6 maggio 2017

I Celti: la Luna, l'Oceano e la Rinascita

Da pochi giorni, con la festa di Beltane di cui raccontavo qui, siamo entrati nel periodo Samos e nonostante il clima pazzo di questa settimana e della neve anche a quote basse, in realtà ora è il turno della bella stagione.
D'ora in avanti la Luce prevarrà sul Buio ed io approfitto del cambio per regalarvi l'ultimo appuntamento celtico di questo primo ciclo, affinché possiate gustarvi ancora qualcosa sull'Alternanza Celtica.










Perciò, come sempre, buona lettura!


L'alternanza Samos-Giamos ,vista tempo fa quirappresenta un periodo di crescita ed espansione verso l'esterno seguito da un periodo di stasi e contemplazione interiore, proprio come avviene alla Terra all'alternarsi delle due stagioni principali Estate-Inverno, anche considerate dai Celti come le uniche esistenti.

Nella prima, quella della Luce, (che in realtà per i Celti era considerata seconda poiché l'importanza primaria spettava a Giamos con Samhain, il capodanno celtico), ci sentiamo euforici e desiderosi di stare all'aperto, fare attività, condividere allegria e scoprire luoghi nuovi mentre nella seconda, quella del Buio, ci richiudiamo su noi stessi ritrovando il piacere del calore della casa, di un tea o di una coperta e preferiamo "scoprire il mondo" attraverso i libri o l'introspezione.

Sono due momenti talmente naturali che spesso ci dimentichiamo dell'importanza del loro ciclico scambio e tendiamo a preferirne uno piuttosto che l'altro scordando quanto questa alternanza sia invece fondamentale, poiché nessuno può vivere realmente bene persistendo nel primo o nel secondo.
Tutti abbiamo bisogno di trascorrere del tempo alternativamente all'interno e all'esterno, di noi stessi così come del mondo, fuori e dentro casa, e forse sarebbe bene riflettere di più su questo punto quando arriva la stagione che più fatichiamo ad accettare.
Perché nella vita è importante imparare ad accettare al meglio questa dualità se si vuole vivere serenamente.

Inoltre, avete mai riflettuto sul fatto che questa ciclica alternanza annuale si possa scorgere, seppure molto più in piccolo, nelle fasi lunari ?
E che quindi questa possa essere un'altra dimostrazione del fatto che la vita quotidiana sia composta da tale dualità?








Se guardiamo la Luna ,infatti, possiamo notare in essa lo stesso ciclo annuale in cui abbiamo:
-periodo di crescita ,alle porte di Samos - Luna Crescente
-massima pienezza ,Samos nella sua interezza - Luna Piena
-periodo di diminuzione ,alle porte di Giamos - Luna Calante
-totale scomparsa nell'oscurità ,Giamos nella sua interezza - Luna Nuova o Nera ,poiché non visibile.
E poi il ciclo ricomincia.

Il ciclo lunare era molto importante per i Druidi e sul conto delle lunazioni basavano rituali come la raccolta del vischio sacro, che doveva essere effettuata solamente la sesta notte dopo la Luna Nuova.
Essi avevano creato un vero e proprio calendario lunare, il Calendario di Coligny ,già visto in post precedenti, ed anche se non c'è nessuna certezza sulla traduzione dei nomi dati ai 13 mesi, due saltano all'occhio invece molto bene, proprio per farci capire quanto il passaggio tra le varie fasi del tempo fosse importante.

Infatti sono proprio Samonios e Giamonios, i due mesi "fine dell'Estate" e "fine dell'Inverno" a farci comprendere questa suddivisione ed a chiarire il fatto che il calendario fosse diviso in due metà, una Luminosa ed una Oscura, ciascuna avente le proprie lunazioni ed i propri mesi.

Ma se l'astro era importante per i Celti, vi era un'altra cosa fondamentale nella loro cultura: l'Oceano.














Ora, è indiscusso che fra Luna e Mare vi sia un legame ,e che tutti sappiano quanto la vicinanza della prima influisca sul secondo ,ma magari in pochi conoscono cosa i Celti ne pensassero a riguardo e così oggi vi racconto anche questo.

Se mi seguite da tempo o mi conoscete ,ormai saprete che ho un debole per la Bretagna, la mia terra celtica, perciò è naturale che parlando d'Oceano io parli di lei, perché la vivo con il cuore e perché dopo le ripetute visite penso di aver compreso le profondità che risiedono in lei e che ci uniscono.














Devo ammettere che questa terra mi affascina per molti motivi ma forse quello che ci connette a livello più istintivo ed interiore dopo il vento è proprio la presenza dell'Oceano, con il suo clima atlantico, le scogliere a picco e le maree.

La scorsa estate, ad Agosto, abbiamo potuto vederne salire e scendere diverse poiché abbiamo trovato un bel tratto di costa in cui praticamente ogni mattina il mare si ritira ,lasciando godibile per tutta la giornata una profondissima spiaggia, per poi risalire a sera nascondendola del tutto, come se non fosse mai esistita. Inutile dire quanto questa vista risulti magica ,e quanto io vi consigli di non perderla, ma tornando a noi e alla Luna, vi racconto un evento curioso ad essa collegato.

Un mattino siamo arrivati sulla promenade del paese più presto del solito e, oltre a trovare l'acqua a pelo della strada, l'abbiamo vista ricoperta di alghe.
Metri di grandi, lunghi e cicciotti fili di alghe erano attorcigliati ai lampioni ,alle panchine ed all'alto muro che separava le case dalla strada mentre l'aria sapeva di salmastro pungente ed i netturbini si davano da fare per ripulire tutto.
Lo spettacolo era per me incredibile e me ne stavo lì a guardare ,ascoltando le chiacchiere dei passanti.
La notte precedente c'era stata l'alta marea ,come al solito, ma la congiunzione fra questa ,la serata di Luna Piena e l'estrema vicinanza di questa alla Terra (era serata di SuperLuna) avevano creato un mix eccezionale, portando l'acqua a salire ben oltre la normale soglia e fino alle porte delle case.
Magico veramente.














Tutto ciò per dire che la Luna ha realmente effetto sul Mare ma che per rendersi conto della sua intensità bisogna andare sulle coste oceaniche.

I Celti che abitavano le coste dell'Irlanda, della Cornovaglia ,della Scozia o della Bretagna stessa avevano ovviamente molte più occasioni di vedere questi fenomeni rispetto a chi viveva nell'entroterra ma, sostanzialmente, tutti ne erano consapevoli ed erano fortemente attratti dal Mare.
Esso infatti rappresentava il confine con l'Altromondo ed era legato a molte leggende che narravano di come ,navigando verso Ovest, si potesse raggiungere la dimensione ultraterrena in cui viveva la Dea.










Si diceva infatti che da Ovest l'Oceano primordiale avesse dato vita alle coste sulle quali gli uomini avrebbero poi vissuto e che ,sempre verso quel punto, i morti avrebbero percorso la via per tornare allo stesso Altromondo.
(Da qui probabilmente l'antica usanza vichinga ,in parte comune a quella celtica, di porre i corpi dei defunti sulle barche e spingerle lontano dalla riva mentre il fuoco le ardeva).


O ancora, la leggenda raccontava di uomini svegliati nella notte da richiami misteriosi e visti poi traghettare da una costa all'altra delle barche ,apparentemente vuote, che si alleggerivano una volta giunte sulla sponda.

Per i Celti, lo stretto collegamento vita/morte era la base stessa dell'esistenza e forse è proprio l'importanza che la morte rivestiva nella vita a fare di Samhain la festa più importante ,quando a fine Ottobre l'anno vecchio scendeva nell'oscurità dell'Inverno per attraversarlo, purificarsi e poi rinascere definitivamente in Primavera.

Allo stesso modo, l'immergersi nelle profonde acque marine rievocava nell'uomo il medesimo rito di rinascita mentre il "rumore del mare", simbolo del tempo che passa e dell'avvento di un altro ciclo, era considerato il riverbero delle onde sul confine tra un mondo e l'altro.
Esso inoltre conferiva un significato del tutto naturale alla necessità del cambiamento perchè ,crescendo con il crescere della Luna, il rumore rappresentava l'andare e venire della marea e con essa il famoso concetto del "lasciar andare".












La Luna Piena, in generale ma soprattutto quella di Samhain, veniva vista dai Celti come il momento in cui le energie avute in dono da Samos ( Estate ) si scaricavano per affidarsi all'introspezione invernale di Giamos ( Inverno ), fonte di recupero e di pulizia interiore, ed esattamente così faceva la marea con l'uomo quando ,dopo la morte, lo portava nelle profondità abitate dai Fomori.
Laggiù, tra i misteri ed i pericoli legati al buio degli abissi, l'uomo poteva lavare via le negatività del passato e rinascere portando con sé nuovi semi incontaminati ,da esporre a Primavera al vento della Terra per produrre nuova ,Vita, luce e positività.














In sostanza ,per i Celti l'Oceano rappresentava un bagno purificatore simbolico, un lavaggio del corpo dalle scorie (dell'anno passato), uno scendere nel buio per ritrovare la luce, e per questo la presenza del mare era considerata così importante.
Tanto quanto lo stretto legame che c'è tra acqua e fuoco nelle culture nordiche e nelle feste celtiche, soprattutto le due "cardini" della tradizione, ovvero Samhain e l'appena trascorsa Beltane.
















Per me ,guardare tutto con occhi celtici è affascinante ,perché mi riconduce alla semplicità e all'essenza della vita svestita di tutto il materialismo che la soffoca. Penso quindi che derivi principalmente da ciò la mia attrazione verso la cultura celtica e che sia per questo che cerco di tenerla viva, seppure nel mio piccolo.
Inoltre credo sia per lo stesso motivo che oggi vorrei concludere con una nota, che spero abbiate ancora voglia di leggere.

Eccola qui :)


- Apertura verso un nuovo mondo-

Come avrete notato mi piace aprire i post con un minimo d'introduzione riflessiva ma oggi ho pensato di tenere ciò per la chiusura, affinché possiate rifletterci su con tutta calma e, nel farlo prendo a prestito un pensiero che non riguarda strettamente i Celti ma che come in molti altri casi mi pare collegato, dato che siamo in tema di "passaggi purificatori verso nuove rinascite".




















Durante gli studi alla facoltà di Lettere ,ho seguito fra gli altri un corso particolarmente interessante che si chiamava "Storia delle Religioni" e che racchiudeva le principali dottrine ,dall'età antica a quella moderna, considerando le correlazioni fra i vari culti ed anche alcune scoperte volutamente trascurate dalla Chiesa.
Sì, era proprio un bel corso e, a ripensarci ora, perfettamente in linea con la mia evoluzione futura.

Studiando più ampiamente ho potuto conoscere ed approfondire movimenti religiosi/esoterici/filosofici ,come ad esempio lo Zoroastrismo, la Gnosi, il Buddismo, lo Sciamanesimo o la cultura Aborigena, uscendo un po' dagli schemi classici degli insegnamenti ricevuti da bambina a catechismo, e ciò ha contribuito ad aprire la mia mente, formando nel tempo la mia personale "visione spirituale".
Difatti, quel che si studia si sedimenta in noi e può capitare di ripescarlo anche a distanza di molti anni, esattamente come è successo a me con la cultura celtica/nordica e quella indù.

Ora non intendo divagare raccontando qui il mio percorso, state tranquilli.
Quel che tengo a dire è solo che ,nel riprendere in mano questi argomenti ,ho incontrato un pensiero che sostanzialmente afferma che:
in tutta la storia dell'Uomo ci sono sempre stati predicatori o messia, a volte persino molti nello stesso momento storico, e che alcuni hanno avuto più presa di altri sulle persone perché, evidentemente, in quel dato momento la gente aveva bisogno di sentire quella determinata versione piuttosto che un'altra.

L'esempio del relatore che ascoltavo io si riferiva a Gesù ,raccontando appunto di come non fosse un'esclusiva del suo momento storico quanto piuttosto LA figura di cui ,probabilmente, avesse bisogno l'uomo di quel tempo in quel dato impianto storico, ma quel che mi ha interessata del suo discorso è stato il concetto in sé.

Per spiegarlo ulteriormente e con un esempio che nulla ha a che fare con la religione, dato che non solo di questo si tratta quando parlo di spiritualità e crescita interiore, vorrei citare un passo del film "Tu, io e Dupree" in cui Dupree stesso, parlando ai bambini di una scuola, racconti di come si possa trovare la propria Via e lo faccia usando il simpatico paragone dell'Astronave Madre.
No, niente teorie alla X-Files, state sereni.












Il film è una commedia brillante e divertente ma con un bel fondo e ,sostanzialmente, dice che se si sente di voler condividere un messaggio di tipo motivazionale/positivo/sereno allora è bene farlo, perché "qualche piccola astronave" ,che ha dentro di sé un seme pronto a germogliare, lo capterà e certamente ne farà buon uso, tirando fuori la propria "NESS" ,la personalità, quel che si è e che si dovrebbe ascoltare per vivere bene, per costruire e consolidare insomma la propria autostima.

Ecco, tutto ciò è solo per dire che non mi ritengo affatto un predicatore e che racconto della spiritualità per puro piacere personale.
Personalmente credo che ciascuno sia in grado di diventare la guida di se stesso, basandosi sulle proprie forze interiori e lavorando su di sè, senza dover ricorrere per forza ad altro e che ,forse, l'unica cosa di cui possa aver bisogno sia di leggere uno spunto giusto al momento giusto ,così da fare il primo passo.

Ed è per questo che scrivo, nella positiva speranza d'essere uno spunto positivo, qualcosa che v'inviti al Cammino, ad un nuovo incontro con Voi stessi.














Quanto alla cultura celtica in sé, penso che il suo fondamento possa rappresentare una buona base per trovare la propria identità in quanto "nati nel mondo occidentale" ma che poi stia solo a chi ascolta decidere se questa è la via per giungervi oppure no.
In fin dei conti sono così tante e diverse le strade che portano al Sè che ciascuno è libero di scegliere la sua in base al proprio sentire.

Quindi, se anche voi ritrovate nel celtismo la vostra "Astronave Madre" allora bene, avremo parecchio in più da condividere.
Se però seguite un altro credo sappiate che non ci sono problemi, sinceramente e senza critiche o discriminazioni, e che potrete gustarvi la storia di questo popolo per quel che è, condividendo comunque con me i vostri pensieri.

Certo ,la religione celtica presuppone la presenza di molte divinità ,come fanno anche religioni di diverso tipo, ma nel caso del celtismo/druidismo come in generale, preferisco considerare ciò come la necessità di possedere un folklore al quale fare riferimento piuttosto che un vero e proprio pantheon di nomi da invocare.

In sostanza, i Celti avevano tanti Dei ma la vera entità importante ed unica era la Terra e con lei l'Uomo stesso, che ci viveva insieme ,dentro ,sopra, e che con lei doveva fare i conti, rispettandola ed assecondandola in un sistema equilibrato utile alla sopravvivenza di entrambi, e credo che questo accomuni l'uomo nel profondo, indipendentemente dal tipo di fede.

Quindi ,alla fine, quel che mi preme trasmettere con i miei post è solamente il messaggio volto al recupero di una dimensione più intima ed umana e alla riscoperta della propria forza interiore.

Non facile, certo, però tutto qui.

Perché tutto è già dentro di noi ed a noi sta solo di volerlo ascoltare per vivere maggiormente in sintonia con ciò che siamo.
Se poi l'entità che ringraziamo la sera prima di dormire ha bisogno di un nome, allora che le venga dato il preferito da ciascuno perché la Vita è sicuramente felice di possederne tanti, diversi e tutti bellissimi.

Lo Spirito interiore ed il Sè saranno sempre ben lieti di accompagnarla ,e di accompagnarvi, con Luce nel vostro viaggio, qualsiasi sarà la via che sceglierete.












I Celti per ora vi salutano e, ad eccezione delle prossime feste celtiche di cui invece scriverò, torneranno sul blog dal prossimo Autunno. 

Spero che questa prima serie vi sia piaciuta ed attendo di sapere nei commenti se desiderate che in futuro si parli di qualche specifico argomento celtico o si tratti in maniera più approfondita qualcosa di già visto.

A presto e un abbraccio :)

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2 commenti:

  1. Ecco, io pensavo proprio alla lista, perché devo recuperare tutti i post. Questo di chiusura del ciclo mi è piaciuto. Insomma è giusto e normale essere lunatici ;)
    La luna è un mondo interessante, per il suo influsso così determinante sulla terra, e anche il rapporto dei celti con l'oceano, che non è solo un "tratto di strada" da fare per raggiungere altre terre. I celti mi affascinano, ho letto di somiglianze tra la cultura nuragica e la celtica, ma di quella non ci sono tante conoscenze... cercherò.
    Grazie intanto per questo ciclo di.. incontri coi celti :)

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    Risposte
    1. Grazie a te cara ! E certamente sì, essere lunatici è più che normale :)
      Spero che ti piaceranno anche gli altri articoli :)
      Quanto alla cultura nuragica ,penso si tratti solo di recuperare libri e studiare.
      Alla fine poi, anche per i Celti e così perché non ci sono documenti scritti "classici" ,però la cultura orale è stata recuperata e raccolta nel tempo .
      Abbraccio e a presto!

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ciao ! grazie per il tuo commento :)