1 giugno 2016

Mestiere illustratore: il dilemma del coniglio o ,più seriamente, la revisione del portfolio .

Approfitto del primo giorno di Giugno per tirare i fili e scrivere un lungo post, anche perché non so quando avrò nuovamente così tanto tempo.
Perciò mettetevi comodi :)

In questi ultimi 4 anni sono diventata una nuova versione di me stessa.
Sono cresciuta e cambiata ,certamente, ma ho anche recuperato parti di me inconsciamente accantonate in passato e che invece sono da portare avanti poiché interessanti.

Nel frattempo lo stesso è accaduto anche al disegno. Ovviamente.

Così eccomi qui a rimettere seriamente mano al portfolio per rinnovarlo ed accompagnarlo alla mia nuova me anche se, in verità, a guardarlo, mi accorgo di quanto il disegno stesse camminando già da tempo e con le proprie gambe verso la sua evoluzione :)

Nel turbinio di questi anni ho concretamente realizzato che anch'esso ,per brillare ancora, aveva bisogno di un decluttering, di un ritorno alla sua essenza profonda, poiché solo tornando a ciò che lo rendeva realmente vivo, avrei potuto lasciar scorrere liberamente la matita sulla carta.

E forse dovrei dire che è vero anche il contrario.

Ma ,in sostanza, cosa e com'è accaduto ?

Fino ad un mese fa il mio cervello ragionava e basta e lo faceva in termini professionali pensando puramente al risultato e questo ,in qualche maniera, tendeva a soffocarlo spingendomi sempre più verso un' insoddisfazione personale nonostante i positivi ritorni lavorativi dei clienti.
Detto fra noi, quando si acquisisce tecnica, quelli ci sono sempre perché ,nonostante tutto, si arriva a produrre sempre con uno standard buono ma a me la cosa non bastava più.

Sostanzialmente da qualche parte in me si era creato un involontario blocco d'amore per la professione stessa e ciò mi stava stretto.

Trovare una via per uscire da questo circolo è stato strano perché le dinamiche iniziali, puramente razionali e programmate a tavolino, si sono evolute naturalmente lungo un percorso inconscio e molto più ricco.

All'inizio infatti ,ho letteralmente setacciato, scomposto e studiato alcuni libri ,usciti nel 2015 e 2016, alla ricerca di cosa li rendesse così appetibili e di quale fosse la ragione delle loro molteplici vendite per poi spezzettarne ed interrogarne i testi leggendoli prima come artista, poi come bambino ed infine come genitore.
Anche se non sono madre ho cercato di leggere con gli stessi occhi di chi condivide con amore il momento del racconto e l'ho fatto provando a vederne la bellezza e la sorpresa nella sua semplicità e, nell'elaborare questa fase, sono giunta alla conclusione che ,come per altre cose ben riuscite e poi molto amate, anche qui si tratta di tutto e niente al tempo stesso:

semplici frasi che narrano un evento quotidiano con poche parole ben scelte, curate ed articolate fra loro, in modo tale da strutturare un racconto sintetico ,funzionale ma emotivamente comunicativo.

Riservando lo stesso trattamento d'osservazione e studio ai disegni, ho notato la stessa cosa per le illustrazioni scoprendole così ricche di fresca ed elaborata semplicità e lì ho avuto la mia epifania:

in sostanza si tratta di un sottile equilibrio proprio tra semplicità ed elaborazione, così terribilmente semplice e funzionale ma soprattutto così difficile da bilanciare.
Un po' come la vita :)

In un attimo ho capito il problema che mi bloccava.
In me si erano depositati così tanto studio e tecnica da farmi perdere il cuore delle cose, quello capace   di governare tutto con estrema semplicità e di tenere a bada il cervello e la sua smania di dover ad ogni costo dimostrare di essere più capace ,di sempre e di se stessi.

Così ho preso tutti i quaderni d'appunti razionali e cerebrali e li ho chiusi in angolo per raccogliere invece la matita e riaprire lo sketchbook.
Ancora una volta solo io e lui, come all'inizio di tutto, mettendo da parte la paura di non apparire all'altezza della situazione, senza aspettative e con un solo obiettivo:
disegnare sì qualcosa per il portfolio MA anche che mi facesse vibrare l'animo ed il cuore.

E lì è accaduta la magia.

Il cuore ha finalmente domato il cervello lasciando emergere la giusta quantità di tecnica accumulata e permettendo alle mie essenze artistiche personali (emozione e dinamismo) di arrivare prima di ogni cosa .

E' stato sinceramente commovente per me ritrovare tutto ciò nelle ore di disegno libero che mi sono regalata poiché, a ripensarci bene, è stato quello che il mio agente era riuscito a vedere nel nostro primo incontro, circa 10 anni fa, e nei miei disegni così acerbi e privi di tecnica :
la forza del dinamismo e dell'emozione.

Finalmente c'ero, nuovamente.
(Anche se poi, a dirla tutta, questa cosa del cuore era già chiara al mio istinto da tempo.
Si trattava solo di digerirla consciamente, cosa che richiede solitamente più tempo e lavoro).

Così son tornata alla razionalità ,ma con più equilibrio, ed ho accompagnato il disegno libero con una nuova fase di studio:
il confronto con gli art directors delle case editrici che avevano curato i libri di cui dicevo sopra.

Il primo art si è presentato a me quasi per caso ( ma che, ancora vogliamo crederci a questa storia ? ) sotto forma di seminario web.
Le lezioni spiegavano chiaramente come mai oggi un buon portfolio tecnico non basti più e quali siano gli ingredienti utili a spiccare nel mucchio e devo dire che sono state illuminanti.
Si è trattato di lavorare con occhi e spirito diversi e sostanzialmente di ripartire dal principio, un po' sull'onda della mia epifania.

Per un mese intero ho affiancato le lezioni ai suggerimenti ricevuti durante i colloqui a Londra lo scorso anno (raccontati qui) ed ho seguito alcune interviste specifiche ad altri art che mi interessavano. Tutto tenendo sempre presente e vivo il disegno libero.

Mentre lavoravo tutto mi appariva più chiaro e sensato ,come collegato da un filo che indicava la via.
I tasselli si ricomponevano in un puzzle mentre ogni singola parola recepita dal cervello durante i colloqui londinesi riaffiorava come per magia restituendomi il vero senso di quel viaggio di lavoro.
Infine, riallacciavo il mio vecchio rapporto con l'agente, il migliore di tutti :
quello di insegnate e studente.

E qui devo ammettere la prima cosa: sono fortunata.
Ho incontrato il mio agente quando l'agenzia muoveva i primi passi e siamo cresciuti insieme sostenendoci a vicenda ,professionalmente e moralmente.
Questo ha instaurato un gran buon rapporto che mi ha permesso di crescere molto a livello professionale e che ora si è dimostrato una salda base da cui ripartire in questo momento delicato.
Difatti ciò che può "annusare nell'aria" un bravo agente è fondamentale e a volte bisogna anche compiere dei salti di fede seguendo la corrente.

E qui, a proposito di salti, devo ammettere la seconda cosa:
una sostanziale parte del merito di questo sblocco va anche al libro di Petit (questo) che è riuscito a condensare in uno scritto molto semplice tutti i su e giù della creatività accostandoli a contorni speciali, a volte stimolanti ed anche di gran sostegno emotivo.

Sinceramente penso che in quel testo ci sia qualcosa di magico, una sorta d'incantesimo che si rivela a chi possiede un animo creativo e che si dimostra umile ed aperto all'ascolto .
Leggere senza aspettative, tuffarsi nelle sue parole e lasciarsi portare per mano nella sua mente è stato il miglior dono che potessi fare alla mia testa così stanca e bloccata.

Certamente non nego la fatica mentale ed emotiva di questo periodo e del processo e non nascondo il timore e l'ansia provati nel lanciarvisi dentro. E' stato stremante ed ora ne avverto tutta la stanchezza ma sono consapevole di quanto ciò mi abbia permesso di fermare i miei passi per salire ,invece, un gradino.

Mantenere la fiducia in sé e nella propria arte non è cosa semplice ma ,a dispetto di tutte le paure, penso possa accadere naturalmente quando ,invece di voler dimostrare qualcosa ad altri, si torna a disegnare per la sola gioia di farlo.

E' davvero incredibile quanto questa "operazione naturale" sia in grado di portare rinnovato equilibrio, no ?

Insomma, dopo un mese di profondo "lavoro per il lavoro" posso sinceramente darmi una pacca sulla spalla per aver trovato una nuova chiave o ,come dico io a me stessa, per aver superato il "dilemma del coniglio".

Ovviamente c'è ancora tanto da fare, come sempre del resto, ma le rifiniture son cose che richiedono tempo e perciò mi pongo obiettivi lunghi e senza (eccessiva) fretta.

Due nuove Bibbie mi attendono da qui a Gennaio e sarà impegnativo portare avanti i progetti personali ma intanto sono contenta d'aver consegnato all'agenzia circa 15 nuove tavole a colori per il portfolio.
Inoltre il progetto francese è già nelle mani dell'autrice che sta valutando diversi editori ed io ho imbastito i miei due progetti libro personali.
Per quelli poi ,fortunatamente, ho anche alcuni nuovi collaboratori segreti e colgo l'occasione per ringraziarli perché ancora una volta, seppure spetti a noi arrotolarci le maniche e fare il primo lungo passo, senza il supporto di altri non potremmo avanzare realmente.
Nel bene e nel male.

Quindi grazie a che mi è accanto, con le sue idee, correzioni e crisi di percorso.
Voi siete i migliori quando si tratta di perseguire piani criminali creativi :)


PS: il dilemma del coniglio non vi è chiaro ?
Per forza, non l'ho mai spiegato adeguatamente.
Poco male però, rimedierò nei prossimi post ;)

A presto e buona creatività a tutti !
Se questa è veramente la vostra via, non mollate mai.



3 commenti:

  1. Interessante riflessione, hai fatto un incredibile viaggio dentro di te in questo ultimo mese! Davvero! Sono felice che hai ritrovato quella fresca spontaneità degli inizi...ma con la saggezza dell'ora!
    Grazie Simo, per la tua vicinanza, è bello non sentirsi soli!

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    Risposte
    1. Felice di averti dato uno spunto riflessivo :)
      Affronta con coraggio il tuo ciclo di cambiamento e vedrai che andrà tutto bene.
      Chissà cosa ti attende di bello !
      E se vuoi chiacchierare un po', io ci sono.

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ciao ! grazie per il tuo commento :)