16 giugno 2016

Il rough, bozzetto o matita: ecco come lo disegno io

Dato che ogni tanto mi viene chiesto di mostrare i miei disegni in fase di rough ho pensato di scrivere questo breve post per raccontare qual è il mio modo di lavorare una matita.

Per farlo salterò a piè pari tutta la parte progettuale e fingerò di essere già al momento in cui so esattamente cosa dovrà contenere la mia illustrazione.
Per capirci diciamo che siamo al punto in cui ho già ricevuto i briefs, fissato in mente la mia idea e realizzato alcuni veloci bozzetti formato francobollo in cui scelgo le inquadrature ,le pose etc etc, ed ora devo disegnare la matita vera e propria per il cliente.

In generale:
cercare reference visive è sempre una buona palestra, un po' perché in giro ci sono foto molto belle e che offrono spunti interessanti ed un po' perché la mente va fertilizzata ogni volta che se ne ha l'occasione.
La ricerca di foto diventa poi quasi obbligatoria se il lavoro richiede il disegno di epoche storiche, costumi o ambienti particolari ma è comunque sempre meglio documentarsi anche se l'argomento è conosciuto. Questo perché le mode cambiano in fretta e perché comunque la nostra memoria non è quella di Sheldon Cooper :)

Ecco qui ,ad esempio, la reference che userò per il rough di questo post.




















Prima di iniziare però permettetemi un paio di note importanti, per amore di chiarezza e del mestiere :
1-in genere io visualizzo tutto nella mia testa e realizzo bozzetti molto finiti anche senza reference ma queste mi tornano utili per arricchire, disegnare qualche abito, costume o ambiente o se proprio la posa scelta è davvero contorta.
Ad esempio, nell'immagine della bimba appesa alle liane di un paio di post fa non ho usato alcuna reference specifica perché sentivo di poter gestire da sola la gestualità del corpo ed ho utilizzato delle foto per capire invece l'andamento delle righe sulla sua maglietta.

2-a volte,anche per creare una sola immagine, posso usare molte reference diverse perché non è corretto copiare una foto sola (e nella sua esatta composizione) e perché nella maggior parte dei casi nessuna foto riproduce esattamente l' idea di ciò che andrò ad illustrare.
Altrimenti non sarebbe un lavoro di fantasia :)

3-a me non capita mai di scegliere foto e poi di disegnare il bozzetto, anzi .
Generalmente accade il contrario perché la mia fase progettuale si svolge in testa e le foto entrano in gioco solo dopo.
Questo solo per dirvi che qui cercherò di raccontare le fasi della matita e non della sua ideazione perciò non pensiate che questo lavoro consista nel copiare direttamente una foto poiché non è così.

Per questo post ho scelto appositamente una foto ma solo per poter mostrare la lavorazione della matita stessa.


Ad ogni modo ,e specialmente se siete all'inizio, guardate parecchio e documentatevi.
Lasciate che il cervello assorba per poi restituirvi quando disegnerete a mente libera.
Questo esercizio è fondamentale e crea una sorta di banca dati mentale molto preziosa e che vi permetterà di "fare da voi" in futuro e nel momento in cui non avrete foto a disposizione e dovrete schizzare velocemente un'idea.

Ok, detto questo cominciamo :)

Le due sorelline della foto sono molto graziose e conserverò il concetto carino della somiglianza scelto dal fotografo, dato che questo rough rimarrà un puro esercizio personale e non infrangerò alcun copy.

In questo caso osservo la foto per 5 minuti buoni cercando di studiarne i dettagli e gli atteggiamenti dei corpi, poi la metto in parte ed inizio a schizzare a memoria .




















Questo fa sì che la matita e la mente mi restituiscano solamente la sensazione di cosa ho visto e non una copia perfetta della foto. A me infatti interessa cogliere la tenerezza del momento e voglio reinterpretare da me, anche le proporzioni.
Così procedo e scendo in qualche dettaglio.




















A questo punto inizia una sorta di danza che si ripete fino a fine disegno e che consiste nel disegnare ripetutamente linee e dettagli in maniera leggerissima per poi cancellarli altrettanto leggermente .
E' una ricerca, la mia personale ricerca delle forme che non macchia né segna il foglio ma che lo accarezza costantemente accompagnandomi pian piano verso la definizione.




















Una volta determinate le forme che mi piacciono premo un po' di più sulla matita per rendere il segno più nitido ma sempre senza esagerare poiché amo vedere la trama della carta impastata di grafite.




















Personalmente disegno sempre tutto, anche quel che poi non si vedrà più o che c'è sotto ai vestiti, perché solo così mi sento in grado di dare vita vera alle mie figurine di carta.

Faccio tutto in maniera molto delicata ,così da poter cancellare senza lasciare traccia e senza rovinare il foglio.

Per me è naturale, la mia mano poggia pochissimo sul foglio e spesso il polso lavora "per aria",soprattutto nella fase di costruzione. Però mi rendo conto che ciò è personale e perciò non sentitevi in dover di replicare ma disegnate con la maggior naturalezza possibile.

Ricordate infatti che la gestualità delle mani che disegnano conferisce all'immagine una sua personalità e non deve essere costruita perché ciò farebbe solo perdere energia alle illustrazioni.
Quindi cercate di disegnare in libertà e prendete questo post solo come un racconto per curiosi :)


La mia danza procede e decido spontaneamente cosa modificare nelle pose, un po' per piacere mio ed un po' per amore di racconto. Cerco di "sentire" l'emozione ed il momento e tento di regalare con la matita quel che la foto non può .
Accentuo una curva, allungo una forma o stilizzo un dettaglio finché non ne sono soddisfatta.


















E pian piano finisco, rifinisco e pulisco un tantino. Quel che basta a non far perdere al disegno la sua energia vitale.














In realtà io sono un controsenso vivente poiché adoro la pulizia, la sintesi e la delicatezza (fino a cercare di sporcare il meno possibile il foglio) ma poi amo da matti certi baffi spontanei della grafite o alcuni piccoli riempimenti nel tratto fino al volerli conservare poi anche in fase colore.
Difatti le mie matite finali sono sempre un misto di tutto ciò ed è così che le consegno al cliente.




















Una volta stabilito che tutto va bene passo alla scansione e ad una leggere pulizia con photoshop ma anche qui cerco l'equilibrio fra la pulizia chirurgica che detesto e la conservazione della naturalezza del tratto con alcune sue imperfezioni e sbavature.

Molte volte passo al colore su scansioni come questa ed attendo di finire tutto prima di decidere se tenere o cancellare alcune linee di costruzione "avanzate" qui e là.




















Devo ammettere che però questo dipende anche dalla richiesta del cliente e perciò molte volte mi trovo a ripulire ben più di quel che vorrei.
Insomma, come per tante altre cose, anche qui ci si ritrova a fare gli acrobati sul filo, tra i nostri desideri artistici e le richieste editoriali, perché alla fine questo resta sempre e comunque un lavoro .

Per disegnare uso della semplice grafite HB e mi concedo la B solo se sto facendo schizzi liberi e voglio la massima libertà, anche di "sporco".
Alcune marche hanno la dicitura HB ma sono molto morbide e perciò dovete provarle per trovare poi la vostra preferita .

Ecco, è tutto :)

Buon lavoro e al prossimo post per un aggiornamento dei lavori in corso .

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