini da salire piuttosto che ostacoli da valicare, nel conoscerla meglio vi rendereste conto di quanto il suo spirito sia bilanciato dalla spada del raziocinio, della mente, dell'intelletto, che nella vita le ha permesso di restare in equilibrio anche in situazioni spinose, e che le permette anche di vedere molto bene i nostri difetti di esseri umani.

Quindi ok, il suo amore è grande ma lei ci vede benissimo :)

Il sentiero sul quale ha camminato non è mai stato tutto di petali di rosa ma, pur nella freddezza della razionalità con cui l'ha percorso a volte per non cadere, non ha mai perso la capacità di sognare, anche quando praticamente non poteva.
E sapete come ha fatto?
Si è rivolta ai libri, di autori e generi diversi, per sentire più campane possibili, per viaggiare fin dove altrimenti non avrebbe potuto e per non restare incatenata in una sola opinione preconfezionata e servita come l'unica.
Inoltre, ha sempre seguito la pancia, l'istinto, facendo ottimo uso delle sue orecchie interiori.

Quando ero piccina mi ha sempre portata in biblioteca con sé o in giro per viaggi e musei perché, diceva, "quei pochi soldi che fortunatamente abbiamo in più è bene spenderli per arricchire la mente, oltre che per comprare del buon pane e formaggio". ( Giuro! il senso era quello, come lo è anche oggi :) )
Ha comprato raccolte di libri, fumetti e video affinché potessimo imparare e conoscere nella maniera più consona alla nostra età ed al nostro modo d'essere e così, a volte, preparava una cena fredda ed insieme ci sedevamo per terra, davanti alla TV, per guardare le videocassette sui miti antichi mentre "pizzicavamo" il cibo con le mani e ci chiedevamo in quale punto del mare avrebbe potuto nascondersi Atlantide.

Ero piccola, eravamo solo io e lei e mi piacevano da matti quelle sere così :)


Di aneddoti simili ne ho millemila ma li serbo nel cuore.
Oggi invece volevo solo fare un augurio speciale a mamma, che a volte passa di qui a leggere, e dirle anche per scritto che, nonostante i bagagli riempiti da altri e di cui non abbiamo colpa, lei ha fatto un gran bel lavoro.
Cosa che continua a fare anche adesso, ancor più da quando ha ripreso a studiare il tedesco ed impara l'inglese e lo spagnolo da zero, oltre a leggere e discutere con me sulle possibilità di Atlantide, sui mondi invisibili e sui miei sogni notturni mentre con un occhio analizza l'andamento delle borse sul Sole24Ore.


Un buon augurio a te, mamma, e al femminino presente in ciascuno di noi.



















Perché la Madre è anche quella parte femminile che tutti ci portiamo dentro e che si dovrebbe coltivare con amore indipendentemente da quella terrena che ci è stata messa accanto.
Perciò, ringraziate affettuosamente chi vi ha instradato ma poi imparate anche ad essere la Madre di voi stessi.
E magari un pochino anche degli altri perché non c'è mai un reale confine fra chi aiuta chi :)

Bacione e felice domenica!

9 maggio 2018

Stagioni ed Elementi#03 : di Primavera e d'Aria

La Primavera è ormai già inoltrata e qui il vento smuove il polline come fosse neve.
Fa già più caldo, a giorni anche troppo per essere Primavera, ma per fortuna qualche bel temporale trasforma il cielo da blu a grigio ed io posso ancora rannicchiarmi sulla mia panchetta in legno a bere un tea mentre annuso la pioggia fuori sul balcone.

















Con l'Equinozio di Marzo (qui), e con la relativa festa celtica di Ostara (qui), la stagione è cambiata e siamo passati da quella della Terra a quella dell'Aria, dei venti che soffiano infondendo nuova vita e riportando anche una temperatura più mite.
Questo è il periodo in cui spuntano i primi fiori, si aprono i germogli ed il mondo si riattiva chiamandoci all'esterno ed alle corse in bicicletta e si potrebbe quasi dire che la Primavera somigli ad una costante luna crescente, durante la quale tutto tende allo sviluppo, all'uscita ed alla crescita, accompagnata appunto dal profumo e dal tepore del Vento.

Come per le altre stagioni, anche di questa sarebbe bene sondarne l'Elemento al fine di entrare in sintonia con esso e vivere meglio tutto il senso di nuovo che offre, anche a livello interiore, perciò vediamo di scoprirlo insieme.

L'Aria è qualcosa d'impalpabile ed inafferrabile ma comunque esiste e possiamo rendercene conto guardando le nuvole correre in cielo o il fumo di un bastoncino d'incenso che si libra danzando verso l'alto. L'Aria è quindi movimento ma è anche quell'energia, sottile e centrifuga, legata alla comunicazione, all'interscambio e al dinamismo e perciò non dovrebbe stupire il fatto di percepirsi "in crescita", magari con più forza in questo periodo dell'anno piuttosto che in un altro.

Parlando d'Aria parliamo anche di respiro, e quindi di come, grazie ad un'azione semplicissima, siamo in grado di portare in noi ciò che è fuori e viceversa, comunicando e scambiando con il mondo ciò che siamo e pensiamo, esattamente come si fa con le parole e le conversazioni. In questo senso l'Aria diventa anche suono, musica, viaggio, tutte fonti di scambio che hanno in comune la caratteristica bellissima di arricchire la vita: la creatività.

L'Aria è allora anche fantasia e tramite una qualsiasi forma d'arte o attività creativa permette alle idee di tramutarsi in concreta realtà, donando quindi all'uomo la bellezza della condivisione che con ciò tramuta l'atto creativo in un circolo senza fine.
Ma è anche il mondo delle idee e della dinamica maschile capace di "spingerci fuori", verso il nuovo, verso la scoperta e la vita.
L'Aria è la spinta verso i nuovi inizi, verso il sorgere delle fantasie e del sole.
L'Aria è l'Est.

Già solo queste righe basterebbero a comprendere quanto essa sia importante nella vita e quanto ce ne sia bisogno per proseguire il suo ciclo, ma ancora dell'altro si può raccontare.

















L'Aria dona la capacità di progettare nuove versioni di noi, le quali vedranno il loro manifestarsi nella successiva trasformazione, regno del prossimo Elemento: il Fuoco.
Ogni idea ,infatti, ha successivamente bisogno della sua scintilla per prendere effettivamente vita, per materializzarsi cambiando il suo aspetto da concettuale a concreto, ma del Fuoco parleremo meglio quando sarà il suo tempo, in Estate.
Per ora torniamo all'Aria, all'alba, alla giovinezza, al colore azzurro del cielo, al bianco e al giallo delle margherite che tanto amo, ed al volo.
L'Aria è infatti associata ai volatili, principalmente falchi, libellule, aquile e farfalle, e perciò al senso di libertà, il quale ci riporta ancora una volta alla creatività, ai poteri della mente, all'intelletto, alla logica ed al pensiero.
Ancora, l'Aria è canto, studio, ispirazione, visualizzazione, conoscenza.

Ad essa si associano gli incensi e le resine, che si diffondono tramite questo Elemento, ed il Quarto Chakra (Anahata), quello del Cuore e del pianeta Venere, che orienta la persona verso l'accettazione di sé se questa è capace di non farsi bloccare dal demone del dolore.

Il Quarto Chakra, l'Aria ed il Respiro sono estremamente collegati, poiché senza il cuore non funzionerebbe il sistema circolatorio e senza respiro il nostro cervello non potrebbe pensare, quindi immaginare o creare, oltre che, ovviamente, vivere.

Provate a figurarvi l'Aria che entra ed esce dai polmoni.
E' come un'energia in movimento che per un momento riempie il corpo mentre subito dopo ne esce per tornare al mondo esterno. Potremmo anche dire che somigli ad un'idea, che arriva da chissà dove entrando nella nostra mente per poi uscirne sotto forma concreta quando diamo vita a qualcosa.
L'Aria è Spirito, un guizzo di vita, leggero ma deciso, che rinfresca casa e riporta la voglia di fare.

Una delle piante maggiormente legate all'Aria è il Vischio (qui), per via della sua "natura aerea" e del suo collegamento con il cielo, e quindi il divino, la creazione.
Nella tradizione celtica esso era infatti la più potente espressione del divino stesso sulla Terra, poiché cresceva in alto, fra i rami di querce, meli, olmi o noci, e non toccava mai il terreno perché dei suoi semi germogliano solo quelli che cadono direttamente sui rami.














Nei tarocchi l'Aria si associa alle Spade, anch'esse simbolo d'intelletto, della sfera mentale, e questo mi riporta alla memoria qualcosa che avevo letto riguardo alla runa EH ed alla lettera ebraica KAF.

La prima, essendo una runa d'Aria, è collegata all'Est e nella tradizione sarebbe capace di mettere in moto le forze intelligenti e guaritrici affinché tutto "spinga" verso ciò che dobbiamo essere.
La seconda, invece, è la lettera rappresentante la transizione sospinta da forze formidabili, (come i venti di Primavera), che conduce alla realizzazione personale ed è raffigurata graficamente dal dardo/freccia, il quale, come la spada, è sinonimo d'intelligenza.
Insomma, forze invisibili come il vento ed intelligenti come i poteri della mente e del cuore che indirizzano senza paura verso il punto X come se questo fosse il bersaglio della freccia della propria vita  :)

L'Aria è anche l'energia vitale indicata dai cinesi come "chi" e dagli indiani come "prana" e che, secondo le tradizioni, può essere potenziata grazie all'uso di erbe specifiche.
Inoltre, essendo qualcosa che condividiamo con tutti quando respiriamo, perciò quel che unisce tutte le forme di vita in un solo grande essere, l'Aria non può che poeticamente definirsi "Respiro della Vita", non vi pare?

E sempre parlando di respirazione leghiamo il discorso Aria alla Meditazione che, tramite il respiro consapevole e la pura osservazione esterna delle emozioni senza coinvolgimenti, aiuta a lavorare sui conflitti inconsci sorti in noi a seguito di attitudini mentali non ben allineate con ciò che realmente siamo.

Oggigiorno infatti ci sono molte persone che faticano ad avere un buon rapporto con se stesse perché l'Aria dentro di loro è sbilanciata, perché non sanno più prendersi il tempo per fermarsi e respirare o perché sono spesso impegnate a parlare.
Perciò, come starsene eccessivamente zitti, costretti, distaccati e senza comunicazione può risultare deleterio per la persona, ecco che lo diventa allo stesso modo anche il contrario ed ecco quindi ritornare l'importanza dell'equilibrio, in questo caso espresso dall'imparare a fare entrare ed uscire la giusta quantità d'aria nel proprio corpo e con il giusto tempo.











Per quanto riguarda il fisico, l'Aria viene associata al sistema nervoso e ciò spiega perché, in caso di squilibri dello stesso come gli stati d'ansia, ci si rivolga a quelle erbe dalle proprietà calmanti o antispasmodiche nella speranza di tornare ad un equilibrato stato meditativo che permetta di affrontare le avversità nel modo migliore.

Però, anche se alcune erbe possono apportare benefici, sarebbe bene tenere a mente che, essendo legato alla sfera mentale, il regno dell'Aria chiede all'uomo di agire su di essa partendo da dentro piuttosto che da fuori.

Perciò meditazione e yoga, così come una maggiore fede nel disegno universale, il quale porta sempre ciò che serve quando deve, anche ciò che può apparirci negativo al primo sguardo, diventano dei buoni alleati ai quali fare riferimento se vogliamo imparare a padroneggiare l'equilibrio interiore e quell'Elemento così inafferrabile che è l'Aria della nostra mente.
Sapersi rapportare equilibratamente con l'aria e la mente, inoltre, non è utile solo alla gestione dello stress ma permette anche di sviluppare una maggiore accettazione di sé ed una più profonda comprensione del fatto che fra tutti noi viva un'interconnessione, per giungere infine all'idea di esistere su un terreno di scambio dal quale tutti possiamo trarre beneficio.














Quindi, dato che la Primavera è la stagione dell'Aria, meglio approfittare del periodo per riportare equilibrio in noi, magari appuntando tutte le idee e poi riordinandole prima di buttarsi a capofitto nella loro realizzazione.
O ancora, si potrebbe usare la scrittura per tenere in ordine il flusso dei pensieri ed aiutare se stessi nell'esternazione "dolce" di essi, specialmente nel caso in cui parlare riesca troppo faticoso.
La scrittura "antica", quella su carta :) , se espressa bene richiede infatti concentrazione, permettendo con ciò un rapporto più distaccato con il lato emotivo.

Ricordate però anche che la Primavera è espansione, mentale e fisica, e quindi non scordate di passare qualche ora in più all'aperto, così da ossigenare meglio il sistema nervoso e mantenere quindi un più regolare ciclo di sonno, proprio lo stesso ciclo che si occupa a sua volta di rigenerare i vostri nervi.


Come già detto in altre occasioni, l'equilibrio è fondamentale per il benessere e forse l'Aria è proprio l'Elemento che può insegnarci di più a tal proposito.
Regolarità nel respirare, parlare, comunicare, gestire i pensieri, l'attività ed il riposo fanno parte di uno stile di vita rispettoso del cuore, perciò cerchiamo di averne cura con amore, verso noi stessi e verso tutto ciò di cui facciamo parte.

Infine, se l'Aria in voi è troppa, allora non stupitevi di trovarvi bene con i segni in cui la Terra è prevalente, poiché quel che vi attrae è il loro radicamento, quello che vi bilancia e vi aiuta ad ancorarvi maggiormente al suolo quando tendete ad avere troppo la testa fra le nuvole.
Al contempo però osservatevi e cercate di riconoscere in voi questa carenza, poi lavorate sul vostro Primo Chakra, sulla radice rossa.
Così facendo eviterete di scaricare gli altri usandoli solo come una power bank e sarete in grado di dar loro un po' del vostro bel cuore verde, simbolo appunto del Quarto Chakra, dell'Aria e dell'Amore.


















Hei, sapevate che rosso e verde sono due colori complementari che, se giustamente affiancati, hanno la capacità di amplificarsi a vicenda? Provate a figurarvi la bellezza di un campo di papaveri e non ve lo scorderete più.

Buona primavera e buoni respiri!

-se cerchi altri post di "Elementia" puoi trovarli qui - 

6 maggio 2018

Finn e Niamh

Stasera il cielo è sereno, il prato è pieno di grilli e qui sul balcone si sta d'incanto.

Poco fa ho chiesto ad Einon di narrarmi una delle sue storie brevi, che son sempre belle prima di dormire, e lui mi ha raccontato di Finn e Niamh dicendo che avrei potuto condividerla anche con voi.
Perciò eccola qui.

Che possiate dormire sereni e che quella in arrivo sia una buona settimana :)
Un abbraccio.



Finn aveva circa dieci anni. 

Era un bambino sveglio, sempre curioso e disponibile, con un ciuffo di capelli corvini che di continuo gli ricadeva sugli occhi, blu come l'oceano ma che si facevano grigi quanto il cielo in tempesta se una preoccupazione gli adombrava la mente.
Viveva al Villaggio da quando, sette anni prima, suo padre lo aveva abbandonato nelle braccia di Einon, andandosene senza una parola.
Era stata una notte di bufera quella, con il vento che soffiava più gelido del solito mentre Einon, evitando domande di cui già conosceva la risposta, accettava affettuosamente di crescere Finn come figlio suo, mostrandogli negli anni a venire le profondità del Mare e le meraviglie della Terra secondo ciò che egli stesso aveva appreso in precedenza dai saggi della tribù.

"Einon, Padre", disse una mattina Finn giocherellando con una margherita, "avete visto la donna giunta qui la luna scorsa?".
"Sì", rispose Einon sorridendo gentilmente, "un animo buono, una stella luminosa, nonostante non parli mai. Io la chiamo Niamh ma nessuno sa quale sia il suo vero nome".

"Già, non parla mai, forse non può. Chissà." ,disse Finn di rimando.
E penso anche che non sappia scrivere o leggere, dato che quando le mostro i segni mi guarda con aria interrogativa.
Ho notato che qui al Villaggio non si avvicina mai agli uomini e sembra che osservi da lontano anche le altre donne, come se volesse starsene in disparte.
Però è successa una cosa strana nei giorni scorsi ed io vorrei il vostro consiglio".

"Dimmi pure", gli fece eco Einon con voce serena.

"Ecco, da giorni la ritrovo sempre accanto a me, in tutte le attività che svolgo.
Anche quando me ne sto sulla scogliera a guardare i gabbiani, lei viene a sedersi lì vicino, in silenzio, e la vedo farsi più tranquilla, come se il suo cuore potesse riposare dopo una lunga corsa.
Io ne sono felice ma mi piacerebbe raccontarle qualcosa, per vederla sorridere magari, perché credo si porti dentro del dolore ed io vorrei alleviarlo, ma so anche di essere solo un bambino.
Cosa potrebbe conoscere un bambino che una donna non sappia già?
Cosa potrei dirle che sia di qualche utilità?".

Einon sorrise dolcemente con lo sguardo e gli arruffò i capelli sulla fronte con fare gentile, poi rispose con calore.

"Certe volte le persone hanno solo bisogno di riscoprire ciò che sanno già, oppure di vederlo con occhi nuovi. 
Io penso che ti cerchi per quel che porti dentro di te e che lei vede oltre la tua età. 
E' come se la sua anima e la tua potessero parlare senza parole.

Se però tu vuoi raccontarle qualcosa allora non negartelo e sopratutto non badare a quanto possa sembrare infantile. Tu sei molto di più della tua età, io lo so.
Ti conosco bene e per questo ti amo.
Se vuoi raccontare qualcosa allora parlale della tua esperienza, di ciò che conosci e di come lo hai appreso.
Le tue parole di bambino andranno benissimo, perché la semplicità arriva là dove altro, magari al momento, non è capace di giungere.

Ricorda Finn, parla di ciò che sai, di come l'hai vissuto tu, di come lo vedono i tuoi occhi, e soprattutto fallo con parole tue. 
A lei basterà."

Gli occhi di Finn, prima scuri, tornarono d'improvviso blu come l'oceano.
Quindi prese la margherita, ora intrecciata con un nastro bianco, e si mise in tasca due mele.

"Grazie, Padre.
La mattina è stata di tempesta ma le nuvole già corrono veloci ed intravedo il cielo.
Andrò sulla scogliera ad aspettare Niamh, ho già in mente per lei una bellissima storia. 
Le racconterò di quando tu mi hai insegnato a nuotare e di quanto sia bello per me il rumore delle onde.
Chissà, un giorno magari le narrerò del cervo che abbiamo curato insieme e le insegnerò anche a scrivere i segni, o a ricordarle come si parla."

E così, sorridendo, Finn corse fuori verso la scogliera, mentre il vento già asciugava la terra cullando l'erba dei prati ed un raggio di sole disegnava l'orizzonte.

Lui amava le piccole storie della vita ed ora sapeva come tenere compagnia a Niamh.
E finché lei fosse rimasta, lui gliele avrebbe raccontate con gioia.


-Le Cronache di Einon- Finn e Niamh-