11 marzo 2017

I Celti: Magia rituale, Equilibrio acqua e fuoco e Bussola dei simboli nazionali

Pian piano stiamo familiarizzando con i vari concetti celtici di Tempo e Spazio e ci stiamo abituando anche alla presenza di varie divinità oltre alla Dea, signora della Terra e madre della Vita, fisica e spirituale.
Perciò direi che oggi possiamo dedicarci al tema della magia rituale così da perderci un po' in quella dimensione ,avvolta da un velo di nebbia e mistero, che attrae e genericamente definita "fantasy".














Non che ci sia niente di male nell' usare questo termine iconico ma ,giusto per restare più fedeli all'anima celtica, sappiate che fate, folletti, trolls, korrigans, lutins o altre magiche creature presenti nella letteratura di tale genere esulano abbastanza dalla cultura dei Celti.
O meglio, sicuramente credevano che spiriti magici dimorassero negli elementi della Natura e certamente li rappresentavano in qualche maniera ma non come si vedono ora raffigurati in libri o cartoline.
Per loro ,come abbiamo già detto in precedenza accennando all'arte, poco della Natura veniva disegnato ricalcando le forme reali ma lo si faceva più seguendo l'estro dato dagli Elementi e prediligendo forme curve ,sinuose e decorati intrecci infiniti.
Per quanto riguarda poi la figura umana, certamente l'uomo celtico rappresentava anche se stesso ma lo faceva stilizzando moltissimo le forme e creando disegni estremamente particolari e piuttosto lontani dai canoni estetici della classica "bellezza greca".









Quindi potremmo dire che nella rappresentazione illustrata di creature magiche, forse quella che si avvicina di più è quella astratta o che tende a fondere il più possibile elementi animali e vegetali con minime caratteristiche umane.


Detto ciò, e senza nulla togliere a tutti gli illustratori che da sempre ci fanno sognare quando danno nuova vita a mondi antichi, dedichiamoci ora al post tenendo a mente che nella tradizione celtica l'elemento principale era la Spiritualità e che quando si parla di essa si intende sostanzialmente la Semplicità d'Animo.

Quindi anche oggi buona lettura !


La tradizione druidica legata ai Rituali seguiva semplici fondamenti e non necessitava di sfarzi, difatti ,se si chiudono gli occhi e si pensa ai Druidi, l'immagine che principalmente viene alla mente è quella di  persone dalla lunga barba e vestite di bianco che rivolgono le loro preghiere alla Terra in un semplice bosco.










Questo bosco, o piccola radura, era solitamente uno spazio naturale consacrato alla Dea in cui si officiavano i riti ,a volte delimitato da circoli di pietre, e solitamente chiamato Nemeton.

Non era infatti importante che il luogo fosse una costruzione solenne poiché la solennità risiedeva nelle energie che venivano convogliate in quel punto tramite la consacrazione stessa.
Questa poteva ,all'occorrenza, anche essere fatta dal druido disegnando un cerchio sul terreno con un semplice bastone ed invitando altre persone ad entrarvi, a seconda che quelle fossero o meno collegate al rito.
Perciò, sostanzialmente, quando nelle raffigurazioni o nei film si vede la tracciatura del cerchio su terreni o pavimenti ,anche con simbolo del pentacolo incluso, non si dovrebbe pensare necessariamente ad un qualcosa di negativo quanto piuttosto ad uno spazio "limitato" in cui l'officiante sta raccogliendo le energie.
Come abbiamo visto in precedenza ,infatti, saranno poi solo "l'intenzione" ed il "moto" del rituale a determinarne la positività o negatività.

Spesso, intorno ai Nemeton di uso continuativo, e quindi non creati solo all'occorrenza del momento, veniva scavato un fossato profondo che serviva a dividere lo spazio sacro da quello mondano ed è curioso notare come questa usanza sia stata conservata anche dopo l'avvento del Cristianesimo, quando la sacralità dei luoghi di culto necessitava comunque di uno "stacco" dall'ambiente comune.














Se il bastone ,solitamente fatto con rami di alberi ritenuti sacri quali quercia, agrifoglio, nocciolo, melo, betulla, acero e salice, aiutava il druido a focalizzare ed estendere la propria energia, esso non era l'unico strumento "attivo" nel rituale poiché all'interno del Nemeton era prevista la presenza di altri oggetti simbolici, disposti in punti precisi ed orientati secondo la Bussola vista nel post precedente.

Nel centro stava un palo ,a rappresentare l'Albero Cosmico (Bilios), mentre nelle sue vicinanze vi erano un Pozzo ed un Falò utili a comunicare con i due mondi, Sotto e Sopra, tramite i due elementi Acqua e Fuoco.
Questi erano fondamentali nella tradizione celtica poiché erano idealmente posti ,nello spazio sacro del Nemeton ,ai due "cancelli" fra Samos e Giamos ,come già visto, e permettevano di raggiungere rispettivamente il mondo sotterraneo della Dea ed il Cielo.

Se vi steste chiedendo cosa abbia a che fare il Fuoco con il Cielo, sappiate che secondo la mitologia a quest'ultimo si arrivava grazie al fumo delle fiamme che venivano disperse nell'aria.
Da qui l'usanza ancora viva di bruciare incensi durante i riti e le meditazioni.

Quanto all'Acqua, è chiaro che essa rappresentasse una sorta di liquido amniotico primordiale e che il Pozzo fosse la principale via d'accesso per giungervi.
Considerate che da sempre le fonti ed i pozzi naturali vengono ritenuti sacri dalla tradizione celtica.
Ne è la prova il famoso Chalice Well di Glastonbury ,in Inghilterra, ancora visibile e considerato luogo sacro di celebrazione in occasione delle feste.
















Secondo la leggenda, il Chalice Well, detto anche Pozzo del Calice, sarebbe nato quando Giovanni d'Arimatea posò sulla collina di Avalon il Santo Graal, dando così origine ad una fonte di acqua consacrata.
Però ,nonostante la sua possibile nascita cristiana o legata alle leggende arturiane, quel che interessa a noi ora è il simbolo che porta sul coperchio ovvero il Vesica Piscis, poiché questo lo ricollega alla tradizione celtica della dea Madre.
















Tale simbolo è difatti presente fin dall'antichità e in molte culture e, nonostante le tante valenze che lo accompagnano, tutti concordano nel leggere il femminino sacro nella mandorla centrale che nasce dall'intersecarsi dei due cerchi.
Esso rappresenterebbe quindi la fonte stessa della vita, la sessualità, la fertilità e la forza naturale della donna ,ampiamente valorizzata presso i Celti e quindi tenuta in grande considerazione anche nell'organizzazione del Nemeton tramite l'Acqua in quanto collegamento con la Dea stessa.

L'Albero Cosmico invece, che vedremo meglio in un post dedicato agli alberi tanto amati dai Celti, raffigurava la divisione verticale del mondo in tre parti e poneva la Tribù al centro ,con il compito di bilanciare gli influssi provenienti da Sopra e da Sotto al fine di sopravvivere e proliferare.















Il Regno di Sopra, detto Nemos, era il Cielo, luogo dell'ordine e della permanenza che sostengono i valori culturali ,ed essendo posto idealmente a Nord seguiva l'influsso di Lugh e della sua Lancia sfolgorante. Da tale regno venivano infatti la luce e tutto ciò che era in grado di portare chiarezza e comprensione.
Il Regno di Sotto, detto invece Mori, era il luogo in cui il Mare si fondeva con l'acquoso mondo sotterraneo della Dea, reame del Caos e dell'Oscurità dal quale veniva la fertilità che circondava e proteggeva la Terra.

Riguardo alla visione celtica del Mondo c'è anche da ricordare che, oltre ad essere rappresentato verticalmente, esso veniva raffigurato secondo altri due modelli:
quello di Tara, la Bussola con i 4 punti cardinali del post precedente, e quello di Uisneach ,disegnato dalla stella a cinque punte ,la quale concedeva alla Dea una sorta di punto cardinale supplementare per sottolinearne ancora una volta la sua grande importanza.

Chissà, forse è proprio da qui che ha avuto origine il simbolo del Pentacolo, tanto bistrattato per via dell'errata valenza ad esso attribuito.














Esso infatti non è da collegarsi a nulla di negativo ,come molti credono, poiché raffigura il Creato, riportando in sé i 4 Elementi più l'Anima e racchiudendoli in un cerchio che simboleggia il Mondo.
Diciamo che ,purtroppo, il significato del pentacolo, insieme a molta altra eredità celtica e quindi pagana, ha subito una deformazione nel tempo quando, dopo l'avvento del cristianesimo, gli è stata attribuita una nota demoniaca che in realtà non possiede affatto.


Tornando un momento ai due Elementi Acqua e Fuoco presenti nel Nemeton ,perché meritano davvero più spazio, è bene ricordare che essi, pur rappresentando l'uno l'opposto dell'altro ,contribuendo così al gioco della Polarità descritta nel post precedente, ne sono anche il riflesso.




















Difatti, se l'Acqua è vita tramite la fertilità, il Fuoco lo è ugualmente grazie alla rigenerazione che comporta e, in sostanza, si torna sempre al concetto ciclico dell'infinito ,base di tutta la cultura celtica, per cui è dalla morte che nasce la vita.

Acqua e Fuoco rivestono importanza anche nei punti centrali delle due stagioni primarie Inverno ed Estate e cioè nelle due feste Imbolc e Lughnasadh dedicate a Brigid e Lugh.
Se ricordetere, infatti, Brigid era detta la Dea del Triplice Fuoco ma era anche protettrice delle fonti (simbolo di lustrazione) e perciò in lei convivevano in equilibrio i due elementi ,ma una cosa simile si può dire anche di Lugh, il padrone di tutti i talenti e della famosa Lancia avuta in dono dal saggio Esrus, perché come vedremo fra qualche riga anche lui poteva dominare Fuoco ed Acqua.

Brigid e Lugh sono inoltre due divinità collaborative perché ,se la prima ci carica di nuova energia accendendo il Fuoco della grezza ispirazione che alimenta le attività umane all'arrivo della Primavera, il secondo invece lo plasma come un artigiano nell'esplosione dell'Estate, consentendo all'uomo di non disperderlo ma di utilizzarne invece la sua energia nell'atto di creare.

L'una è la fonte energetica fertile, l'altro è colui che ne imbriglia il potere permettendoci di costruire.
Non per niente Brigid e Lugh sono entrambi patroni degli artigiani, di coloro che creano.
















Allo stesso modo però, i due governano anche l'Acqua perché, mentre lei ce la offre come fertile nettare per i fiori della nuova stagione, lui ce la dona sotto forma di ristoro durante i temporali estivi ,per placare la sete dovuta alla grande attività dell' Estate.














Ricordiamoci infatti che Lugh possiede la Lancia sfolgorante, ovvero l'arma con cui può combattere il Fuoco con il Fuoco stesso quando si trasforma nel fulmine che saetta fra le nubi generando i rinfrescanti temporali d'Agosto!
E pensate che in questo modo il Dio ci prende anche per mano accompagnandoci gentilmente verso la fine del ciclo estivo ,il quale ci riporterà all'incontro con il freddo di Giamos.

Non trovate anche voi che sia molto bella questa visione ?

Inoltre, con il Lugh-Signore del Raccolto,  quando c'è la mietitura dei campi sul finire dell'Estate, si raccoglie per conservare ciò che servirà ad affrontare l'Inverno e ciò ,oltre ad essere concretamente vero, è anche molto simbolico.
D' Estate infatti ci siamo scatenati correndo in bicicletta e convogliando su di noi i raggi del sole mente sul suo chiudersi ci rinfreschiamo con la pioggia e grazie ad essa iniziamo a fare il punto, cominciando quel ciclo per cui le nostre idee coveranno al caldo delle coperte per poi rifiorire in primavera.

Siamo davvero fatti di Natura, dentro e fuori.
Dovremmo solo tornare ad ascoltarci di più :)


Ecco, ora devo lasciarvi ma non prima di avervi donato l'ultimo strumento magico che ogni druido moderno dovrebbe conoscere e cioè la Bussola Celtica dei Simboli.
Nuovamente nominata così dalla mia fantasia, è una semplice raffigurazione in cui le sei nazioni celtiche ,disposte secondo i punti cardinali ,vengono associate al loro simbolo e che si utilizza nei rituali moderni quando, tramite la preghiera e la meditazione, si vuole inviare energia alle "terre sorelle".
Certo essendo solo 4 i punti e 6 le nazioni si è dovuti scendere a compromessi ma ,in sostanza, stringendosi un po' ci si sta tutti e così tutti possono avere la collocazione spaziale stabilita dalla tradizione:
Sud - Bretagna - Ermellino
Sud Ovest - Irlanda - Arpa
Nord Ovest - Isola di Man - Trinacria
Nord - Scozia - Cardo
Nord Est - Galles - Drago
Sud Est - Cornovaglia - Gracchio

Possibilmente, più avanti, parlerò dei simboli uno per uno ma intanto attendo conferme da voi.
Riguardo agli altri luoghi non saprei ma ,per quel che ho potuto vedere in Bretagna ,ancora oggi l'Ermellino, la Blanche Ermine, considerato il simbolo della regione, racchiude in sé proprio tutto il piglio bretone.















Nella tradizione della Bretagna, l'ermellino utilizza le sue piccole dimensioni, l'agilità e l'astuzia per giocare e vincere i suoi grossi nemici, il lupo francese ed il toro inglese.

Che dire ?
La semplicità ed il carattere deciso di questa terra sono la sua forza ed in questo animale si notano tutte.
Entrambe, unite ad un tocco di dolcezza ,dato dal verde della costa che si tuffa nel blu dell'oceano, la rendono al mio cuore estremamente affascinante, così come il candido ermellino.
Le sue origini celtiche ,infine, sono la classica ciliegina sulla torta :)

Chissà se anche per voi ,amanti di qualcuna di queste terre, è la stessa cosa.

Un abbraccio e al prossimo sabato !

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